C’è ben poco da ridere

Anche oggi in uscita sulle pagine di un giornale è comparso il consueto attacco ai dipendenti capitolini che evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, l’ignoranza di alcuni.

Proviamo a spiegare di cosa si tratta ben consci che, a volte, si perde acqua tempo e sapone.

In Italia, il vigente quadro normativo, costituito dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i., obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire il rischio stress lavoro-correlato al pari di tutti gli altri rischi, in recepimento dei contenuti dell’Accordo europeo sullo stress lavoro correlato del 2004.

Già qui qualcuno dovrebbe chiedersi cosa ha fatto il Comune di Roma in questi 13 anni, ma mica chiediamo così tanto.

L’argomento è tanto delicato che la stessa INAIL, che si occupa degli infortuni e delle malattie sui luoghi di lavoro, pubblici e privati, ha dedicato un apposito spazio sul proprio sito internet dedicato proprio allo stress- lavoro correlato.

Già qui qualcuno avrebbe potuto usare un motore di ricerca internet, ad esempio google ma non vorremmo fare pubblicità, che inserendo nell’apposito spazio cosa si ricerca dovrebbe in pochissimi secondi, a seconda della propria velocità di connessione, tirare fuori alcune risposte. Ma mica chiediamo così tanto.

Leggere questo articolo fa pensare che chi critica questo provvedimento sia in realtà a favore di queste conseguenze, oggettivamente dimostrate, di chi è colpito da questa patologia:

A livello individuale

  • Atteggiamenti negativi verso i clienti/utenti
  • Atteggiamenti negativi verso se stessi
  • Atteggiamenti negativi verso il lavoro
  • Atteggiamenti negativi verso la vita
  • Calo della soddisfazione lavorativa
  • Calo dell’impegno verso l’organizzazione
  • Riduzione della qualità della vita personale
  • Peggioramento dello stato di salute
  • Portanza ad assumere alcolici o droghe.

A livello organizzativo

  • Aumento dell’assenteismo
  • Aumento del turnover
  • Calo della performance
  • Calo della qualità del servizio
  • Calo della soddisfazione lavorativa.

Ripetiamo. Quello che si vuole combattere è questo qui sopra e chi è critico o contrario è  invece evidentemente a suo favore . Non c’è via di mezzo se non dovuta alla ignoranza sull’argomento.

Pensate che esageriamo?

Leggete qui 

E poi qui

Evitare drammi e poi evitare i risarcimenti riteniamo sia scelta oculata e responsabile da parte dell’amministrazione comunale.

Oppure si pensa che, ad esempio, comunicare tutti i giorni a familiari che i propri cari non ci sono improvvisamente più a causa di un incidente stradale, non possa creare turbative nella psiche degli operatori?

Lo stress è il cestino della vita moderna – tutti noi generiamo scorie, ma se non le smaltiamo correttamente, si accumulano e superano la vostra vita.

Noi non abbiamo paura a dire che se uno psicologo ci segue nel nostro lavoro, ogni giorno, non possa che essere solo che utile e vantaggioso.

Consigliamo all’autore dell’articolo, se non ne lo ha a disposizione, di rivolgersi al suo datore di lavoro e pretendere altrettanto: assistenza di uno psicologo per evitare lo stress-lavoro correlato.

E’ pericoloso.

Non lo sottovalutare.

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Da vigilopoli a farsopoli

Vi invitiamo a leggere con molta attenzione un articolo pubblicato oggi sulla stampa.

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In un certo periodo temporale è stato creato un clima di caccia alla streghe nei confronti della categoria.

In questo clima si calò un piano di prevenzione della corruzione da lacrime e sangue per la Polizia Locale di Roma che ha avuto come risultato quello della perdita di ogni professionalità acquisita dagli operatori.

Abbiamo sempre avuto il sospetto che qualcuno potesse avere l’interesse a depotenziare la Polizia Locale per magari trovarsi di fronte agenti ed ufficiali inesperti ad affrontare le materie e quindi “meno scomodi“.

Decine e di articoli ripetuti nel tempo, per sempre gli stessi episodi, hanno ingenerato una sensazione diversa rispetto a quello che la realtà processuale pare invece stia tirando fuori.

Abbiamo sempre avuto fiducia nel lavoro della magistratura con la quale collaboriamo tutti i giorni.

