Cerchiamo un commercialista

Sei un ragioniere o commercialista oppure un collega esperto della materia e disponibile a sacrificare un po’ del suo tempo per darci una mano a gestire il 5×1000 che vogliamo utilizzare per aiutare le famiglie dei colleghi in difficoltà?

Hai un parente o un amico che cerca un incarico?

Vuoi aprire un CAF?

Contatta per info lazio@sulpl.it e fornisci i tuoi recapiti per ricontattarti.

4
commercialista

Il Sulpl cresce, cresci insieme a noi!

Annunci

Luci fisse? Non si può!

Il 22 marzo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel rispondere ad un quesito, indicava con fermezza che l’utilizzo dei “lampeggianti” in posizione accesa e fissa, li definisce da “crociera” non è previsto dal codice della strada.

Quindi ne vieta l’utilizzo rimandando alle sanzioni a successivo quesito al Ministero degli Interni.

Qui trovate il testo della risposta del ministero che abbiamo reperito in rete.

Questa nota va contro a tutte quelle richieste che pervengono dai vari comandanti per “aumentare la visibilità” del personale in strada.

Non sono previste, quindi sono nulle.

Complimenti per la trasmissione!

 

11

Caro Conti e caro Salvatori,

abbiamo potuto ed avuto modo di leggere stamattina le vostre fatiche epistolari.

Abbiamo capito da queste lettere come, a Roma, il bisogno di legalità sia “opinabile”.

La risposta che Paolo Conti dà è geniale: “i problemi sò artri“.

Avrebbe potuto dire al Salvatori che, probabilmente, quelle riprese che faceva in strada nessuno le aveva autorizzate, che l’auto d’epoca americana ed un garage al gianicolo non è cosa per tutti gli automobilisti romani, che se ha superato le 2000€ (comprensiva di Equitalia) è forse perchè non ha pagato entro i termini quanto doveva o perchè ha perso il ricorso, che mancava qualche luogo comune alle scuse presentate (tipo il vigile al bar o che si stava meglio quando si stava peggio),  che centinaia di appassionati fanno apparire esiguo il numero di 3(tre) operatrici impegnate, che uno che rispetta le leggi consente di intervenire sui 999 che non le rispettano, che la vergognosa vicenda delle mazzette alle enoteche non ha visto ancora nessuna condanna.

Invece no.

La risposta geniale è quella di aggiungere un’altra possibile scusa: gli abusivi a 300 metri!

Con questa risposta, gli ha fatto capire in poche righe, che a Roma il motto è sempre quello: “multate tutti, ma non a me!“.

Il trionfo del : “a capo sò 5 minuti” oppure del “annate a pijà quelli che rubbano“.

Questa è una città in cui la pagliuzza altrui è gigantesca rispetto alla trave conficcata nel proprio occhio.

E’ la città in cui io posso fare ciò mi pare perchè lo fanno pure gli altri e non che io mi comporto secondo le regole perchè è civile farlo.

Questo Paolo Conti non lo ha detto.

“E tutti sappiamo perchè.”

In buca d’angolo

Vi raccontiamo una storia “realmente inventata“, come ci piace fare di solito.

E’ la storia di un foro romano. Non quello famoso e turisticamente appetibile,ma quello che si è aperto sull’asfalto.

In versione femminile lo chiamiamo buca.

Questa buca è stata magicamente trovata da una pattuglia della Polizia Locale di Roma. Era riversa sull’asfalto. Sola. Abbandonata alle intemperie. Tutti cercavano di evitarla e chi, sfortunatamente ci si imbatteva, la malediceva lanciandole insulti.

Venne subito accolta dal personale della Polizia Locale che immediatamente interruppe ogni tipo di altra attività per dedicarsi completamente a lei.

Furono chiamati numerosi enti che potevano assisterla e tutti, in egual modo, erano tanto generosi da lasciare ad altri l’orgoglio di essere intervenuti in suo aiuto e soccorso.

No,mandaci quell’altro che è meglio” è stata la risposta che i nostri centralini ricevevano  ed ogni ora che passava rendeva sempre più chiaro che dalla sera si sarebbe presto passati alla mattina.

Al risveglio dei romani tutti interruppero le loro attività previste. Chi voleva andare ad accompagnare i figli a scuola o chi voleva raggiungere il proprio posto di lavoro cambiò programma.

