Decreto Madia favorisce chi picchia i vigili?

Ancora una volta, l’essere considerati contrattualmente come degli impiegati catastali e non come forza di polizia, espone il governo a questi arzigogoli giuridici.

Succede che il governo vari una norma che, nei suoi intenti, vuole giustamente controllare con maggiore rigore le malattie dei soli dipendenti pubblici.

Si tratta del decreto ministeriale n. 206/2017. In particolare, all’articolo 4, si sono esclusi (per volontà e non colpa in quanto non ammissibile la seconda per certi vertici), gli infortuni in servizio.

A noi poliziotti locali capita (spesso purtroppo) di venire aggrediti durante lo svolgimento del nostro servizio da delle personcine non troppo a modo.

Un esempio tra tantissimi

Le nostre aggressioni non sono poche tanto che ci fanno balzare al terzo posto tra le divise che lavorano per strada a conferma dell’ assoluta necessità del riconoscimento del nostro status.

In caso di arresto di queste persone il giorno successivo vengono portate davanti ad un giudice per un processo per direttissima e fino ad ora, se non si era feriti troppo gravemente, ci si presentava in aula per testimoniare davanti al giudice raccontando i fatti.

Ora, se il giudice ci cercherà, dovremmo dirgli che siamo a disposizione del medico dell’inps mica della giustizia!

Se ci cercherà diremo che siamo a casa in attesa della visita medica e, con ogni buona probabilità, il processo verrà rinviato a quando l’aggredito starà meglio?

Quindi a chi fa un favore questo decreto alla fine?

Nel dubbio su come comportarsi, se mandare avanti le pratiche a disposizione della giustizia e beccarsi un procedimento disiplinare perchè assenti alla visita fiscale oppure fare i bravi impiegatucci aspettando il medico fiscale al calduccio e mandare nel dimenticatoio i processi, abbiamo richiesto chiarimenti al Comune.

Riusciranno a darci una risposta almeno loro? Siamo poliziotti o impiegati? Come tali magari ci comporteremo….chissà!

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Sicurezza in città? Un girotondo di zombie!

In pratica è questo qui il sunto delle notizie di inizio anno riguardante la sicurezza nelle nostre città.

Si era partiti dalla notizia che il vecchio corpo dei pizzardoni a Roma (vicini ai 60 anni di media piuttosto che ai 40…) non era bastevole a garantire la sicurezza dei rioni centrali.

Per questo ci si era organizzati privatamente andando a raccattare i pensionati che evidentemente erano ancora in buona salute e che per pochi spiccioli avrebbero garantito almeno un presidio.

Il prossimo passo, se non dovessero bastare gli anziani in pensione, potrebbe essere quello di raccattare anche quei galantuomini che hanno preferito non incassare l’assegno inps e lo hanno lasciato lasciandoci.

Poi andiamo a scoprire che davvero a Roma, in questi ultimi tempi, tutto gira intorno a Spelacchio!

E’ stata correttemente applicata la “circolare” sulla sicurezza giudiziaria degli operatori di polizia italiani.

Si è evitato di danneggiare il veicolo assegnato con manovre improvvide che potessero causargli ammaccature od abrasioni che poi l’operatore avrebbe dovuto risarcire.

Si è evitato di procurare troppo disturbo all’inseguito in modo tale da evitare ogni rischio di denuncia di tortura.

In fondo l’ordine impartito era stato chiaro: accosti a destra.

Nel video chiaramente compare una nostra auto che, ignara di quanto sta succedendo, probabilmente si stava precipitando su uno iosegnalo prioritario delle 9 di mattina che segnalava l’abbattimento di una segnaletica toponomastica.

Questo è quello che il ministro Minniti prevede quando parlava di “sicurezza integrata” all’articolo 3 di questa sua circolare?

Noi vediamo invece le Polizie Locali, a partire da quella di Roma, che si invecchiano in quanto hanno gli organici legati alle quote di personale degli enti locali. Organici tagliati nel corso di questi anni proprio per rispettare i vincoli del turn over come un catasto qualsiasi ignorando, nel frattempo, le attività delegate dallo stato ai comuni e l’accresciuta “spinta demografica” derivante dalle quote migranti.

Se un comune osa incentivare l’utilizzo di risorse per le Polizie Locali ecco che il ministero delle finanze si oppone.

Corpi di Polizia Locale oramai ridotti a zombie.

