L’Italia non merita il nostro sangue

Un collega aggredito a Catania perché, pare, ha impedito il transito ad uno scooter per una chiusura di una strada.

Gli “impediti” sono tornati indietro e lo hanno preso a cascate.

Ora lotta con la morte in coma.

Sarà colpa forse della richiesta sinergia di Minniti, ma le strade italiane tornano a macchiarsi del sangue degli impiegati comunali in divisa non riconosciuta dallo stato se non quando gli serve.

Quello stesso sangue che è stato schifato quando lo abbiamo donato.

Quello stesso sangue che trasforma le nostre morti in morti di serie B. Poco meno di un taglio al personale.

Allora questo stato, che non ci riconosce una riforma degna di questo nome, forse  merita che quel ciclomotore sia lasciato passare.

Gli manderemo poi la multa a casa perché non indossava il casco e perché non rispettava le segnalazioni manuali dell’agente preposto. 

L’impedito se ne sarebbe tornato a casa con una multozza. Contento pure il comune magari.

Il collega sarebbe tornato a casa. Semplicemente.

Ora non ci resta che augurarci che ci ritorni davvero.

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C’è traffico? Rompiamo un braccio al vigile!

Chissà se è questo il ragionamento fatto stanotte alle 23 da un motociclista in transito su piazza cavour.

In quel luogo infatti stava compiendo i rilievi tecnici di un incidente stradale avvenuto poco prima una pattuglia del I gruppo Prati.

Fatto sta che un collega ( A. R.) è stato aggredito da questo motociclista italiano, forse impaziente a causa del senso unico alternato, tanto da rompergli un braccio.

Il collega è stato trasportato in ambulanza presso il santo spirito dove è stato refertato con 20 giorni di prognosi mentre, con ausilio di altre due pattuglie di Prati e del Gssu, l’aggressore veniva arrestato e custodito presso le camere di sicurezza del 1 gruppo trevi.

Non è possibile continuare a lavorare in questo modo in città. Specie in notturna si viene inviati a compiere interventi con singoli equipaggi ( abbiamo una pattuglia per municipio) perché oramai gran parte delle pattuglie sono ferme a guardare i campi nomadi oppure la pineta di Ostia.

Le pattuglie rimaste disponibili vanno da una parte all’altra di Roma e restano da sole anche per ore. 

Sappiamo che aggiungere pattuglie la notte significa tagliare i servizi del giorno, ma il Comando del Corpo deve capire che la notte così come è organizzata non risponde più a come era 15/20 anni fa.

Se non vogliamo tagliare i servizi di giorno dobbiamo tagliare qualche servizio di notte per aumentare le pattuglie disponibili.

A cominciare dai piantonamenti fissi che si protraggono da anni ormai e che sono diventati la sicurezza esclusiva e privata (agli altri romani…) degli abitanti dei campi nomadi

Arrestato per rapina ed aggressione a minorenne

 

Cattura
arrestato

Davvero bravi i colleghi del XII Gruppo Monteverde che, mentre si stavano occupando di controllare le preparazioni per l’allestimento del mercato domenicale di Porta Portese, alle 03.30 venivano richiamati nell’attenzione verso la stazione di Trastevere.

Qui traevano in arresto in flagranza di reato T.A. di 21 anni che aveva aggredito e rapinato un ragazzo di 16 anni.

Per domani mattina è fissato il processo per direttissima.

“Ancora una volta la Polizia Locale si conferma come sentinella utile sul territorio per reprimere gli episodi di microcriminalità. Speriamo che da domani, il nuovo sindaco, riconosca questo specifico ruolo. Il ragazzo rapinato e la sua famiglia di certo lo hanno già fatto. Non perdiamo la speranza che presto o tardi si svegli pure la politica”

Aggredita collega a Piazza Pio XI

Ieri pomeriggio verso le 17.00 in Piazza Pio XI, mentre i colleghi erano impegnati nella regolazione dell’intenso traffico in atto, intervenivano per cercare di sbrigliare l’incastro tra diversi veicoli.

Con segnalazioni manuali davano indicazioni sulle manovre da eseguire per sbrigliare la situazione

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traffico

Da uno di questi veicoli scendeva una donna (passeggero) che prendeva e strattonava una delle colleghe che stavano lavorando.

La collega provvedeva quindi a fermare la persona che continuava ancora a dimenarsi e le procurava delle lesioni ad un braccio.