Quella che è mancata è stata una seria, idonea e muscolosa difesa mediatica da parte dei vertici politici ed amministrativi del campidoglio.

Non lo perdoneremo mai.

MAI.

Divisa ecologica? Abbiamo la foto esclusiva!

Il titolone del quotidiano ci ha incuriosito e siamo andati a scartabellare in mezzo ai polverosi archivi che sono custoditi nei sotterranei quasi inaccessibili del Comando del Corpo e siamo venuti in possesso di questa gustosa novità che ha contribuito a riempire le pagine delle cronache.

Potevamo indossare delle comode Polo in cotone? Nooo.

Non gli andava bene e fondamentalmente eravamo anche d’accordo con loro

Invece il comando ci ha smentito ed anzichè puntare su una razionale spesa ecoinsostenibile ha deciso di soprendere tutti e buttarsi su di una spesa pazza ed ecologica.

Chissà se nei saloni del comando faranno una presentazione alla stampa come questa

La foto in anteprima è questa.

Informiamo l’attenta stampa che la useremo anche per occultare i nostri autovelox e street control.

 

 

Chi comanda davvero i vigili urbani?

Una risposta che a noi sembrava facile e pronta. Immediatamente abbiamo pensato che il riferimento legislativo non poteva che essere inserito tra le pieghe della legge Quadro della Polizia Municipale (n° 65/1986) dove in particolare all’articolo 9 possiamo leggere:

Il comandante del Corpo di polizia municipale e’ responsabile verso il sindaco dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo.

Quindi, risalendo un poco la piramide di comando , possiamo arrivare a dire che poi alla fine è il sindaco che, come previsto dall’articolo 2 della stessa legge, “impartisce le direttive, vigila sull’espletamento del servizio”.

La risposta alla domanda pertanto poteva essere: il comandante che esegue le direttive del sindaco.

Invece non è proprio così. Pur prendendosi i sindaci ed i comandanti tutti gli scazzi della cittadinanza la risposta sembra non essere proprio questa.

Proviamo a spiegare perchè.

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo quando, anche noi stessi, non avevamo ben capito il piattino che ci stavano cominciando a servire. O meglio. Ne avevamo per primi cominciato a sentire la puzza, ma la pietanza non era ancora stata servita.

Era il 07/08/2013 e ci trovavamo di fronte per la prima volta in un incontro ufficiale l’ex Sindaco Ignazio Marino. Sentite con attenzione cosa gli dicevamo dal minuto 04.12 al minuto 05.30

Quale fu la risposta da parte dell’amministrazione comunale? Prima questa nomina  e poi, a stretto giro di posta, quest’altra.

Provenienza proprio Questura di Roma.

A Roma, dopo i fatti di Mafia Capitale, hanno fatto girare il detto che bisognava seguire il modello Milano,ma in questo caso si è fatto proprio il contrario.

Milano copiò Roma.

Anche a Milano è cambiato il comandante ed indovinate da dove proviene? Eh già. Sempre dai ranghi della Polizia di Stato.

Qualcuno potrebbe obiettare che adesso a Roma non è più come prima. La risposta è parzialmente vera. Vi invitiamo ad andare a leggere il curricum dell’attuale Comandante del Corpo Diego Porta.

Che coincidenza…

Cosa succede invece in un’altra grande città del sud Italia come Taranto? Succede che un sindacato della Polizia di Stato scriva e si rechi a colloquio con il sindaco e si metta a parlare con lui di risorse economiche da destinare a nuove assunzioni nella Polizia Locale e alla organizzazione dei turni della stessa per coprire le intere 24 ore! Si può leggere tutto qui.

Infine torniamo di nuovo a Roma. Sempre in questi giorni la Questura di Roma sembra abbia inviato al gabinetto del sindaco, al delegato del sindaco alla sicurezza ed al comando del corpo , il richiamo ufficiale affinche la stessa Polizia Locale si attenga secondo le ordinanze di servizio della stessa questura indicando orari e località dove collocarsi.

Chi è quindi che ha bisogno della Polizia Locale e chi sono veramente i suoi comandanti?

Secondo noi è in atto uno scientifico e programmato “commissariamento” delle Polizie Locali che possono essere usate come manodopera a costo zero da parte del Ministero dell’Interno, attraverso le questure, senza riconoscerle in alcun modo questo ruolo nella sicurezza delle città. A partire dal nostro status contrattuale più simile a quello degli impiegati che a chi è impegnato a prevenire atti di terrorismo.