Siamo esclusi da ogni terminale elettronico e centrale operativa comune pertanto noi non sapevamo che i colleghi della Polizia potevano avere bisogno di aiuto e ce ne andavamo tranquillamente a risolvere il problema lamentato dallo iosegnalo…

Nel “lontano” 2017 parlavamo di questo sistema di sicurezza per gli attentati terroristici.

Forse ci siamo sbagliati.

Andrebbe esteso a tutto il sistema sicurezza in assenza di una seria riforma che ci sleghi dai legacci contrattuali degli enti locali e ci renda davvero utili alle nostre città.

Persona dell’anno 2017

Il personaggio dell’anno a Roma nel 2017?

Ci siamo chiesti chi mai potesse essere un personaggio romano che nel corso del 2017 si fosse distinto per la sua opera a Roma.

E’ emerso un personaggio comparso agli onori della cronaca soltanto a metà anno. Verso Maggio. Di Maggio non era facile…

Aveva solo metà anno a disposizione.

Invece no.

Queste le motivazioni del premio:

Gli è stato chiesto di chiudere un occhio ma non l’ha mai fatto.

Così come gli è stato chiesto di girarsi dall’altra parte e non l’ha mai fatto.

Gli è stato detto di piegarsi e non l’ha mai fatto.

Non si è mai riposato.

E’ stato punto di riferimento per molti romani e guardato con attenzione.

Chi lo ha visto, ha potuto vedere in lui un punto di riferimento su cui indirizzare il proprio percorso lavorativo, familiare e di svago.

Signore e signori il vincitore è…..

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LA TELECAMERA DI VIA DI PORTONACCIO!!!!

Come è stato ben spiegato in questo articolo   , il nostro occhio-vigile è riuscito a compensare un tracollo.

Quali sono però le motivazioni di questo tracollo che non ha colpito solo il numero delle sanzioni elevate ma tutti gli obietti della Polizia Locale che il comune si era prefissato tramite il PEG tanto da doverli ridurre del 15%?

Ve lo diciamo noi, come al solito.

Quello che proprio ieri sulla carta stampata era stato gridato a pagina piena:

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Sono stati spostati colleghi “giovani” dalla strada e non rimpiazzati da colleghi “anziani” perchè non era possibile per diversi motivi, spesso di salute, la sostituzione .

La strada così è stata svuotata tanto da cambiare in corsa il piano triennale di prevenzione della corruzione bloccando le rotazioni proprio del personale in strada.

Sono stati rasi al suoli diversi edifici specialistici tanto che i colleghi che sono subentrati, senza alcuna formazione professionale, non hanno letteralmente toccato nessuna “pratica in lavorazione” lasciata in sospeso.

Questo è accaduto trasversalemente in tutti i settori.

Anche a questo si è cercato di porre rimedio provando a fare i corsi di formazione prima dei trasferimenti.

In pratica stanno sperimentando il piano anticorruzione sulle spalle dei lavoratori e, principalmente, sulle spalle dei cittadini che vedono bloccarsi i servizi.

A gennaio si ricomincia quindi con un altro 10% di personale che cambierà incarico.

In bocca al lupo cara telecamera.

Sperando che il 2018 ti regali tante altre telecamere in giro per la città insieme ad una cospicua immissione di assunzioni perchè siamo ridotti al lumicino come questo 2017….

I servizi antiterrorismo all’italiana?

 

Questa foto trovata su internet crediamo raffiguri bene cosa pensiamo dell’impiego della Polizia Locale nei presìdi antiterrorismo nelle nostre città. Vogliono apparenza più che sostanza

Negli ultimi giorni la Prefettura di Roma con nota protocollo 451338 ha chiesto al Comando del Corpo di intensificare i servizi di competenza della Polizia Locale nell’area della fontana di trevi.

8 pattuglie al giorno quindi, tolte da tutti i gruppi municipali per aiutare il 1° Trevi perchè non ne ha a disposizione, si occuperanno di “intensificare” i servizi di competenza della Polizia Locale.

Viabilità e commercio abusivo saranno le attività da intensificare.

Noi sappiamo già che questa è una bugia perchè il gioco poi alla fine sarà quello che “non si fanno prigionieri!”

Cosa significa?

Significa quello che è raffigurato nella foto. Facciamo vedere i muscoli ma non possiamo poi fermare nessuno perchè lasceremmo sguarnite le postazioni assegnate.