La donna fermata veniva accompagnata, con ausilio di altre pattuglie intervenute, presso gli uffici del XIII Gruppo Aurelio diretti dal Comandante Bracci dove veniva successivamente denunciata a piede libero, mentre la collega veniva refertata dal pronto soccorso dell’ospedale San Carlo con una prognosi di 5 giorni.

Purtroppo non è sempre il bel mondo di fiabe quello del servizio di viabilità in mezzo agli incroci romani; tra smog che respiriamo, intemperie che ci logorano e aggressioni  che ci feriscono, servirebbe megaloman

 

La distanza di sicurezza. Sempre.

Non è importante solo tra due veicoli, ma anche e soprattutto per l’incolumità personale degli operatori.

Abbiamo trovato in rete questo video ed abbiamo aggiunto le didascalie esplicative.

Se avete video interessanti, inviateci il link a roma@sulpl.it e li studieremo insieme.

Vigilesse aggredite al mercato di Viale Kant

  
Alle ore 10,45, 2 colleghe del IV Gruppo Tiburtino, mentre stavano eseguendo il controllo del mercato rionale di Viale Kant procedevano a sequestrare ad un ambulante abusivo le scarpe che stava vendendo illegalmente.

Le scarpe erano presumibilmente contraffatte ed il venditore abusivo reagiva aggredendo fisicamente le due colleghe.

Dopo una colluttazione il venditore si dava alla fuga in mezzo alla folla del mercato riuscendo a dileguarsi.

Le colleghe sono ora state trasportate in ambulanza al Policlinico Umberto I.

Ci auguriamo che non si siano fatte troppo male e che si riprendano presto.

Fatto sta che resteranno a casa in malattia e che perderanno soldi a causa della loro assenza come se fossero assenteiste.

In questo caso mancavano le telecamere delle troupe televisive a testimoniare l’aggressione.  

Chissà se invece di sequestrare le avessero comprate quanti testimoni avremmo avuto.

Non porgiamo l’altra guancia!

Il comune di Roma ha deciso di pubblicare questo messaggio:

Cittadino si scusa su YouTube con la Polizia di Roma Capitale

Claudio Valeri, indagato per oltraggio a pubblico ufficiale, mostra il suo ravvedimento con un video che rimarrà sulla piattaforma youtube per due settimane.

Un video di scuse per il comportamento offensivo tenuto nei confronti degli agenti della Polizia Locale di Roma, insultati pesantemente mentre stavano facendo il proprio lavoro al centro di Roma. Lo ha inviato Claudio Valeri, indagato per oltraggio a pubblico ufficiale.
I fatti risalgono al 3 dicembre scorso, nei pressi di via Capo le Case. Una giornata di lavoro come le altre fino a quel momento, per i vigili impegnati nel centro storico. Poi è arrivata la discussione con il Signor Valeri, appunto, che ha cominciato ad inveire fino a non riuscire più a controllarsi e finendo con l’obbligare gli agenti a denunciarlo.
Rendendosi conto di aver sbagliato ha espresso il suo dispiacere con un video su YouTube. La Polizia di Roma Capitale ha apprezzato il gesto, e ha accolto le scuse del signor Valeri che in questo modo vedrà estinto il proprio reato. Il Comando rinuncia a qualsiasi altra forma di risarcimento.

Lo abbiamo copiato da questo link pubblico:

http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcrcontentId=NEW933707&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

Noi ci rifacciamo a quanto ha pubblicato il comune che parla di “discussione” e del fatto che la persona ha “cominciato ad inveire fino a non riuscire più a controllarsi“.

Abbiamo per curiosità proceduto ad inserire nel noto motore di ricerca di Google la seguente richiesta di ricerca : “via capo le case aggressione” per capire di cosa si stesse parlando.

Provate anche voi. Vedete cosa vi salta fuori.

Incredibilmente appaiono le notizie relative ad un episodio di cronaca denunciato proprio da noi nella stessa data indicata per la “discussione”. Che coincidenza.

Mettiamo un link preso a caso tra quelli trovati dalla ricerca con Google:

http://www.romatoday.it/cronaca/vigile-morso-guancia-via-due-macelli.html

Noi non sappiamo se è lo stesso episodio di cronaca o siamo di fronte ad una altro caso avvenuto lo stesso giorno nella stessa via.

Certo è che se queste scuse fossero riferite al morso sulla guancia avremmo molta difficoltà nell’accettare che il comando “ ha apprezzato il gesto, e ha accolto le scuse” e che “rinuncia a qualsiasi altra forma di risarcimento”  solo per un video che resterà online per 14 giorni!

Probabilmente non siamo dei buoni cristiani, ma l’altra guancia non la porgiamo!