Decreto Madia favorisce chi picchia i vigili?

Ancora una volta, l’essere considerati contrattualmente come degli impiegati catastali e non come forza di polizia, espone il governo a questi arzigogoli giuridici.

Succede che il governo vari una norma che, nei suoi intenti, vuole giustamente controllare con maggiore rigore le malattie dei soli dipendenti pubblici.

Si tratta del decreto ministeriale n. 206/2017. In particolare, all’articolo 4, si sono esclusi (per volontà e non colpa in quanto non ammissibile la seconda per certi vertici), gli infortuni in servizio.

A noi poliziotti locali capita (spesso purtroppo) di venire aggrediti durante lo svolgimento del nostro servizio da delle personcine non troppo a modo.

Un esempio tra tantissimi

Le nostre aggressioni non sono poche tanto che ci fanno balzare al terzo posto tra le divise che lavorano per strada a conferma dell’ assoluta necessità del riconoscimento del nostro status.

In caso di arresto di queste persone il giorno successivo vengono portate davanti ad un giudice per un processo per direttissima e fino ad ora, se non si era feriti troppo gravemente, ci si presentava in aula per testimoniare davanti al giudice raccontando i fatti.

Ora, se il giudice ci cercherà, dovremmo dirgli che siamo a disposizione del medico dell’inps mica della giustizia!

Se ci cercherà diremo che siamo a casa in attesa della visita medica e, con ogni buona probabilità, il processo verrà rinviato a quando l’aggredito starà meglio?

Quindi a chi fa un favore questo decreto alla fine?

Nel dubbio su come comportarsi, se mandare avanti le pratiche a disposizione della giustizia e beccarsi un procedimento disiplinare perchè assenti alla visita fiscale oppure fare i bravi impiegatucci aspettando il medico fiscale al calduccio e mandare nel dimenticatoio i processi, abbiamo richiesto chiarimenti al Comune.

Riusciranno a darci una risposta almeno loro? Siamo poliziotti o impiegati? Come tali magari ci comporteremo….chissà!

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CAPODANNO: IL TRIBUNALE DA’ RAGIONE AI SINDACATI

Il Tribunale del Lavoro di Roma ieri ha sentenziato (n° 3977 / 2017) che il DiCCAP, multato dalla Commissione di Garanzia per i fatti di Capodanno 2015, lo è stato “senza i riscontri specifici” e “con grave carenza dimostrativa” .

Lo abbiamo detto sin dal primo giorno che abbiamo rispettato le regole, si pensi che in quel Capodanno hanno lavorato persino i nostri dirigenti sindacali, nessuno di noi ha mai detto ai lavoratori di starsene a casa ed infatti il servizio si è svolto regolarmente, senza intoppi o incidenti e tutte le piazze e strade sono state presidiate.” ha dichiarato Stefano Giannini, Coordinatore romano del DiCCAP

Poi dopo un cinguettio dell’allora Presidente del Consiglioha aggiunto Gianninia seguito di un controverso comunicato dell’ex-Comandante della Polizia Locale, ne è nato un caso politico, guarda caso in coincidenza con le modifiche all’art. 18 dello Statuto, del primo Job Acts,  che poi il Parlamento ha approvato tre mesi dopo, nel marzo 2015.

Sono stati strumentalizzati dei dati: si prenda la storia dei 700 malati,” ha proseguito Gianninimica è stato detto che, dati del Campidoglio, ogni anno in quel periodo influenzale e di freddo le statistiche danno per assenti sempre circa 700 poliziotti locali al giorno, cosa normale visto che i vigili lavorano in strada alle intemperie. Si è taciuto infine dei restanti 5000 appartenenti al Corpo che erano stati mandati in ferie senza pensare al capodanno e misteriosamente scomparsi dalla conta né mai citati da chi ci ha attaccati.

Abbiamo sempre difeso ed avuto fiducia nel lavoro della  Magistratura,” ha concluso Gianniniconvinti che i processi si debbano fare nelle aule dei Tribunali e non su Twitter o nei salotti della Tv. Purtroppo in questo Paese la stalla si chiude sempre dopo che i buoi sono usciti: la Polizia Locale, già antipatica di suo perché fa le multe, è stata demonizzata e ci vorranno anni affinchè tutte queste tossine messe in circolo siano smaltite.”

Torcicollo? Ora basta.