La solita corsetta a guardia e ladri romana tanto cara agli youtubers di turno che riprendono i vari ” a soli 50 metri dai vigili!

Se questi, come crediamo, sono i rinforzi di sinergia voluti dal ministro Minniti per prevenire atti di terrorismo, allora gli consigliamo di riguardare la foto.

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Un Corpo di Polizia Locale stremato da anni di blocchi assunzionali, visto che siamo equiparati agli impiegati del catasto, lo hanno portato a ridursi alla soglia dei 5600 anzichè 8450, con una età media più vicina alla pensione che ai 40 anni, nonostante l’aspettativa di vita ( per gli altri, non per la Polizia Locale che ne ha 8 in meno!) ssia stata innalzata per “decreto”.

A questo punto pensiamo, visto che la colpa è sempre dei vigili, che innalzino l’aspettativa di vita per non mandarci in pensione perchè se ci andassimo, magari, si sconfesserebbero le idee del Ministro Minniti di avere a disposizione manodopera a costo zero per lo stato.

Senza una riforma seria, che riconosca il ruolo e la natura pubblica del contratto, ogni impiego della Polizia Locale non potrà che essere una sceneggiata a spese dei comuni.

Caro Babbo Natale ci è andata bene

Caro Babbo Natale,

sappiamo che in questo periodo sei molto indaffarato nel cercare di esaudire i desideri dei bimbi.

Volevamo chiederti di voler fare una piccola eccezione e di prestare attenzione anche ad un cospicuo numero di “vecchietti in progress “.

Come ben saprai, ieri, un collega “stradalino” ci ha lasciato un po’ più soli proprio prima delle feste natalizie.

Una brutta notizia soprattutto per i familiari, gli amici e colleghi. Meno per qualche unineurodotato ma ci siamo abituati.

Alcuni dicono che sono i rischi del mestiere e, pur maledicendoli, dobbiamo dargli ragione.

Poi pensiamo a chi sulla strada svolge un lavoro pressoché simile come la categoria di vecchietti in progress di chi parlavamo prima.

Alcuni dicono che non corriamo gli stessi rischi delle Polizie Statali quando svolgiamo i nostri compiti di istituto quando ci negano le parificazioni che andiamo chiedendo da tempo.

Allora ti raccontiamo cosa ci è accaduto proprio stanotte, a poche ore dall’incidente del nostro caro collega stradalino (vezzeggiativo per gli appartenenti alla polizia stradale).

All’ una di notte, mentre la pattuglia del VI Gruppo Torri era impegnata in ausilio del mezzo Ama che stava spargendo il sale in via di Rocca Cencia vicino all’inceneritore, i colleghi venivano violentemente tamponati da un altro veicolo che sopraggiungeva e sbalzati addosso alla banchina.

Mentre cercavano di evitare incidenti e per evitare che qualcuno si facesse del male.

Una collega è stata trasportata presso il Policlinico Tor Vergata e, seppur malconcia, sembra che non si sia fatta nulla di grave.

A lei mandiamo un caldo abbraccio e le auguriamo la pronta guarigione.

Stavolta è andata bene.

Arrivati a questo punto della letterina ti chiediamo di farci questo regalo per Natale: una seria riforma che ci equipari nel contratto alle forze di polizia statali e non, con tutto il rispetto, agli impiegati del catasto comunale.

Caro Babbo Natale, magari anche con l’aiuto della Befana, intercedi per noi col Governo Italiano per far si che rispetti le direttive impartite anche dall’Unione Europea.

Latte caldo e biscotti ti aspetteranno nei nostri comandi la notte di Natale se vorrai rifocillarti un pochino.

Vai piano con le renne però.

Corri piano.

Ci teniamo a te.

70.000 volte:pronto polizia locale? No ha sbagliato numero

Siamo venuti in possesso di una risposta data dalla Regione Lazio al Consigliere Regionale Fabrizio Santori relativa ad una interrogazione sul funzionamento del 112 NUE in rapporto all’impiego della Polizia Locale di Roma.

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Da questa risposta emergono alcune conferme alle nostre supposizioni ed altri dubbi che rimangono non ancora risolti.

Il dato che emerge grande e fragoroso è il numero di interventi che viene passato alla Polizia Locale di Roma e riguarda solo gli incidenti stradali senza feriti: oltre 70.000!

In due anni.

