Che fine ha fatto?

L’ultimo assessore alla sicurezza di Roma, se non ricordiamo male, fu Liliana Ferraro circa 15 anni fa con la giunta Veltroni.

Da allora tutti i sindaci e le sindache, o chi per loro, decisero che un assessore alla sicurezza era superfluo e, al massimo, furono nominati dei delegati alla sicurezza.

Ad oggi, secondo quanto ci risulta, abbiamo un delegato alla sicurezza e protezione civile retribuito e risponderebbe al nome di Marco Cardilli.

Tra omicidi, stupri, allagamenti, crolli nei trasporti risulta ancora fragorosa una sostanziale assenza di una presa di posizione di questo delegato dalla Sindaca.

Parla solo la Raggi che riferisce di fantomatiche ordinanze anti alcol?

Cardilli che dice?

Cardilli che fa?

Cardilli c’è?

Cardilli ndo sta?

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Sprecopoli di vigili a Roma

Visto che siamo ben 5700 ( in una città che ne necessiterebbe quasi il doppio…), raccontiamo come viene sprecato personale quotidianamente a Roma senza che nessuno si degni di metterci mano.

Un esempio fra tanti.

Arriva una telefonata alla centrale operativa. 1 operatore impegnato.

Segnalano un incidente senza feriti. La chiamata viene girata alla centrale operativa del gruppo municipale nel quale viene segnalato l’incidente. 1 operatore impegnato.

Viene inviata sul posto una pattuglia per rilevare l’incidente. 3 operatori impegnati.

Un solo veicolo sul posto che riferisce che il suo specchietto si è rotto a causa dell’urto con un altro veicolo il quale anch’esso ha rotto il suo specchietto. Danni complessivi: 2 specchietti!

Ma l’altro “incidentato”non c’è. Visti i danni e riconoscendosi la colpa riferisce alla controparte che la chiamerà il giorno successivo per risarcirle il danno dandole comunque tutti i propri corretti dati personali ed assicurativi.

Vi ho chiamati perché non si sa mai…” disse la parte.

L’incidente viene rilevato e viene consegnato in ufficio ad un operatore che dovrà lavorarlo. 1 operatore coinvolto.

Si prepara un invito di presentazione per chi si è allontanato per completare l’incidente. L’invito si invia telematicamente al gruppo competente per territorio per la notifica al proprietario del veicolo. Al protocollo in ricezione 1 operatore coinvolto.

L’invito, una volta giunto al protocollo viene smistato all’ufficio che si occupa di effettuare la notifica. 1 operatore coinvolto.

La notifica viene affidata alla pattuglia per completare la consegna. 2 operatori coinvolti.

La procedura, effettuata la notifica, riparte in senso contrario rispetto a quanto raccontato fino ad adesso.

La persona si presenta in ufficio, nel municipio dove abita, e rilascia i documenti e la propria versione dei fatti. 1 operatore.

La pratica ritorna completa all’ufficio che l’aveva presa in carico.

Alla fine della fiera l’incidente, una volta terminato e lavorato, non verrà richiesto e ritirato mai da nessuno perché davvero quel signore risarcì il danno.

Morale?

10 (DIECI) operatori coinvolti solo per questo incidente che nessuno ha poi ritirato.

Un anno fa chiedemmo  proprio questo all’amministrazione comunale.

Pensate che in un anno sia cambiato qualcosa?

Si. Siamo un paio di centinia di meno in servizio.

Evidentemente per il comune ed il nostro comando possiamo permetterci questi lussi per constatare che uno specchietto si è rotto.

Persona dell’anno 2017

Il personaggio dell’anno a Roma nel 2017?

Ci siamo chiesti chi mai potesse essere un personaggio romano che nel corso del 2017 si fosse distinto per la sua opera a Roma.

E’ emerso un personaggio comparso agli onori della cronaca soltanto a metà anno. Verso Maggio. Di Maggio non era facile…

Aveva solo metà anno a disposizione.

Invece no.

Queste le motivazioni del premio:

Gli è stato chiesto di chiudere un occhio ma non l’ha mai fatto.

Così come gli è stato chiesto di girarsi dall’altra parte e non l’ha mai fatto.

Gli è stato detto di piegarsi e non l’ha mai fatto.

Non si è mai riposato.

E’ stato punto di riferimento per molti romani e guardato con attenzione.

Chi lo ha visto, ha potuto vedere in lui un punto di riferimento su cui indirizzare il proprio percorso lavorativo, familiare e di svago.

Signore e signori il vincitore è…..

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LA TELECAMERA DI VIA DI PORTONACCIO!!!!

