Rienzi sindaco

Domenica avevamo proposto 10 domande al prossimo sindaco di Roma ed oggi è arrivata la prima risposta che prontamente pubblichiamo per intero:

Gentilissimi,

siamo contenti del Vostro interesse.
La nostra lista vuole che la Polizia Locale sia retribuita adeguatamente e conservi i diritti acquisiti. La Vostra presenza sul territorio è indispensabile e riteniamo che dobbiate accettare il controllo da parte dei cittadini.
Riteniamo inoltre che la scelta dei vertici deve seguire criteri di imparzialità ed aprire alle risorse interne. I proventi delle multe devono essere destinate al trasporto pubblico e al rifacimento delle strade.
Sul nostro sito web, http://www.codacons.it/, potete trovare il nostro il programma.

Cordiali Saluti

Carlo Rienzi”

 

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10 domande al prossimo sindaco di Roma

Dopo una lunga schermaglia politica che ha fatto muovere sul campo le biglie (i candidati) in modo quasi impazzito, la legge ha finalmente cristallizzato la situazione ed ha fatto fermare queste bocce.

Abbiamo finalmente i candidati definitivi. Più di questi non potranno esserci.

Abbiamo deciso di inviare alcune domande che ci riguardano e pubblicheremo su queste pagine le risposte che arriveranno così, liberamente, ognuno di voi potrà valutarle e/o approfondirle.

    • Elenco atti concreti (curriculum vitae) che ha effettuato per la Polizia Locale in carriera;
    • Ruolo della Polizia Locale nel sistema di sicurezza cittadino: più vicino allo sparamulte o ad una polizia di prossimità;
    • 3 priorità di intervento della Polizia Locale e quali servizi verranno invece ridotti;
    • Condizioni attuali del Corpo che trova
    • Modifiche alla struttura da attuare entro 60 giorni da insediamento;
    • Modalità di scelta del Comandante del corpo e dei vertici;
    • Proposte per contratto decentrato specifico per la Polizia Locale;
    • Modalità di utilizzo dei  proventi delle sanzioni (208 codice della strada);
    • Punti principali del nuovo piano anticorruzione;
    • Comunicazione esterna del Corpo e difesa mediatica.

 

Non è stato facile reperire gli indirizzi di tutti, molti sono “nascosti”. Ci permettiamo di consigliare una diversa e più semplice modalità di contatto tra elettori e candidati.

Ci auguriamo comunque che tutti quanti rispondano in modo da poter confrontare i diversi programmi.

Sono 10 punti ed assegneremo un punto per ogni argomento trattato.

Un candidato che rispondesse a tutte e 10 questi argomenti già sarebbe un passo avanti rispetto a chi non lo fa.

Fassina, Giachetti e Raggi: il confronto

In rigoroso ordine alfabetico.

Pubblichiamo qui di seguito alcune riprese, fatte con un cellulare e quindi non il massimo come audio-video, ma che comunque possono servire per formarsi una propria opinione.

Mancavano, tra gli altri, Marchini in “furibonda lite telematica” con uno degli organizzatori, e con tanti altri candidati considerati, con buona probabilità, forse non appetibili mediaticamente.

Scelta molto opinabile se parliamo di democrazia e di par condicio.

Sindaco Marino: lo ricorderemo anche per questo.

Marino e la busta paga: «Solo 4.500 € »
Gli altri sindaci: a noi basta

Il sindaco di Roma Ignazio Marino (foto Jpeg)

Il sindaco di Roma Ignazio Marino (foto Jpeg)

ROMA – Forse non se l’aspettava. O magari non conosceva le normative vigenti. Sta di fatto che, dopo il larghissimo successo elettorale ottenuto a giugno, per Ignazio Marino la prima busta paga deve essere stata un trauma: mese di luglio, più mezzo mese di giugno. Media, facendo un rapido calcolo, di 4.500 euro netti al mese. Una miseria, per uno abituato alle retribuzioni da chirurgo prima e da parlamentare poi. Così, alla prima occasione (una chiacchierata col Venerdì di Repubblica ), il sindaco di Roma l’ha fatto presente: «A casa a mezzanotte, niente mondanità, sveglia alle sei del mattino». Tutto per quello stipendio, che molti italiani si sognano: «Amministriamo bilanci miliardari e responsabilità enormi», dice Marino.