Diciamo che secondo noi questo è un dato “bugiardo” perchè gli incidenti mortali o con feriti vengono assegnati come competenza all’inizio, ovviamente, al personale sanitario dell’ex 118 oppure ai Vigili del Fuoco. Ma poi tocca a noi il lavoro su strada per i rilievi scientifici e di questo non c’è traccia nei dati forniti dalla Regione Lazio.

Secondo le nostre stime dovremmo attestarci alla fatidica cifra di 100.000 chiamate al NUE per la Polizia Locale solo per gli incidenti stradali.

E le altre chiamate? Mica ci chiamano solo per gli incidenti.

Secondo noi possiamo trovarlo nei dati resi pubblici dalla regione Lazio .

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Come possiamo notare la maggior parte delle chiamate “filtrate” per Carabinieri e Polizia non finisce a loro.

Secondo noi, attendiamo smentite che in questa lettera della Regione al momento non appaiono indicate, la maggior parte di queste deviazioni finisce al centralino della Polizia Locale di Roma.

Il tanto bistrattato 0667691. Con spesso un solo operatore alla risposta.

Quindi finisce in un imbuto.

Chi ha sottovalutato la richiesta dei cittadini di Polizia Locale di Roma nel 112 NUE?

  1. La Regione Lazio amministrata da Zingaretti?
  2. L’amministrazione Comunale uscente con la coppia Marino-Clemente?
  3. L’amministrazione prefettizia con la coppia Tronca – Clemente?
  4. L’amministrazione attuale con la coppia Raggi – Porta?

Poco ci importa adesso. Bisogna correggere la direzione che si è scelto di percorrere.

A chi amministra attualmente il Corpo e la città chiediamo semplicemente una cosa: mettere un disco audio che avverta chi ci chiama che deve restare in linea in quanto l’operatore è già impegnato in altra telefonata.

Magari aggiungendo registrazione delle telefonate così come avviene in molte altre città italiane.

A tutela di tutti.

 

50000 le persone scomparse. Sulpl e Penelope insieme per ritrovarle

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FENOMENO

Sono quasi 50 mila in Italia le “persone scomparse” al 30 giugno 2017,  numero impressionante ed in crescita costante dal 2012, quando erano poco meno della metà.

Nel totale sono compresi stranieri ed italiani, minori ed adulti, persone malate e persone disperate (in aumento le “scomparse” che poi si rivelano suicidi per ragioni economiche). Dentro c’è anche il dato terribile che talvolta sfocia nel femminicidio.

C’è un numero enorme di bambini scomparsi che poi alimenta prostituzione giovanile, commercio di organi, riduzione in schiavitù. Molte meno sono le persone allontanatasi volontariamente alla ricerca di paradisi fiscali e di una seconda vita con rottura dei precedenti legami.

Purtroppo invece  c’è molto lavoro delle organizzazioni internazionali criminali e schiaviste dedite alla tratta degli esseri umani.

PRIMI INTERVENTI

All’inizio la cosa sembrava interessare solo i familiari toccati dal dramma e pionieristiche trasmissioni televisive, poi si è passati alla risposta istituzionale del Commissariato straordinario per le persone scomparse, sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da dieci anni guidato dal prefetto Vittorio Piscitelli.

Ancora “artigianale”, in molti casi però la risposta delle forze di polizia che solo da poco sono consce della dimensione e rilevanza del problema e solo da poco si stanno attrezzando per gestirlo adeguatamente: una necessità che finalmente trova la sua risposta affinché si arrivi al ritrovamento, affinché si arrivi alla identificazione di poveri resti che qua e là si ritrovano ogni tanto.

PERCHE’ LA POLIZIA LOCALE

La Polizia Locale, che è in prima linea per tante cose, lo è anche in questo. Diffusione territoriale, presenza in quasi tutti gli 8100 comuni italiani (la più diffusa in assoluto tra le forze di

polizia), dialogo con le persone,naturalezza ad essere polizia di prossimità e di comunità.

Questi i punti di forza che investono la PL della “mission”.

E’ inoltre direttamente chiamata in causa proprio all’articolo 1 della legge N° 203/2012 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/11/28/012G0225/sg) nella quale per la prima volta si indica con chiarezza il diretto coinvolgimento sin dalla fase di denuncia della scomparsa della persona.

INIZIATIVA SULPL-PENELOPE

Adesso c’è un punto di forza in più, col forte impegno della associazione Penelope in prima linea sulla questione da tempo e del Sulpl, il principale sindacato della polizia locale, che da sempre si muove non solo in materia sindacale, ma anche per l’ambito sociale e di rivalutazione professionale dei poliziotti locali italiani.