Come è stato ben spiegato in questo articolo   , il nostro occhio-vigile è riuscito a compensare un tracollo.

Quali sono però le motivazioni di questo tracollo che non ha colpito solo il numero delle sanzioni elevate ma tutti gli obietti della Polizia Locale che il comune si era prefissato tramite il PEG tanto da doverli ridurre del 15%?

Ve lo diciamo noi, come al solito.

Quello che proprio ieri sulla carta stampata era stato gridato a pagina piena:

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Sono stati spostati colleghi “giovani” dalla strada e non rimpiazzati da colleghi “anziani” perchè non era possibile per diversi motivi, spesso di salute, la sostituzione .

La strada così è stata svuotata tanto da cambiare in corsa il piano triennale di prevenzione della corruzione bloccando le rotazioni proprio del personale in strada.

Sono stati rasi al suoli diversi edifici specialistici tanto che i colleghi che sono subentrati, senza alcuna formazione professionale, non hanno letteralmente toccato nessuna “pratica in lavorazione” lasciata in sospeso.

Questo è accaduto trasversalemente in tutti i settori.

Anche a questo si è cercato di porre rimedio provando a fare i corsi di formazione prima dei trasferimenti.

In pratica stanno sperimentando il piano anticorruzione sulle spalle dei lavoratori e, principalmente, sulle spalle dei cittadini che vedono bloccarsi i servizi.

A gennaio si ricomincia quindi con un altro 10% di personale che cambierà incarico.

In bocca al lupo cara telecamera.

Sperando che il 2018 ti regali tante altre telecamere in giro per la città insieme ad una cospicua immissione di assunzioni perchè siamo ridotti al lumicino come questo 2017….

Caro Babbo Natale ci è andata bene

Caro Babbo Natale,

sappiamo che in questo periodo sei molto indaffarato nel cercare di esaudire i desideri dei bimbi.

Volevamo chiederti di voler fare una piccola eccezione e di prestare attenzione anche ad un cospicuo numero di “vecchietti in progress “.

Come ben saprai, ieri, un collega “stradalino” ci ha lasciato un po’ più soli proprio prima delle feste natalizie.

Una brutta notizia soprattutto per i familiari, gli amici e colleghi. Meno per qualche unineurodotato ma ci siamo abituati.

Alcuni dicono che sono i rischi del mestiere e, pur maledicendoli, dobbiamo dargli ragione.

Poi pensiamo a chi sulla strada svolge un lavoro pressoché simile come la categoria di vecchietti in progress di chi parlavamo prima.

Alcuni dicono che non corriamo gli stessi rischi delle Polizie Statali quando svolgiamo i nostri compiti di istituto quando ci negano le parificazioni che andiamo chiedendo da tempo.

Allora ti raccontiamo cosa ci è accaduto proprio stanotte, a poche ore dall’incidente del nostro caro collega stradalino (vezzeggiativo per gli appartenenti alla polizia stradale).

All’ una di notte, mentre la pattuglia del VI Gruppo Torri era impegnata in ausilio del mezzo Ama che stava spargendo il sale in via di Rocca Cencia vicino all’inceneritore, i colleghi venivano violentemente tamponati da un altro veicolo che sopraggiungeva e sbalzati addosso alla banchina.

Mentre cercavano di evitare incidenti e per evitare che qualcuno si facesse del male.

Una collega è stata trasportata presso il Policlinico Tor Vergata e, seppur malconcia, sembra che non si sia fatta nulla di grave.

A lei mandiamo un caldo abbraccio e le auguriamo la pronta guarigione.

Stavolta è andata bene.

Arrivati a questo punto della letterina ti chiediamo di farci questo regalo per Natale: una seria riforma che ci equipari nel contratto alle forze di polizia statali e non, con tutto il rispetto, agli impiegati del catasto comunale.

Caro Babbo Natale, magari anche con l’aiuto della Befana, intercedi per noi col Governo Italiano per far si che rispetti le direttive impartite anche dall’Unione Europea.

Latte caldo e biscotti ti aspetteranno nei nostri comandi la notte di Natale se vorrai rifocillarti un pochino.

Vai piano con le renne però.

Corri piano.

Ci teniamo a te.

C’è ben poco da ridere

Anche oggi in uscita sulle pagine di un giornale è comparso il consueto attacco ai dipendenti capitolini che evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, l’ignoranza di alcuni.

Proviamo a spiegare di cosa si tratta ben consci che, a volte, si perde acqua tempo e sapone.