Ad alcuni gli onori ad altri gli oneri.

La risposta iniziale quindi non ci pare più così ovvia.

Abbiamo quindi deciso di rivolgerci direttamente a quello che pare essere diventato, obtorto collo, il nostro nuovo comandante del corpo in capo mutuando quanto fatto dal sindacato di polizia.

Abbiamo richiesto pertanto al Questore di Roma un incontro per parlare delle problematiche derivanti dalle sue disposizioni di servizio informando di questo anche il Prefetto di Roma.

Non possiamo consentire che la Polizia Locale sia considerata in questo modo.

Toc Toc

Comando e Sindaco se ci siete battete un colpo. Di dignità ed autonomia.

L’Italia non merita il nostro sangue

Un collega aggredito a Catania perché, pare, ha impedito il transito ad uno scooter per una chiusura di una strada.

Gli “impediti” sono tornati indietro e lo hanno preso a cascate.

Ora lotta con la morte in coma.

Sarà colpa forse della richiesta sinergia di Minniti, ma le strade italiane tornano a macchiarsi del sangue degli impiegati comunali in divisa non riconosciuta dallo stato se non quando gli serve.

Quello stesso sangue che è stato schifato quando lo abbiamo donato.

Quello stesso sangue che trasforma le nostre morti in morti di serie B. Poco meno di un taglio al personale.

Allora questo stato, che non ci riconosce una riforma degna di questo nome, forse  merita che quel ciclomotore sia lasciato passare.

Gli manderemo poi la multa a casa perché non indossava il casco e perché non rispettava le segnalazioni manuali dell’agente preposto. 

L’impedito se ne sarebbe tornato a casa con una multozza. Contento pure il comune magari.

Il collega sarebbe tornato a casa. Semplicemente.

Ora non ci resta che augurarci che ci ritorni davvero.

C’è traffico? Rompiamo un braccio al vigile!

Chissà se è questo il ragionamento fatto stanotte alle 23 da un motociclista in transito su piazza cavour.

In quel luogo infatti stava compiendo i rilievi tecnici di un incidente stradale avvenuto poco prima una pattuglia del I gruppo Prati.

Fatto sta che un collega ( A. R.) è stato aggredito da questo motociclista italiano, forse impaziente a causa del senso unico alternato, tanto da rompergli un braccio.

Il collega è stato trasportato in ambulanza presso il santo spirito dove è stato refertato con 20 giorni di prognosi mentre, con ausilio di altre due pattuglie di Prati e del Gssu, l’aggressore veniva arrestato e custodito presso le camere di sicurezza del 1 gruppo trevi.

Non è possibile continuare a lavorare in questo modo in città. Specie in notturna si viene inviati a compiere interventi con singoli equipaggi ( abbiamo una pattuglia per municipio) perché oramai gran parte delle pattuglie sono ferme a guardare i campi nomadi oppure la pineta di Ostia.

Le pattuglie rimaste disponibili vanno da una parte all’altra di Roma e restano da sole anche per ore. 

Sappiamo che aggiungere pattuglie la notte significa tagliare i servizi del giorno, ma il Comando del Corpo deve capire che la notte così come è organizzata non risponde più a come era 15/20 anni fa.

Se non vogliamo tagliare i servizi di giorno dobbiamo tagliare qualche servizio di notte per aumentare le pattuglie disponibili.

A cominciare dai piantonamenti fissi che si protraggono da anni ormai e che sono diventati la sicurezza esclusiva e privata (agli altri romani…) degli abitanti dei campi nomadi

Rischio isis? Sinergia a Roma fa rima con ipocrisia.

Lo avevamo previsto per tempo dopo le parole del Ministro Minniti di cui avevamo parlato anche qui .

Quando il Ministro parlava di sinergia significava che la Polizia Locale sarebbe stata chiama a SOSTITUIRE lo stato in quello che non riusciva a garantire: la sicurezza in caso di prevenzione degli attentati.

Avevamo anche detto che i sindaci ( di tutti i sessi e i partiti) sarebbero rimasti con il cerino in mano  e alla prova pratica le foto che andiamo a pubblicare lo dimostrano in tutta la loro chiarezza.