Infatti dalla collaborazione nazionale  tra Penelope e Sulpl nasce una iniziativa specifica e forte. Da mesi le due associazioni curano assieme una formazione accurata di poliziotti locali sul tema ed adesso tale “competenza aggiuntiva” è pronta per dispiegarsi sul territorio. Per professionalizzare la ricerca. Per ridare gli”scomparsi” ai loro familiari o almeno per consentire una dignitosa sepoltura. Una iniziativa che mira a creare una rete di esperienze,di informazioni, di”intelligence” che sappia affrontare il problema terribile e crescente.

Ancora una volta la polizia locale ed i poliziotti locali di tutta Italia sono pronti per una sfida che ha raggiunto numeri altissimi e colpisce drammaticamente migliaia di persone e di loro cari.

L’iniziativa del Sulpl  e di Penelope colma un vuoto nella risposta pubblica e nella risposta delle forze di polizia.

Si spera che riesca a passare anche dal ritrovamento alla prevenzione del fenomeno.

I colleghi o i loro familiari interessati al progetto possono contattare direttamente la nostra struttura locale o nazionale.

Il 27 Novembre vigili in piazza a Bari per chiedere l’aumento delle multe!

Il 27 Novembre la Polizia Locale italiana scenderà in piazza a Bari, comune in cui il sindaco è presidente dell’ANCI, per chiedere l’aumento delle multe e per dimostrare vicinanza alle idee di molti di questi sindaci.

Non è più possibile avere multe da 28,70€ con gli sconti. Altro che BlackFriday.

Chiediamo che salga ad almeno 200€ la sanzione minima per chi omette di pagare il ticket del parcheggio o sfora col disco orario.

Non deve esserci più la possibilità di pagare entro 60 giorni ma soli 5 giorni. Bastano ed avanzano.

In caso di ritardi nel pagamento non più il raddoppio ma la moltiplicazione per 10 della somma con ben altri 5 giorni per pagarla. Allo scadere revoca della patente ed esproprio coatto del veicolo.

In 10 giorni o paghi al comune o ti esproprio la macchina.

Chiediamo di eliminare anche i ricorsi al prefetto ed al giudice di pace perchè intasano questi uffici  e perchè i comuni non sbagliano mai.

Chiediamo tutto questo perchè le casse dei comuni sono spesso in rosso ed abbiamo bisogno dei soldi dei cittadini per risanarle checchè ne dicano i sindaci in tv millantando sicurezze stradali varie.

Chiederemo inoltre di farci togliere tutte le qualifiche non necessarie come quelle di Polizia Giudiziaria che comportano perdite di tempo per i comuni e, come ad esempio nei casi di etilometri e tossicologici, addirittura le sanzioni vanno allo stato e non ai comuni stessi. Doppio spreco.

Chiederemo di lavorare solo di giorno perchè metterci di notte a farci rilevare gli incidenti significa togliere personale che il giorno potrebbe tranquillamente andare in giro a scovare i mancati pagamenti dei grattini sulle strisce blu.

Non lavoreremo più per le esigenze del ministro Minniti per collaborare nella prevenzione degli attentati terroristici. I comuni si sono accorti che sarebbe solo un costo oltre a quello che già sopportano nell’installare fioriere e barriere in cemento.

Delegazioni provenienti da tutta Italia chiederanno questo. Tornare ad essere degli sparamulte con premi di produttività legati agli incassi e proporzionali al numero delle multe elevate agli stessi automobilisti con un contratto bonus di tipo dirigente bancario.

Più multi e più guadagni. Come quando vendi più prodotti bancari.

Risaneremo così i bilanci dei comuni.

Unitevi a noi al fianco dei nostri sindaci per avere di nuovo i cari vecchi vigili urbani come nel secolo e millennio scorso.

Se sei d’accordo con quanto detto fermati, non andare oltre e tifa per l’ANCI.

Se non sei d’accordo allora sei d’accordo realmente col SULPL prosegui:

Risultati immagini per freccia giu

Cliccate qui di seguito gli obiettivi completi della manifestazione

Cliccate qui per il discorso del nostro segretario nazionale Mario Assirelli

Lettera a Montanari e Meleo

Care Assessori del comune di Roma,

qui di seguito vi mostriamo ciò che la ditta AMA non ha pulito in Via Boccea per l’incidente avvenuto ieri sera:

A noi operatori della Polizia Locale poco cambia se siamo impiegati a chiudere una strada oppure a controllare le soste nelle isole pedonali oppure a controllare le occupazioni dei tavoli dei bar oppure gli altri 1000 mila incarichi che abbiamo.

