Lettera a Montanari e Meleo

Care Assessori del comune di Roma,

qui di seguito vi mostriamo ciò che la ditta AMA non ha pulito in Via Boccea per l’incidente avvenuto ieri sera:

A noi operatori della Polizia Locale poco cambia se siamo impiegati a chiudere una strada oppure a controllare le soste nelle isole pedonali oppure a controllare le occupazioni dei tavoli dei bar oppure gli altri 1000 mila incarichi che abbiamo.

Ma voi, delegate dalla sindaca per gestire i problemi dei vostri assessorati, siete sicure che le 6 linee di autobus deviate perché Ama non pulisce la strada non creino qualche “fastidio” ai cittadini utenti?

A breve presenteremo un esposto in procura su questi mancati interventi di pulizia per chiedere di verificare se si stiano o meno commettendo dei reati.

Con immutata stima

Gli attendisti di interventi AMA che siamo noi

p.s. non vogliamo gettare croci, ombre o responsabilità su qualcuno o qualcosa. Vogliamo solo chiedere di verificare se la pulizia delle strade sia o meno un servizio che si può tagliare  anche a discapito della sicurezza stradale. Così ci regoleremo anche noi operatori di PL.

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Medico fiscale: quanto ci costa?

Come ben si saprà la visita medica di controllo viene richiesta dal datore di lavoro per verifcare se il dipendente può o meno avvalersi dell’assenza dal lavoro per recuperare dalla malattia.

La scelta dell’invio della visita resta a carico dei dirigenti,ma diviene obbligatoria se il primo giorno di malattia è contiguo a festività.

Di che numeri stiamo parlando a Roma?

Calcolando che una visita fiscale dovrebbe costare al comune circa 25€ e che siamo circa 24.000 dipendenti, facciamo un conto semplice.

Un giorno di malattia per ognuno di noi in un anno ed una visita medica fiscale richiesta: totale 600.000€.

In linea teorica quindi il comune spenderebbe circa seicentomila euro perchè obbligato o perchè sceglie di verifcare se i suoi dipendenti siano o meno malati. Tutto corretto e giustissimo.

Però c’è un però.

Cosa accade se un dipendente rientra al lavoro? A noi risulta niente. In pratica la visita medica resta richiesta e, compatibilmente con le possibilità dell’INPS, la stessa viene effettuata e se il medico fiscale non vi trova a casa, la fattura dal comune va comunque pagata!

Ecco perchè abbiamo preso carta, calamaio e connessione internet ed abbiamo inviato questa richiesta all’amministrazione comunale.

Comunicare per tempo che un dipendente è rientrato significa risparmiare soldi

e consentire all’INPS di ottimizzare al meglio i controlli andando a cercare chi sta a casa piuttosto che inseguire chi è già rientratoal lavoro.

Dalla parte giusta: quella della poltrona.

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Stessa piazza a pochi mesi di distanza.

Una piazza traboccante di persone prima che lavoratori che chiedevano di ripensarci sui tagli agli stipendi.

Una piazza riempita da persone che chiedevano di ripensarci e non lasciare la poltrona.

Nella prima il re ha deciso: pollice verso, fate entrare i leoni.

Nella seconda il re ha deciso: pollice in su provo a tenermi la poltrona.

Non c’è privacy nel comune di Roma!

Alcuni giorni fa ci siamo accorti che il sito internet del Comune di Roma pubblica l’elenco completo degli appartenenti al Corpo della Polizia Locale di Roma, divisi per categorie, mostrando i completi dati anagrafici.

Non inseriamo qui il link per non divulgarlo ulteriormente. Abbiamo comunque provveduto a salvare le pagine.

Ci siamo pertanto rivolti al garante della Privacy il quale ci ha mandato la seguente risposta:

“In relazione alla Sua e mail del 4 ottobre 2015,  Le alleghiamo il link di un provvedimento di questa Autorità che al paragrafo 2.3.b affronta il  tema della pubblicazione delle graduatorie.

http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436

L’Ufficio relazioni con il pubblico resta a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti dovessero rendersi necessari.