In Italia, il vigente quadro normativo, costituito dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i., obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire il rischio stress lavoro-correlato al pari di tutti gli altri rischi, in recepimento dei contenuti dell’Accordo europeo sullo stress lavoro correlato del 2004.

Già qui qualcuno dovrebbe chiedersi cosa ha fatto il Comune di Roma in questi 13 anni, ma mica chiediamo così tanto.

L’argomento è tanto delicato che la stessa INAIL, che si occupa degli infortuni e delle malattie sui luoghi di lavoro, pubblici e privati, ha dedicato un apposito spazio sul proprio sito internet dedicato proprio allo stress- lavoro correlato.

Già qui qualcuno avrebbe potuto usare un motore di ricerca internet, ad esempio google ma non vorremmo fare pubblicità, che inserendo nell’apposito spazio cosa si ricerca dovrebbe in pochissimi secondi, a seconda della propria velocità di connessione, tirare fuori alcune risposte. Ma mica chiediamo così tanto.

Leggere questo articolo fa pensare che chi critica questo provvedimento sia in realtà a favore di queste conseguenze, oggettivamente dimostrate, di chi è colpito da questa patologia:

A livello individuale

  • Atteggiamenti negativi verso i clienti/utenti
  • Atteggiamenti negativi verso se stessi
  • Atteggiamenti negativi verso il lavoro
  • Atteggiamenti negativi verso la vita
  • Calo della soddisfazione lavorativa
  • Calo dell’impegno verso l’organizzazione
  • Riduzione della qualità della vita personale
  • Peggioramento dello stato di salute
  • Portanza ad assumere alcolici o droghe.

A livello organizzativo

  • Aumento dell’assenteismo
  • Aumento del turnover
  • Calo della performance
  • Calo della qualità del servizio
  • Calo della soddisfazione lavorativa.

Ripetiamo. Quello che si vuole combattere è questo qui sopra e chi è critico o contrario è  invece evidentemente a suo favore . Non c’è via di mezzo se non dovuta alla ignoranza sull’argomento.

Pensate che esageriamo?

Leggete qui 

E poi qui

Evitare drammi e poi evitare i risarcimenti riteniamo sia scelta oculata e responsabile da parte dell’amministrazione comunale.

Oppure si pensa che, ad esempio, comunicare tutti i giorni a familiari che i propri cari non ci sono improvvisamente più a causa di un incidente stradale, non possa creare turbative nella psiche degli operatori?

Lo stress è il cestino della vita moderna – tutti noi generiamo scorie, ma se non le smaltiamo correttamente, si accumulano e superano la vostra vita.

Noi non abbiamo paura a dire che se uno psicologo ci segue nel nostro lavoro, ogni giorno, non possa che essere solo che utile e vantaggioso.

Consigliamo all’autore dell’articolo, se non ne lo ha a disposizione, di rivolgersi al suo datore di lavoro e pretendere altrettanto: assistenza di uno psicologo per evitare lo stress-lavoro correlato.

E’ pericoloso.

Non lo sottovalutare.

Da vigilopoli a farsopoli

Vi invitiamo a leggere con molta attenzione un articolo pubblicato oggi sulla stampa.

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In un certo periodo temporale è stato creato un clima di caccia alla streghe nei confronti della categoria.

In questo clima si calò un piano di prevenzione della corruzione da lacrime e sangue per la Polizia Locale di Roma che ha avuto come risultato quello della perdita di ogni professionalità acquisita dagli operatori.

Abbiamo sempre avuto il sospetto che qualcuno potesse avere l’interesse a depotenziare la Polizia Locale per magari trovarsi di fronte agenti ed ufficiali inesperti ad affrontare le materie e quindi “meno scomodi“.

Decine e di articoli ripetuti nel tempo, per sempre gli stessi episodi, hanno ingenerato una sensazione diversa rispetto a quello che la realtà processuale pare invece stia tirando fuori.

Abbiamo sempre avuto fiducia nel lavoro della magistratura con la quale collaboriamo tutti i giorni.

Quella che è mancata è stata una seria, idonea e muscolosa difesa mediatica da parte dei vertici politici ed amministrativi del campidoglio.

Non lo perdoneremo mai.

MAI.

Divisa ecologica? Abbiamo la foto esclusiva!

Il titolone del quotidiano ci ha incuriosito e siamo andati a scartabellare in mezzo ai polverosi archivi che sono custoditi nei sotterranei quasi inaccessibili del Comando del Corpo e siamo venuti in possesso di questa gustosa novità che ha contribuito a riempire le pagine delle cronache.

Potevamo indossare delle comode Polo in cotone? Nooo.