Sta girando tra i colleghi una email in cui l’Avvocato Torcicollo:

CERCASI URGENTEMENTE

VIGILE URBANO CHE HA DONATO IL SANGUE A CAPODANNO 2014

E VIGILE URBANO CHE HA FRUITO DELLA LEGGE 104

Motivo?

perchè “domenica 5 febbraio, dalle ore 14 alle ore 15, sarò nella trasmissione “DOMENICA LIVE”, condotta da Barbara D’Urso

Possibile che non si riesca a capire che continuare a parlare di questa storia serve solo come alibi a chi, forse, non vuole parlare ad esempio dell’inchiesta CONSIP? Oppure della condanna in primo grado con interdizione perpetua dai pubblici uffici di Verdini stampella di questo governo?

Tra capodanni che arrivano inaspettati ma che poi durano decenni, comici che criticano foto di comportamenti di colleghi che invece sono da encomiare e filmini vecchi girati su videocassette non sanno più cosa inventare per “intrattenere” le persone la domenica pomeriggio sui divani.

Le ricordiamo, forse lo sa, che le inchieste giudiziarie sono ancora in itinere ed in questo caso, essendo stata coinvolta, l’unica a dover parlare è la Giustizia Italiana nelle sedi opportune, non certo tribunaletti improvvisati nei salotti televisivi.

Manco fossimo a Forum

A noi resta solo da ascoltare, in doveroso rispetto, le parole della Giustizia non di altri.

Ah, la informo che nessuno di questa Organizzazione Sindacale avrà l’autorizzazione ad accompagnarla in studio, visto che nella sua email la chiede espressamente, semplicemente perchè nessuno si sognerebbe mai di alimentare questo teatrino che è semplicemente ora che finisca.

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Cantone è stato strumentalizzato?

Non vogliamo crederci!

Abbiamo letto con attenzione questa intervista:

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E’ molto interessante. Dice molte cose e traspare una certa malinconia.

Ma noi vogliamo ricordarlo combattivo, come quando andava spesso in tv ad inorgorglirsi del fatto che a Roma erano riusciti a ruotare i vigili e che tale scelta era degna di ” sostegno e plauso” perchè “hanno occasioni di interfacciarsi col pubblico dieci volte maggiori dei loro colleghi di città o realtà più piccole“.

A noi ci dispiace che si sia sentito qualche volta strumentalizzato.

Possiamo dirle quando riteniamo che qualcuno forse abbia avuto interesse a strumentalizzarla: capodanno 2015?

Magari pensiamo male, ma a volte ci azzecchiamo…

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Capodanno: trova le 7 differenze

  


“La serata e la nottata di Capodanno si sono svolte senza intoppi per la mobilità e la sicurezza delle 600 mila persone che hanno festeggiato l’arrivo del 2015 nelle strade della Capitale.

Il servizio degli agenti della Polizia locale di Roma Capitale è stato garantito grazie al previdente ricorso all’istituto della pronta reperibilità, affinché si potesse disporre di un numero sufficiente di personale da impiegare nei servizi di viabilità finalizzati alla sicurezza stradale.

Non posso che stigmatizzare l’atteggiamento di quanti, tra i miei colleghi, hanno cercato di sabotare, con una diserzione numerica assolutamente ingiustificata, la festa popolare del Capodanno, cercando di mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini ma anche il buon nome dell’intero Corpo degli agenti della Polizia locale e della città di Roma. 

Le divergenze sorte nelle ultime settimane o mesi, sul fronte della rotazione degli agenti o sulla definizione del salario accessorio non dovrebbero essere prese a pretesto per venir meno alla propria professionalità e ai propri doveri. Per questa ragione, per un evidente bisogno di equità nei confronti di quanti ieri hanno prestato il proprio dovere con professionalità e spirito di abnegazione sarà rigorosamente ricostruita l’intera vicenda a favore delle autorità giudiziaria o di garanzia. Ogni eventuale condotta illecita sarà sanzionata amministrativamente”.

I primi 7 che indovineranno, avranno in premio una copia del libro dell’ex sindaco promesso in uscita per Natale 2015 e scritto ai Caraibi.


Accordo di capodanno: dichiarazione

Questa la dichiarazione resa dal Diccap Durante la riunione odierna sul servizio di capodanno.

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Pur condividendo il percorso di apertura del Commissario Tronca non si può dimenticare che il servizio di una notte è  secondario rispetto alla mancanza di tutele economiche che coprano tutto il contratto decentrato del 2016.