Ma voi, delegate dalla sindaca per gestire i problemi dei vostri assessorati, siete sicure che le 6 linee di autobus deviate perché Ama non pulisce la strada non creino qualche “fastidio” ai cittadini utenti?

A breve, se la situazione non dovesse cambiare, presenteremo un esposto in procura su questi mancati interventi di pulizia per chiedere di verificare se si stiano o meno commettendo dei reati.

Con immutata stima

Gli attendisti di interventi AMA che siamo noi

p.s. non vogliamo gettare croci, ombre o responsabilità su qualcuno o qualcosa. Vogliamo solo chiedere di verificare se la pulizia delle strade sia o meno un servizio che si può tagliare  anche a discapito della sicurezza stradale. Così ci regoleremo anche noi operatori di PL.

C’è ben poco da ridere

Anche oggi in uscita sulle pagine di un giornale è comparso il consueto attacco ai dipendenti capitolini che evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, l’ignoranza di alcuni.

Proviamo a spiegare di cosa si tratta ben consci che, a volte, si perde acqua tempo e sapone.

In Italia, il vigente quadro normativo, costituito dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i., obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire il rischio stress lavoro-correlato al pari di tutti gli altri rischi, in recepimento dei contenuti dell’Accordo europeo sullo stress lavoro correlato del 2004.

Già qui qualcuno dovrebbe chiedersi cosa ha fatto il Comune di Roma in questi 13 anni, ma mica chiediamo così tanto.

L’argomento è tanto delicato che la stessa INAIL, che si occupa degli infortuni e delle malattie sui luoghi di lavoro, pubblici e privati, ha dedicato un apposito spazio sul proprio sito internet dedicato proprio allo stress- lavoro correlato.

Già qui qualcuno avrebbe potuto usare un motore di ricerca internet, ad esempio google ma non vorremmo fare pubblicità, che inserendo nell’apposito spazio cosa si ricerca dovrebbe in pochissimi secondi, a seconda della propria velocità di connessione, tirare fuori alcune risposte. Ma mica chiediamo così tanto.

Leggere questo articolo fa pensare che chi critica questo provvedimento sia in realtà a favore di queste conseguenze, oggettivamente dimostrate, di chi è colpito da questa patologia:

A livello individuale

  • Atteggiamenti negativi verso i clienti/utenti
  • Atteggiamenti negativi verso se stessi
  • Atteggiamenti negativi verso il lavoro
  • Atteggiamenti negativi verso la vita
  • Calo della soddisfazione lavorativa
  • Calo dell’impegno verso l’organizzazione
  • Riduzione della qualità della vita personale
  • Peggioramento dello stato di salute
  • Portanza ad assumere alcolici o droghe.

A livello organizzativo

  • Aumento dell’assenteismo
  • Aumento del turnover
  • Calo della performance
  • Calo della qualità del servizio
  • Calo della soddisfazione lavorativa.

Ripetiamo. Quello che si vuole combattere è questo qui sopra e chi è critico o contrario è  invece evidentemente a suo favore . Non c’è via di mezzo se non dovuta alla ignoranza sull’argomento.

Pensate che esageriamo?

Leggete qui 

E poi qui

Evitare drammi e poi evitare i risarcimenti riteniamo sia scelta oculata e responsabile da parte dell’amministrazione comunale.

Oppure si pensa che, ad esempio, comunicare tutti i giorni a familiari che i propri cari non ci sono improvvisamente più a causa di un incidente stradale, non possa creare turbative nella psiche degli operatori?

Lo stress è il cestino della vita moderna – tutti noi generiamo scorie, ma se non le smaltiamo correttamente, si accumulano e superano la vostra vita.

Noi non abbiamo paura a dire che se uno psicologo ci segue nel nostro lavoro, ogni giorno, non possa che essere solo che utile e vantaggioso.

Consigliamo all’autore dell’articolo, se non ne lo ha a disposizione, di rivolgersi al suo datore di lavoro e pretendere altrettanto: assistenza di uno psicologo per evitare lo stress-lavoro correlato.

E’ pericoloso.

Non lo sottovalutare.