Non gli andava bene e fondamentalmente eravamo anche d’accordo con loro

Invece il comando ci ha smentito ed anzichè puntare su una razionale spesa ecoinsostenibile ha deciso di soprendere tutti e buttarsi su di una spesa pazza ed ecologica.

Chissà se nei saloni del comando faranno una presentazione alla stampa come questa

La foto in anteprima è questa.

Informiamo l’attenta stampa che la useremo anche per occultare i nostri autovelox e street control.

 

 

Chi comanda davvero i vigili urbani?

Una risposta che a noi sembrava facile e pronta. Immediatamente abbiamo pensato che il riferimento legislativo non poteva che essere inserito tra le pieghe della legge Quadro della Polizia Municipale (n° 65/1986) dove in particolare all’articolo 9 possiamo leggere:

Il comandante del Corpo di polizia municipale e’ responsabile verso il sindaco dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo.

Quindi, risalendo un poco la piramide di comando , possiamo arrivare a dire che poi alla fine è il sindaco che, come previsto dall’articolo 2 della stessa legge, “impartisce le direttive, vigila sull’espletamento del servizio”.

La risposta alla domanda pertanto poteva essere: il comandante che esegue le direttive del sindaco.

Invece non è proprio così. Pur prendendosi i sindaci ed i comandanti tutti gli scazzi della cittadinanza la risposta sembra non essere proprio questa.

Proviamo a spiegare perchè.

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo quando, anche noi stessi, non avevamo ben capito il piattino che ci stavano cominciando a servire. O meglio. Ne avevamo per primi cominciato a sentire la puzza, ma la pietanza non era ancora stata servita.

Era il 07/08/2013 e ci trovavamo di fronte per la prima volta in un incontro ufficiale l’ex Sindaco Ignazio Marino. Sentite con attenzione cosa gli dicevamo dal minuto 04.12 al minuto 05.30

Quale fu la risposta da parte dell’amministrazione comunale? Prima questa nomina  e poi, a stretto giro di posta, quest’altra.

Provenienza proprio Questura di Roma.

A Roma, dopo i fatti di Mafia Capitale, hanno fatto girare il detto che bisognava seguire il modello Milano,ma in questo caso si è fatto proprio il contrario.

Milano copiò Roma.

Anche a Milano è cambiato il comandante ed indovinate da dove proviene? Eh già. Sempre dai ranghi della Polizia di Stato.

Qualcuno potrebbe obiettare che adesso a Roma non è più come prima. La risposta è parzialmente vera. Vi invitiamo ad andare a leggere il curricum dell’attuale Comandante del Corpo Diego Porta.

Che coincidenza…

Cosa succede invece in un’altra grande città del sud Italia come Taranto? Succede che un sindacato della Polizia di Stato scriva e si rechi a colloquio con il sindaco e si metta a parlare con lui di risorse economiche da destinare a nuove assunzioni nella Polizia Locale e alla organizzazione dei turni della stessa per coprire le intere 24 ore! Si può leggere tutto qui.

Infine torniamo di nuovo a Roma. Sempre in questi giorni la Questura di Roma sembra abbia inviato al gabinetto del sindaco, al delegato del sindaco alla sicurezza ed al comando del corpo , il richiamo ufficiale affinche la stessa Polizia Locale si attenga secondo le ordinanze di servizio della stessa questura indicando orari e località dove collocarsi.

Chi è quindi che ha bisogno della Polizia Locale e chi sono veramente i suoi comandanti?

Secondo noi è in atto uno scientifico e programmato “commissariamento” delle Polizie Locali che possono essere usate come manodopera a costo zero da parte del Ministero dell’Interno, attraverso le questure, senza riconoscerle in alcun modo questo ruolo nella sicurezza delle città. A partire dal nostro status contrattuale più simile a quello degli impiegati che a chi è impegnato a prevenire atti di terrorismo.

Ad alcuni gli onori ad altri gli oneri.

La risposta iniziale quindi non ci pare più così ovvia.

Abbiamo quindi deciso di rivolgerci direttamente a quello che pare essere diventato, obtorto collo, il nostro nuovo comandante del corpo in capo mutuando quanto fatto dal sindacato di polizia.

Abbiamo richiesto pertanto al Questore di Roma un incontro per parlare delle problematiche derivanti dalle sue disposizioni di servizio informando di questo anche il Prefetto di Roma.

Non possiamo consentire che la Polizia Locale sia considerata in questo modo.

Toc Toc

Comando e Sindaco se ci siete battete un colpo. Di dignità ed autonomia.

