Incatenato in Campidoglio

E’ di un paio di giorni fa la notizia di un collega che si è incatenato alla ringhiera della scala che fa accedere al Campidoglio.

Il collega ha denunciato a mezzo stampa nel 2014 il caso di alcune forniture di stivali da motociclista con il marchio non CE e quindi, presumibilmente, non idonei.

Lo stesso collega dichiara che la frase per cui da 17 mesi è sottoposto a procedimento disciplinare è la seguente:

….i miei colleghi oggi hanno iniziato a sequestrarsi i propri stivali da motociclista, distribuiti l’ultima volta la scorsa settimana e sempre col marchio China Export…

Lo stesso collega riferisce che è a rischio di licenziamento per questa frase.

Non conosciamo ovviamente il contenuto del provvedimento disciplinare e tutte le sue articolazioni quindi su questo non entriamo nel merito.

Il suo gesto potrebbe apparire sconveniente, anche se lo stesso collega è da mesi nell’occhio del ciclone per avere “dato fastidio” a qualcuno/a?

In primis perchè tutte le testate giornalistiche che erano accorse sul posto per la nota crisi che sta attraversando la compagine che governa, o cerca di governare, la Capitale hanno battuto sul fatto che “un vigile” si incatena prestando il fianco all’esposizione mediatica anche della categoria?

E’ stato sconveniente perchè ha messo in difficoltà, umana ed operativa, anche i colleghi che erano di servizio sulla piazza perchè conoscevano la persona ed è onestamente difficile intervenire in questi contesti?

Potrebbe essere sconveniente è vero, però difendiamo ciò che ha detto.

Possiamo non condividerle, ma difenderemo sempre chi esprime le sue idee.

In particolare, fin qui lo abbiamo taciuto, perchè riveste la doppia qualifica di dirigente sindacale di una sigla diversa dalla nostra ed anche RSU del comune.

Allora cavolo, avrà sbagliato, fatto male, tutto quel che vi pare, ma non può passare il messaggio che un provvedimento disciplinare su una opinione espressa da un sindacalista possa essere messa in discussione dal datore di lavoro con lo spettro del provvedimento disciplinare.

Perderemmo anni di lotte sindacali fatte da persone che magari hanno perso la vita per la difesa dei diritti dei lavoratori.

Il collega ha manifestato la paura di restare senza lavoro e quindi senza la possibilità economica di difendersi nell’eventualità in tribunale.

Noi siamo a disposizione in caso di necessità.

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Dalla parte giusta: quella della poltrona.

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Stessa piazza a pochi mesi di distanza.

Una piazza traboccante di persone prima che lavoratori che chiedevano di ripensarci sui tagli agli stipendi.

Una piazza riempita da persone che chiedevano di ripensarci e non lasciare la poltrona.

Nella prima il re ha deciso: pollice verso, fate entrare i leoni.

Nella seconda il re ha deciso: pollice in su provo a tenermi la poltrona.