E non solo economiche…

Isabella Amati

Diego Sabatinelli

Romolo Bonarota

Sciopero dello sciopero!

Ieri all’assemblea dei lavoratori capitolini proclamata prima dalla triplice e poi dal coordinatore della rsu in fretta e furia per accodarsi a loro, in molti ci hanno messo la faccia.

Dall’alto di una piazza gremita come non mai hanno mostrato i muscoli.

Dopo avere firmato accordicchi al ribasso con un datore di lavoro che neanche glieli rispettava, dopo avere condotto una trattativa con chi sapevamo che ci stava incravattando una corda alla gola pur non essendo immune da “infiltrazioni” criminali, dopo avere trovato (parte di loro) sonora bocciatura in un referendum che gli faceva ingoiare altro accordicchio salva cravatta, dopo avere accettato la presa di tempo con emendamenti pieni di nulla in finanziaria, dopo avere sottoscritto piano di sospensione degli scioperi col governo approvato dalla commissione di garanzia, ora minacciano chissà cosa.

Grazie per averci messo la faccia.

Il culo come al solito ce lo ha messo la Polizia Locale.

 

Se il Sig. Alesse legge queste due righe sappia che stiamo aspettando la Sua risposta a quanto, da onesti preveggenti, gli avevamo già per tempo comunicato….

Che fate a capodanno?

Non volevamo credere ai nostri occhi.

Abbiamo per curiosità sfogliato il calendario del 2015 e quello che abbiamo visto ci ha letteralmente sconvolti e stupiti:

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Abbiamo dopo il 30 dicembre di nuovo un 31 dicembre?

Allora noi ci siamo ricordati di ciò che ci scrisse la Commissione di Garanzia nel provvedimento con cui ci ha sanzionati il 03/03/2015.

Abbiamo richiesto di valutare se il comportamento del comandante del Corpo si è attenuto a quanto da loro disposto.

Vediamo se 10 mesi di intensi nulla sono bastevoli per essere considerati come una violazione.

Ora fra qualche giorno chiederemo un accesso agli atti.

Sono o no una commissione di Garanzia?

Capodanno. Piano piano esce fuori la verità?

Perché nessuno prende più sul serio “Er Bucja”

Er Bucja non è sempre stato er Bucja. Ci è diventato.

Tutto è cominciato qualche anno fa quando si è messo in testa, spinto da tanti compagni che ora fanno i vaghi, di diventare il presidente del comitato di quartiere. Voleva scansare er Nero, caduto in disgrazia anche per colpa dei suoi vecchi amici e dei guai con le guardie. E, infatti, er Bucja ci è riuscito: è bastato cavalcare l’onda dell’onestà.

Ma al primo ostacolo, proprio lui, raccontò una frottola: quando si scoprì che la sua auto era truccata, scaricò la colpa sul poveraccio che gestiva il garage. E tutti, tra lui e il garagista, puntarono il dito sul garagista.

Poi per accrescere la sua fama di onesto disse che era stato lui a cacciare dal comitato il miglior amico del Nero, er Panza, perché rubava. E anche se er Panza disse che lui se ne era andato da un pezzo, tutti quanti, tra lui ed er Panza (finito in carcere sul serio), credettero a lui.

E così è andato avanti e ogni volta che aveva un problema dava la colpa a chi era meno importante e meno amato di lui.

A Capodanno incolpò il pizzardone odiato per le multe, poi l’autista dell’Atac scansafatiche e il netturbino raccomandato. E tutti continuarono a credergli.

Fino a quando un giorno per giustificarsi di una scampagnata a scrocco mise in mezzo pure il prete. Quello era un frate schietto e amato e la domenica, a messa, non ci pensò due volte a raccontare la verità. E questa volta, tra lui e il prete, tutti credettero al prete. Da quel giorno divenne er Bucja e tutto quello che diceva, anche se vero, non veniva più preso sul serio.

Perché, dai tempi di Romolo e Remo, non è importante quanto sia grande la bugia ma quanto è forte chi la può smentire.

fonte:http://www.ilmessaggero.it/ROMA/SENZARETE/nessuno_prende_sul_serio_er_bucja/notizie/1604905.shtml

Complimenti a Davide Desario, mai troppo tenero con la nostra categoria. Finalmente si comincia a riconoscere chi, per mascherare le proprie responsabilità, ha lasciato addossare colpe ad intere categorie di lavoratori.