Che fine hanno fatto le battaglie anti-Casta sui costi della politica? «Forse si è ecceduto». Il piatto piange, il bilancio familiare ne risente: «Prima o poi bisognerà riequilibrare», insiste Marino che si rende conto che non è il momento di rivendicazioni salariali («non ci penso proprio»). Le sue parole, però, scatenano un vespaio. E il chirurgo dem si ritrova solo.All’Anci preferiscono non commentare, perché l’associazione «si occupa dei problemi dei Comuni, non dei singoli cittadini» e perché «tutti sanno, o dovrebbero sapere, prima di candidarsi quali sono le regole d’ingaggio». Anche perché, viene fatto notare, «solo i sindaci di città medio-grandi hanno retribuzioni buone: la stragrande maggioranza, in tutta la Penisola, prende indennità di mille o duemila euro al mese».

Michele Emiliano, primo cittadino pd di Bari, rivela: «Lo stipendio di Marino? Forse a Roma hanno norme che rendono la retribuzione inferiore a quella possibile». Lei quanto guadagna? «Circa 5.800 euro netti al mese. Bari è città metropolitana, con 320 mila abitanti, la settima d’Italia». Racconta un aneddoto, Emiliano: «Come magistrato prendevo 1.500 euro in più al mese. E ci sono state lunghe discussioni familiari quando ho lasciato: sa, sul budget complessivo un taglio così ha il suo impatto…».

Ma è giusto alzare gli stipendi dei sindaci? «L’indennità è congrua rispetto alla situazione dei salari. Siamo comunque dei soggetti privilegiati, anche se guadagniamo molto meno di parlamentari, consiglieri regionali, europarlamentari. Tutti politici che hanno meno responsabilità di noi».

Luigi de Magistris, a Napoli, prende ancora meno di Marino: «Circa 4.100 euro al mese. Ma certo non mi lamento, anche se lavoro 18 ore al giorno, gestisco tra Comune e partecipate 23 mila dipendenti. Ma abbiamo tenuto le indennità basse (fu una decisione della Iervolino, ndr) per dare un segnale in un momento difficile».

La retribuzione dei sindaci, infatti, è fissata a livello nazionale, attraverso il Tuel (Testo unico enti locali) che rimanda al decreto n.119, del 4 aprile 2000, del ministero dell’Interno. Lì veniva fissato il trattamento economico, ancora in lire, in base a parametri demografici: si andava dagli attuali 1.300 euro per un sindaco di un centro con meno di mille abitanti, agli 8.000 euro per Roma, Milano, Napoli. Cifre, poi, modificate al ribasso da almeno un paio di finanziarie, l’ultima con Giulio Tremonti. Quelli sono i tetti massimi. Poi, però, ogni città può ridurre ancora.

Giuliano Pisapia, a Milano, ad inizio giugno ha ridotto la sua indennità da 5.600 a 3.600 euro al mese, seguito a ruota dal vicesindaco Lucia De Cesaris: entrambi, ora, guadagneranno come gli assessori della giunta. Mentre Matteo Renzi, a Firenze, stipendio da 4.300 euro mensili sventolato una volta in consiglio comunale, ha più volte in passato espresso il suo pensiero: «Teniamo ferma la paga dei sindaci, ma dimezziamo quella dei parlamentari». E così, mentre il centrodestra romano si scatena contro Marino, l’unico sollievo per il chirurgo in bicicletta arriva proprio dal suo predecessore Gianni Alemanno: «La richiesta di Marino è il massimo dell’inopportunità, mentre le famiglie non arrivano a fine mese e aumenta la disoccupazione. In ogni caso io prendevo 5.400 euro al mese, e la sua indennità sarà la stessa». Sono quasi mille euro in più. Il bilancio familiare, forse, è salvo.

la fonte

Vigili come sentinelle. Si del moto ondoso….

“Agli oltre 630 agenti della Polizia Locale di Roma Capitale sulle strade, Marino ha chiesto di controllare sottopassi e incroci per monitorare le situazioni più critiche e fluidificare la circolazione, così come il personale di AMA e della Protezione civile sono pronti a intervenire per disostruire caditoie e pulire la sede stradale da materiali o potare i rami pericolanti. Nello specifico, la Protezione Civile, nelle scorse ore ha già ricevuto numerose chiamate.”

Questo è il testo di un comunicato stampa del campidoglio pubblicato oggi pomeriggio.

Qui sotto invece la realtà di come si trovava la zona sud della Capitaled’italiaatremesidalgiubileo

Ma, con scarpe tipo queste

che cosa dovrebbe fare di preciso la Polizia Locale con questi allagamenti?

Eppure questi allagamenti sono ricorrenti a Roma, ne è prova il famoso tweet del Sindaco oramai diventato tormentone peggio di un acquazzone

Come datore di lavoro, in quanto il sindaco dovrebbe quantomeno prevenirle queste situazioni, quando avrebbe in animo di fornire ai propri dipendenti quegli equipaggiamenti minimi che consentirebbero di eseguire le sue disposizioni?

La politica delle chiacchiere e dei selfie ci ha un pochino stancato.