La storia che è accaduta a Roma è più o meno questa: esite un gruppo speciale della Polizia Locale di Roma che, con fatica, si dedica da anni a cercare di contrastare il fenomeno del commercio ambulante abusivo. Questo gruppo è il G.S.S.U.

Una mattina personale chiamato a fare quel servizio viene inviato a ridosso delle mura del Vaticano in prossimità dei Musei Vaticani. Pensavano i colleghi che sarebbero stati impiegati per il solito obiettivo. Invece no!

Sembra che abbiano riferito ai colleghi che esisterebbe una disposizione ( non si sa di chi ma si parla di ambienti statali) che chiede alla Polizia Locale di, sedetevi, rallentare il traffico dei veicoli in transito.

La solita truffa lessicale? Cercare di far rientrare tra le competenze della Polizia Locale quelle che in realtà sono tentativi di prevenzione attentati terroristici?

Pubblichiamo qui di seguito le foto che sembra lo dimostrino.

 

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Ci troviamo in Via dei Bastioni di Michelangelo  e qui non notiamo granchè di strano. Vi facciamo notare sul lato destro una barriera a protezione dei pedoni sul marciapiede.

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Cominciamo a vedere un collega con la tipica divisa del GSSU

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Eccola qui! In corrispondenza della interruzione della barriera parapedonale vengono collocati i veicoli della Polizia Locale. Anche quelli senza colori istituzionali che testimoniano la disorganizzazione in cui ci troviamo ad operare in carenza di personale e mezzi idonei. Da GSSU ( gruppo speciale sicurezza Urbana ) a Gruppo Speciale Segnaletica Umana!

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Infine un collega col fratino giallo e la moto senza colori. Manca solo il famigerato nastro giallo a protezione dei pedoni e poi avremmo definitivamente sconfitto L’ISIS.

Ci spiace ma non possono venirci a raccontare che hanno messo la Polizia Locale in quel modo per far rallentare i veicoli. Non ci crediamo. Allora mettiamo un limite 30 come su di una Colombo qualsiasi ed un bell’autovelox no?

Siamo stati messi li per esigenze di sicurezza ma non veniteci neanche a raccontare che un veicolo lanciato a velocità trovi ostacolo nel corpo dei colleghi o in una moto posteggiata sul suo cavalletto laterale.

Cosa e chi proteggiamo in questo modo?

Questo colleghi sono stati tolti da altri servizi erogati dal comune ( abusivismo nel bene o male dei risultati) per sostituire lo stato assente.

Ma se domani qualche giornale o tv lamentasse il fatto che ci sono gli abusivi al centro, chi pensate che venga tirato in ballo?

Ovviamente i sindaci che non fanno quello che devono fare!

Cara Sindaca Virginia Raggi, caro Presidente dell’ ANCI Antonio Decaro, lo capite o no che vi stanno delegando attività statali senza girarvi indietro nulla? Forse neanche i soldi delle fioriere del noleggio dei new jersey in cemento…

Noi come sindacato andiamo chiedendo una modifica legislativa che ci riconosca definitivamente come forza di Polizia e non come birillo comunale messo a protezione di un marciapiede.

Voi cosa chiedete in cambio della vostra responsabilità su tutto quanto di peggio possa accadere?

Nulla? Almeno un posto in parlamento chiedetelo no? O ve l’hanno già promesso?

In ultimo, cari cittadini, quando chiamate e dite che non rispondiamo al telefono, quando chiedete il nostro intervento per problemi COMUNALI ( soste, incidenti, rumori, animali, abusi edili ecc) e vi rispondono che non ci siamo il motivo è anche questo:

Cattura2

Magari stiamo chiudendo Via dei Fori Imperiali perchè c’è una manifestazione…..

Si vede che stiamo facendo la viabilità, no?

Come dite? Dovrebbe pensarci lo Stato?

Ditelo ai vostri sindaci che a voi serve la Vostra Polizia Locale!

 

 

Terrorismo: Minniti scarta il jolly!

Venerdi 18 agosto il Ministro fa sapere che a breve “verrà emanata una circolare ai prefetti affinché attraverso i comitati provinciali per l’ordine e sicurezza pubblica che saranno convocati con la partecipazione dei sindaci e in sinergia con le polizie locali si svolga un attento monitoraggio relativamente agli eventi e alle iniziative già programmate sul territorio“.