Rischio isis? Sinergia a Roma fa rima con ipocrisia.

Lo avevamo previsto per tempo dopo le parole del Ministro Minniti di cui avevamo parlato anche qui .

Quando il Ministro parlava di sinergia significava che la Polizia Locale sarebbe stata chiama a SOSTITUIRE lo stato in quello che non riusciva a garantire: la sicurezza in caso di prevenzione degli attentati.

Avevamo anche detto che i sindaci ( di tutti i sessi e i partiti) sarebbero rimasti con il cerino in mano  e alla prova pratica le foto che andiamo a pubblicare lo dimostrano in tutta la loro chiarezza.

La storia che è accaduta a Roma è più o meno questa: esite un gruppo speciale della Polizia Locale di Roma che, con fatica, si dedica da anni a cercare di contrastare il fenomeno del commercio ambulante abusivo. Questo gruppo è il G.S.S.U.

Una mattina personale chiamato a fare quel servizio viene inviato a ridosso delle mura del Vaticano in prossimità dei Musei Vaticani. Pensavano i colleghi che sarebbero stati impiegati per il solito obiettivo. Invece no!

Sembra che abbiano riferito ai colleghi che esisterebbe una disposizione ( non si sa di chi ma si parla di ambienti statali) che chiede alla Polizia Locale di, sedetevi, rallentare il traffico dei veicoli in transito.

La solita truffa lessicale? Cercare di far rientrare tra le competenze della Polizia Locale quelle che in realtà sono tentativi di prevenzione attentati terroristici?

Pubblichiamo qui di seguito le foto che sembra lo dimostrino.

 

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Ci troviamo in Via dei Bastioni di Michelangelo  e qui non notiamo granchè di strano. Vi facciamo notare sul lato destro una barriera a protezione dei pedoni sul marciapiede.

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Cominciamo a vedere un collega con la tipica divisa del GSSU

3

Eccola qui! In corrispondenza della interruzione della barriera parapedonale vengono collocati i veicoli della Polizia Locale. Anche quelli senza colori istituzionali che testimoniano la disorganizzazione in cui ci troviamo ad operare in carenza di personale e mezzi idonei. Da GSSU ( gruppo speciale sicurezza Urbana ) a Gruppo Speciale Segnaletica Umana!

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Infine un collega col fratino giallo e la moto senza colori. Manca solo il famigerato nastro giallo a protezione dei pedoni e poi avremmo definitivamente sconfitto L’ISIS.

Ci spiace ma non possono venirci a raccontare che hanno messo la Polizia Locale in quel modo per far rallentare i veicoli. Non ci crediamo. Allora mettiamo un limite 30 come su di una Colombo qualsiasi ed un bell’autovelox no?

Siamo stati messi li per esigenze di sicurezza ma non veniteci neanche a raccontare che un veicolo lanciato a velocità trovi ostacolo nel corpo dei colleghi o in una moto posteggiata sul suo cavalletto laterale.

Cosa e chi proteggiamo in questo modo?

Questo colleghi sono stati tolti da altri servizi erogati dal comune ( abusivismo nel bene o male dei risultati) per sostituire lo stato assente.

Ma se domani qualche giornale o tv lamentasse il fatto che ci sono gli abusivi al centro, chi pensate che venga tirato in ballo?

Ovviamente i sindaci che non fanno quello che devono fare!

Cara Sindaca Virginia Raggi, caro Presidente dell’ ANCI Antonio Decaro, lo capite o no che vi stanno delegando attività statali senza girarvi indietro nulla? Forse neanche i soldi delle fioriere del noleggio dei new jersey in cemento…

Noi come sindacato andiamo chiedendo una modifica legislativa che ci riconosca definitivamente come forza di Polizia e non come birillo comunale messo a protezione di un marciapiede.

Voi cosa chiedete in cambio della vostra responsabilità su tutto quanto di peggio possa accadere?

Nulla? Almeno un posto in parlamento chiedetelo no? O ve l’hanno già promesso?

In ultimo, cari cittadini, quando chiamate e dite che non rispondiamo al telefono, quando chiedete il nostro intervento per problemi COMUNALI ( soste, incidenti, rumori, animali, abusi edili ecc) e vi rispondono che non ci siamo il motivo è anche questo:

Cattura2

Magari stiamo chiudendo Via dei Fori Imperiali perchè c’è una manifestazione…..

Si vede che stiamo facendo la viabilità, no?

Come dite? Dovrebbe pensarci lo Stato?

Ditelo ai vostri sindaci che a voi serve la Vostra Polizia Locale!