 

Squilla libero? Non ci sono. O no?

Siamo venuti a conoscenza di una lettera di protesta inviata al Comando del Corpo. Questa lettera è arrivata al Comando di Via della Consolazione qualche settimana fa. Quindi il Comando dovrebbe avere già risposto. In ogni caso ci proviamo anche noi

OGGETTO: al centralino dei vigili non risponde nessuno!!!

Il punto focale del lungo scritto era più o meno questo “ho chiamato più volte senza che nessuno rispondesse!!! Il telefono ha squillato libero ma nessuno si è degnato di rispondere, non c’è stato nemmeno il disco per avvertire che gli operatori erano momentaneamente impegnati! Spero che si prendano i necessari provvedimenti perché non si riverifichi mai più una cosa del genere.”

Sembra essere il leitmotiv del momento: “I vigili non rispondono”, “Chiami i Vigili Urbani? Non ti risponde mai nessuno”; “Sono a prendere il caffè”; “Devono essere licenziati”.

Ma è vero che non rispondono? E perché?

Prendendo spunto dalla lettera, cominciamo a dire che corrisponde al vero che una volta c’era la musichetta che “allietava” l’attesa (C’era una volta il west di Sergio Leone) che a intervalli regolari veniva interrotta da una voce registrata che informava che l’operatore stava rispondendo a un’altra chiamata, e chiedeva di non riagganciare per non perdere la priorità acquisita. C’era una volta appunto…

Un bel giorno, non si sa quando, senza che gli operatori se ne accorgessero (perché non è che si chiamano da soli e nessuno li ha avvisati), e senza che se ne sappia il motivo, musica e voce registrata sono improvvisamente spariti.

Adesso il telefono suona libero. Sempre.

Anche se ci sono sette telefonate in attesa. Anche se l’operatore sta già parlando con qualcuno. Anche se sta parlando col cittadino che vuole ricordarci che l’abbonamento RAI scade il 31 gennaio; o quello che vuole sapere chi ha vinto Ballando con le stelle (“perché voi siete informati di tutto”); o quello che vuole sapere come fare per riattivare Facebook che non funziona; o vuole sapere il numero esatto degli abitanti di Roma, o a che ora è programmato il terremoto. O sta parlando con quello che chiama per sapere se a Padova gli è stata rimossa la macchina, perché su internet ha trovato solo il numero dei vigili di Roma; o quello di Salerno che chiama noi perché noi lavoriamo 24 ore su 24 e a Salerno no, e pretenderebbe che andassimo fin là per risolvergli il problema. (Tutto rigorosamente accaduto).

E dopo una decina di squilli a vuoto la linea cade. Semplicemente.

Non sono gli operatori che non rispondono; è il sistema che è organizzato in modo tale che se più persone chiamano nello stesso lasso di tempo, una è fortunata e riesce ad avere una risposta, per le altre sono previsti solo squilli a vuoto.

E adesso diamo un po’ di numeri.

Per prima cosa diciamo che si è passati dalle sei postazioni telefoniche di qualche anno fa alle tre attuali.

Tre postazioni che solo raramente sono state coperte contemporaneamente, soprattutto di recente.

Aggiungiamo che da qualche mese sono cambiati gli orari di lavoro, anche in ottemperanza al nuovo contratto approvato in modo unilaterale dal comune di Roma, e si è passati da tre a quattro turni.

Qui precisiamo meglio perchè necessita un’ attenzione particolare.

Potrebbe sembrare un aumento del servizio invece si è soltanto diviso lo stesso numero di personale (anzi, meno, visto che nel frattempo qualcuno è andato in pensione e qualcuno è stato trasferito) invece che per tre turni, per 4 turni. Quindi diminuendo le persone in servizio contemporaneamente.

Continuando a far parlare i numeri, che non mentono, vediamo effettivamente quante persone ci sono a rispondere al telefono quando si chiama il famigerato 06/67691.

Abbiamo fatto uno studio prendendo una settimana qualunque, sette giorni di fila, presi a caso nel mese di luglio: fanno in tutto 168 ore.

PLANNING SETTIMANALE
PLANNING SETTIMANALE
  • Per 100 ore su 168 (60% del tempo) in teoria sulla postazione del centralino non c’è NESSUNO!

In teoria perché il compito di rispondere al telefono spetta all’ operatore che lavora sulla postazione di ioSegnalo. Considerando che siamo sulle 85 segnalazioni di media al giorno, si possono fare in teoria entrambe le cose, fermo restando che ioSegnalo ha la precedenza su precisi ordini, per cui se l’operatore sta gestendo una ioSegnalazione e il telefono squilla proprio in quel momento, il telefono non esiste; anche perché se si dà la precedenza al telefono il rischio è che passi molto tempo prima che ci sia un attimo di tregua per dedicarsi a ioSegnalo. Oltre a trasgredire gli ordini superiori ovviamente.