Ogni tanto la politica quando è in difficoltà si ricorda di noi e ci tira in ballo.

Lo avevamo provocatoriamente detto anche sulla nostra pagina facebook quello che pensiamo del nostro coinvolgimento.

I burocrati del Ministero non tardano ogni volta ad affossare ogni idea di riforma dello status della Polizia Locale italiana perchè forse pensano  di cedere pezzi di sovranità.

La stessa sovranità che nel tempo non si sono mai vergognati di perdere strada facendo delegandola sempre più ai sindaci ed alle Polizie Locali.

Vi ricordate la “buoncostume”? oggi non c’è pagina di cronaca cittadina che non racconta di come la Polizia Locale sia impegnata ad eseguire le ordinanze dei sindaci sulle prostitute.

Vi ricordate la specialità della Polizia Stradale che interveniva ovunque in Italia? Da qualche anno ormai la Polizia Locale è quella che rileva più incidenti stradali in Italia trattando più casi di omicidio lei probabilmente della somma di tutte le questure italiane.

Si perchè si muore per omicidio in strada più che altrove checchè ne dicano le quarte colonne o i quinti gradi in tv.

Sono solo un paio di esempi di “devolution” all’italica maniera.

Aggiungiamo quello di cui avevamo parlato dopo i fatti accaduti a Piazza San Carlo a Torino e di cui avevamo parlato qui

Il Ministro degli interni cerca più “sinergia“. I sindaci cercano di ubbidire tirando e stirando i contratti di questi impiegati comunali in divisa ed il Ministro delle Finanze gli manda gli ispettori dicendo che il contratto non è stato rispettato e che devono restituire i soldi.

Questa la sintesi estrema della situazione: sindaci e PL messi nel tritacarne senza nessuno che osi rifiutarsi di restare col cerino in mano di questa sicurezza che lo Stato dovrebbe garantire ed invece non è in grado di farlo.

La Polizia Locale ha una legge quadro del 7/3/1986 e mai sostanzialmente modificata.

  • Non era ancora scoppiata la centrale di Chernobyl.
  • Maradona non aveva ancora eliminato l’Inghilterra con un colpo di mano e poi vinto il Mondiale di calcio.
  • Roberto Baggio non aveva ancora esordito in serie A
  • I Simpson ancora non erano andati in TV
  • Il Napoli non aveva ancora vinto il primo scudetto
  • Striscia la notizia e Blob non erano ancora andati in TV
  • Il Game Boy non esisteva.
  • A Piazza Tienammen nessuno si era messo davanti ai carrarmati a piedi e con le buste della spesa.
  • Il muro di Berlino era ancora in piedi.
  • Saddam Hussein ancora non aveva invaso il KUWAIT
  • Il primo sms ancora non era stato inviato.
  • Le Twin Towers ancora svettavano su New York.

Come si può essere così anacronistici nell’affrontare questa moderna guerra al terrorismo che sta affliggendo tutte le città europee?

La Polizia Locale c’è, ma ha a disposizione un Commodore VIC 20.

E’ ora di aggiornare il sistema operativo della sicurezza in Italia riconoscendo il ruolo al 100% delle Polizie Loali in Italia.

Ora o mai più.

Altrimenti finiremo col dare la colpa di un attentato al sindaco che non ha fatto rispettare il divieto di transito ai veicoli muniti di dinamite all’interno…

È andata bene!

Ieri pomeriggio alle ore 17,50 si è sfiorata la tragedia in via Grotte Portella all’altezza di Guido Carli.

Un pullman, per cause su cui stanno indagando i colleghi del VI Gruppi Torri della Polizia Locale di Roma, è uscito di strada travolgendo tutto quello che gli si trovava davanti.


Quel tratto di strada è solitamente percorso da ciclisti, pedoni e runners in allenamento.

Il solo autista è rimasto ferito ed è stato accettato con codice giallo a PTV. 

Chiediamo da tempo che i marciapiedi siano protetti dai cosiddetti parapedonali ove possibile.

Oltre a costituire una protezione per i soggetti deboli della strada sono anche una barriera fisica contro la malasosta per chi a Roma considera i marciapiedi come zona di parcheggio.

I nostri numeri di personale non ci consentono di arrivare a presidiare e sanzionare su tutti i marciapiedi.

Un arredo urbano ci aiuterebbe non poco.