Distinti saluti.”

In particolare leggiamo ulteriormente che al punto 3 comma 1 “Le pubbliche amministrazioni non sono libere di diffondere “dati personali” ulteriori, non individuati dal d. lgs. n. 33/2013 o da altra specifica norma di legge o di regolamento (art. 19, comma 3, del Codice)”.

Appena ricevuta la risposta che confermava i nostri sospetti abbiamo provveduto immediatamente a richiedere al comune di eliminare definitivamente le pagine che violano la riservatezza dei dati dei colleghi. Se non provvedono immediatamente l’Autorità potrà emettere un provvedimento sanzionatorio.

Non vi bagnate!

La regione Lazio ha innalzato il livello di pericolo per il maltempo che interesserà anche Roma nella giornata del 14/10/2015 portandolo dal colore arancio al colore rosso.

“I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento” come si può leggere nel bollettino di allerta.

Ovviamente la Polizia Locale di Roma affronterà le intemperie in divisa estiva!

Capiamoci, non che la divisa invernale sia in grado di affrontare più di 4 gocce di pioggia, anzi!

Dopo avere provveduto ad informare l’Assessore (L’ex Willer) Sabella  sabella per forint già a marzo 2015, non risulta che particolari provvedimenti siano stati presi nè da lui nè dal comando del Corpo.

Per la giornata del 14/10/2015 domani ci aspettiamo il solito modo di affrontare i problemi: irruzione nei corridoi del comando e grido alla ciurma: “Tutti per stradaaaaaa!”

In assenza dei dispositivi minimi di protezione individuale per affrontare le probabili ed abbondanti piogge, noi invitiamo ad osservare le prescrizioni che gli assistenti ai bagnanti impartiscono in caso di bandiera rossa:” VIETATO FARE IL BAGNO”.

Cercate un bel riparo per non esporvi inutilmente al rischio malattie da raffreddamento. In caso di obbligo ad esporsi alle intemperie, oltre a farveli reiterare per scritto come previsto dall’articolo 17 del Regolamento del Corpo, in caso di eventuale malattia conseguente non esitate a denunciare nelle sedi competenti l’autore del fatto.

E ricordate sempre…

Capodanno. Piano piano esce fuori la verità?

Perché nessuno prende più sul serio “Er Bucja”

Er Bucja non è sempre stato er Bucja. Ci è diventato.

Tutto è cominciato qualche anno fa quando si è messo in testa, spinto da tanti compagni che ora fanno i vaghi, di diventare il presidente del comitato di quartiere. Voleva scansare er Nero, caduto in disgrazia anche per colpa dei suoi vecchi amici e dei guai con le guardie. E, infatti, er Bucja ci è riuscito: è bastato cavalcare l’onda dell’onestà.

Ma al primo ostacolo, proprio lui, raccontò una frottola: quando si scoprì che la sua auto era truccata, scaricò la colpa sul poveraccio che gestiva il garage. E tutti, tra lui e il garagista, puntarono il dito sul garagista.

Poi per accrescere la sua fama di onesto disse che era stato lui a cacciare dal comitato il miglior amico del Nero, er Panza, perché rubava. E anche se er Panza disse che lui se ne era andato da un pezzo, tutti quanti, tra lui ed er Panza (finito in carcere sul serio), credettero a lui.

E così è andato avanti e ogni volta che aveva un problema dava la colpa a chi era meno importante e meno amato di lui.

A Capodanno incolpò il pizzardone odiato per le multe, poi l’autista dell’Atac scansafatiche e il netturbino raccomandato. E tutti continuarono a credergli.

Fino a quando un giorno per giustificarsi di una scampagnata a scrocco mise in mezzo pure il prete. Quello era un frate schietto e amato e la domenica, a messa, non ci pensò due volte a raccontare la verità. E questa volta, tra lui e il prete, tutti credettero al prete. Da quel giorno divenne er Bucja e tutto quello che diceva, anche se vero, non veniva più preso sul serio.

