Decreto Madia favorisce chi picchia i vigili?

Ancora una volta, l’essere considerati contrattualmente come degli impiegati catastali e non come forza di polizia, espone il governo a questi arzigogoli giuridici.

Succede che il governo vari una norma che, nei suoi intenti, vuole giustamente controllare con maggiore rigore le malattie dei soli dipendenti pubblici.

Si tratta del decreto ministeriale n. 206/2017. In particolare, all’articolo 4, si sono esclusi (per volontà e non colpa in quanto non ammissibile la seconda per certi vertici), gli infortuni in servizio.

A noi poliziotti locali capita (spesso purtroppo) di venire aggrediti durante lo svolgimento del nostro servizio da delle personcine non troppo a modo.

Un esempio tra tantissimi

Le nostre aggressioni non sono poche tanto che ci fanno balzare al terzo posto tra le divise che lavorano per strada a conferma dell’ assoluta necessità del riconoscimento del nostro status.

In caso di arresto di queste persone il giorno successivo vengono portate davanti ad un giudice per un processo per direttissima e fino ad ora, se non si era feriti troppo gravemente, ci si presentava in aula per testimoniare davanti al giudice raccontando i fatti.

Ora, se il giudice ci cercherà, dovremmo dirgli che siamo a disposizione del medico dell’inps mica della giustizia!

Se ci cercherà diremo che siamo a casa in attesa della visita medica e, con ogni buona probabilità, il processo verrà rinviato a quando l’aggredito starà meglio?

Quindi a chi fa un favore questo decreto alla fine?

Nel dubbio su come comportarsi, se mandare avanti le pratiche a disposizione della giustizia e beccarsi un procedimento disiplinare perchè assenti alla visita fiscale oppure fare i bravi impiegatucci aspettando il medico fiscale al calduccio e mandare nel dimenticatoio i processi, abbiamo richiesto chiarimenti al Comune.

Riusciranno a darci una risposta almeno loro? Siamo poliziotti o impiegati? Come tali magari ci comporteremo….chissà!

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Riforma pubblico impiego: cittadini voteranno i dipendenti?

I premi assegnati ai dipendenti pubblici saranno determinati anche dal voto dei cittadini. 

Sembra essere questa una delle novità contenute nella bozza di riforma del Pubblico impiego che sarà discussa in questi giorni in un vertice tecnico tra governo ed alcuni sindacati.

Rimettiamo la foto per spiegarla:


O i colleghi stanno trattenendo i votanti dal precipitarsi alle urne per votare i dipendenti pubblici che si trovano davanti, o qualcosa in questa riforma non torna.

Questo è anche il nostro lavoro: scontrarci con il cittadino per difendere lo stato di diritto.

Immaginiamo che una persona venga sanzionata per un suo comportamento scorretto in strada da una pattuglia della Polizia Locale, oppure che venga denunciata per guida in stato di ebbrezza alcolica e gli venga confiscato il veicolo, oppure che venga arrestata per molestie in famiglia.

Ecco.

Queste persone, secondo il ministro Madia, che tipo di voto “sereno” (di renziana memoria) potranno mai esprimere?

È per questi motivi che la Polizia Locale non può essere contenuta nello stesso calderone degli altri dipendenti pubblici.

Non facciamo un lavoro da impiegati!

Guardate che rischiate l’effetto contrario, noi vi avvertiamo: se passa il concetto che il poliziotto locale buono e con stipendio migliore è quello che non disturba troppo il cittadino con fastidiose sanzioni o denunce, allora chiudiamo baracca e burattini come sistema paese perché facciamo prima.

Fermatevi prima di compiere questa buropazzia oppure tirate fuori la Polizia Locale con una riforma a costo zero che la equipari alle altre forze di polizia nazionali.