  •  Per 19 ore (11% del tempo) oltre alla persona che gestisce ioSegnalo, c’è UNA persona che risponde unicamente al centralino;
  • per 25 ore (15% del tempo) ce ne sono ben DUE;
  • per 24 ore (14%del tempo), che sono quelle in cui due turni si accavallano, abbiamo due persone che in teoria gestiscono sia ioSegnalo sia il centralino. Considerata la carenza di personale in Centrale Operativa, viene deciso dal responsabile di volta in volta come “utilizzare” la seconda persona.

Come cantava Adriano Celentano

“è inutile chiamare,

non risponderà nessuno.”

Ma la colpa non è degli operatori, non prendetevela con loro.

P.S.

Le altre maggiori città italiane hanno le telefonate registrate e, a volte, l’indicazione dell’operatore che risponde al telefono. Perchè a Roma questo non si vuole che accada? Chi ha paura che vengano registrate le telefonate? Si sarebbe pure potuta registrare la telefonata che avvertiva del traffico causato dal funerale dei Casamonica, pensate un po’…

Prefetto, poi non dire che non lo sapevi

  
Alle ore 08,00 di questa mattina 2 pattuglie dell’ VIII Gruppo Tintoretto intervenivano in Via Francesco Acri sgomberando il solito mercatino di ciarpame abusivo.

Dalle ore 08,00 i colleghi sono impegnati a guardare l’immondizia.

I colleghi hanno la qualifica di pubblica sicurezza quindi sono a Sua disposizione.

I colleghi hanno la qualifica di Polizia Giudiziaria quindi sono a disposizione della magistratura.

Di fatto Lei consente che vengano impiegati così.

La ditta municipalizzata che il comune ha individuato per raccogliere i rifiuti non interviene. Dice di non avere personale.

Sono stati informati tutti: comando di gruppo, comando del corpo, ora pure Lei.

A Roma la Polizia Locale viene impiegata così.

Casamonica: la soluzione è…TETRA!

foto da google
foto da google

Nel non troppo lontano dicembre 2013 il comandante del Corpo Raffaele Clemente fece sapere, attraverso un comunicato stampa, di avere fatto partire d’accordo con le Organizzazioni Sindacali, l’ammodernamento delle comunicazioni radio che passavano da analogiche a digitali.

A questo link potete trovare traccia di questa notizia.

Leggiamo tra le altre cose che TETRA :”ottimizzerà il servizio attraverso il controllo satellitare, per un migliore più celere impiego delle pattuglie. A tutto vantaggio della cittadinanza e con maggiori garanzie per la sicurezza degli agenti in servizio

Perchè allora non pubblicare i dati dei tracciati satellitari delle pattuglie impiegate durante il funerale del Casamonica? Visto che testimonianze pubblicate sulla stampa parlano di nostre pattuglie addirittura presenti alle 6 di mattina, in considerazione del fatto che se fossero false si dovrebbe attivare un’azione penale, chieda il Comandante Clemente tutte le autorizzazioni del caso per accedere a questi dati.

Certo, se fosse già passato troppo tempo e non fossero accessibili questi dati, sarebbe stata proprio un’occasione persa per il comandante del Corpo.

Avrebbe potuto scagionare facilmente se stesso ed il Corpo della Polizia Locale oppure castigare chi eventualmente avesse sbagliato.

Per colpa di chi?

Come avevamo previsto il capro espiatorio del “grosso e grasso funerale” è stato trovato.

O meglio la sporca decina è stata individuata.

La colpa doveva essere scaricata su quei dieci colleghi che ieri mattina si sono trovati per caso di turno durante il funerale e sono stati inviati a cercare di risolvere una situazione già compromessa e delicata soprattutto per l’ordine pubblico. Che tra l’altro la Questura ha detto più volte che non ci compete…

Allora dopo la lettura dei giornali abbiamo provveduto a scrivere a chi dovrebbe tutelarci

Esposto a Clemente

Abbiamo inoltre provveduto ad evidenziare anche a mezzo stampa quale fosse la nostra idea a riguardo delle presunte colpe

http://www.romatoday.it/cronaca/funerali-casamonica-corteo-vigili.html

In ultimo vogliamo ricordarvi di cosa accadde nel non troppo lontano 2012

http://www.romatoday.it/cronaca/funerale-antonio-moccia-vietato.html

A volte ci dimentichiamo delle cose che accadono, ma ci pensiamo noi a ricordarle agli smemorati di turno.

Noi conosciamo un solo tipo di scorta in certi casi: questa!

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