Perché, dai tempi di Romolo e Remo, non è importante quanto sia grande la bugia ma quanto è forte chi la può smentire.

fonte:http://www.ilmessaggero.it/ROMA/SENZARETE/nessuno_prende_sul_serio_er_bucja/notizie/1604905.shtml

Complimenti a Davide Desario, mai troppo tenero con la nostra categoria. Finalmente si comincia a riconoscere chi, per mascherare le proprie responsabilità, ha lasciato addossare colpe ad intere categorie di lavoratori.

Nastro giallo? Leviamolo di mezzo!

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foto da google
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foto da google
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foto da google

Il nastro giallo è molto utilizzato da noi, per i motivi più disparati.

Primo motivo fra tutti la carenza di segnaletica temporanea che il comune dovrebbe invece fornirci in primis per la sicurezza stradale.

Ricordiamo che non è un segnale ma ci aiuta a chiudere strade e zone in occasione di manifestazioni, incidenti e cambi di segnaletica.

Cominciamo ad usarne di meno, come ad esempio per i lavori stradali.

E quando abbiamo finito il nostro servizio, puliamo dove lo abbiamo collocato se possibile.

Se il nastro è sporco chiediamo l’intervento dell’AMA, ma non lasciamolo in giro.

I vigili non ci sono mai? Ecco perchè.

E stavolta non lo diciamo noi!

Dopo averlo gridato in ogni dove che veniamo messi a piantonare le buche per giorni interi, ora se ne accorgono anche i cittadini

https://www.facebook.com/groups/182917341843627/permalink/727807934021229/

Non finisce qui, purtroppo.

Dal 1/10/2015 siamo senza manutenzione dei sottopassi, delle gallerie e dei ponti e stiamo verificando il fatto che anche tutte le altre strade principali (cristoforo colombo, aurelia, cassia, prenestina ecc) sembra siano tutte senza appalto di manutenzione

coincidenze

Il comune se ne lava le mani dicendo:ci pensa l’assicurazione.

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Nel frattempo cosa dovranno fare i colleghi?

Andarsene perchè tanto poi se ci muore qualcuno ci pensa l’assicurazione?

Oppure restare li sul posto ad aspettare che il comune si prenda i suoi tempi per stipulare i contratti?

Assicurare la continuità del servizio di vigilanza e manutenzione non dovrebbe essere uno dei compiti dell’amministratore pubblico? Qualcuno sta interrompendo un servizio pubblico?

Condannata la Modafferi. La ruotiamo?

L’aeroporto di Ciampino pare essere una spina nel fianco della Vice Comandante del Corpo Raffaella Modafferi e si trasforma di nuovo in una buccia di banana.

Dopo quanto avvenuto nel 2012, descritto in questo articolo, quando si parlava di un permesso per parcheggiare la propria macchina  privata all’interno dell’aeroporto di Ciampino, oggi la stessa testata giornalistica

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informa che una condanna in sede civile si è abbattuta sulla Dott.ssa Modafferi e il Dottor Buttarelli.

Immaginiamo che i fatti possano essersi svolti proprio in quel periodo in cui il Dott. Buttarelli era al Comando del Corpo.

E’ solo una condanna in primo grado, definita però di una gravità tale da approssimarsi al dolo.

Qui la mente ci va al comportamento giustamente tenuto dal comune e dal comando in caso di condanna dei semplici vigili. Vengono sospesi dal servizio e/o trasferiti di gruppo.

Allora perchè non applicare lo stesso provvedimento anche ai dirigenti?

Chiediamo pertanto all’Assessore alla legalità ed alla trasparenza Sabella di verificare se sia opportuno o meno che la Vice comandante del Corpo, che comanda anche il GPIT che si occupa di quegli specifici controlli sui trasportatori abusivi,  sia o meno da conservare nell’incarico o si debba procedere ad una “rotazione d’opportunità”.

Legali e trasparenti su tutto e tutti!

Sempre.