Tutti si incolonnarono in una lunga fila per andare a vedere questa povera buca abbandonata.

ISTAT:SOFFOCATI DA TRAFFICO,1 SU 3 NON BEVE ACQUA RUBINETTO

 

Una fila che arrivava fino all’autostrada…

Tutti coloro che passavano vicino lanciavano grida di solidarietà e di giubilo per i colleghi impegnati:

“Tenete duro”; “Siete dei bronzi” ; “che lavoracci i vostri” ecc ecc

Il tutto, spesso, unito a preghiere verso i vari santi che venivano lanciati come se piovesse e pioveva pure!

Il foro nell’asfalto lo trovate ancora li, pure i colleghi. Messi in angolo da una buca.

W la capitale che tra tangenti e tangenziali è tutta bloccata.

 

Rimborsi sciopero maratona

Dopo il blocco dovuto al pagamento della sanzione inflitta dalla Commissione di Garanzia, riprendiamo a restituire la trattenuta sullo sciopero che proclamammo.

Se non lo avete ancora fatto, inviateci tramite email le vostre coordinate all’indirizzo di posta elettronica roma@sulpl.it

Non dimentichiamo le promesse che vi abbiamo fatto.

Assenteisti a Roma!

Eccola sparata a tutta pagina la notizia!

8

Il giornale che l’ha pubblicata oggi lo omettiamo. Stavolta non vogliamo fargli pubblicità.

Andiamo ad analizzare l’articolo.

8

Nel titolo della pagina dedicata si rimarcano i dati di assenza: 22,9%.

Tutto l’articolo è un susseguirsi di dati statistici relativi alle percentuali dei diversi dipartimenti, uffici e municipi. Chi più chi meno. Si assegnano medaglie di diverso valore, dall’oro al legno, a seconda del riferimento di cui tiene conto il giornalista.

Alla fine, ripetiamo alla fine, compare la Polizia Locale.

Nel trafiletto conclusivo sono indicati i motivi delle assenze:

8

Eh già!. Quelle cose chiamate ferie sono da definire “oltre”. Che schifo. Questo diritto del lavoratore così anacronistico. Poi “spiccano” le assenze per malattia che sono il 5%! Cioè 1250 dipendenti ogni giorno sono malati. (Chissà quanti tra questi sono afflitti da tumori o malattie degenerative. Questo potrebbe interessare come spunto al giornalista?).

391 Dipendenti ogni giorno invece sono quelli che assistono se stessi o un parente invalido. Lo 0,39%.

Ci permettiamo di segnalare la mancanza di un dato. Oggi, che è giovedi, risultano assenti nella Polizia Locale coloro i quali hanno lavorato lo scorso sabato e domani riposeranno coloro che hanno lavorato domenica.

Eh già.

Ecco cosa davvero alza la statistica delle assenze?

La statistica è proprio come il pollo di trilussa….

P.S. l’accademia della crusca è risentita del fatto che assenteista è il termine utilizzato per chi timbra e se ne va dal lavoro, diviene un fantasma. Non chi è assente, fino a prova contraria, per giustificati motivi

Bertolaso facce ride…

I vigili devono essere i marines del comune di Roma” 

Lo ha detto Guido Bertolaso, candidato del centrodestra a sindaco di Roma, intervistato da Paolo Liguori, al convegno Ppe organizzato da Antonio Tajani all’Ergife.

Noi abbiamo sbagliato, ma abbiamo pensato subito a questo:

Non finisce qui:

In questo momento ce ne stanno 4500 negli uffici, 1500-2000 per strada, non è possibile, tutti e 6000 devono stare per strada, neanche uno deve stare in ufficio“.

Caro Bertolaso, oggi, se qualcuno non glielo ha detto, è sabato ed i vigili, benissimo che vada saranno in 2000/2500 in servizio. Divisi nelle 24 ore e quindi per 4 turni.

Altro che 4500 in ufficio!

Già solo la somma dei numeri che dà attesta il corpo a 6000/6500, cifra irreale come testimoniano le dichiarazioni rese dal Prefetto Tronca in Commissione Antimafia.

Se deve dare i numeri li dia giusti.

Queste dichiarazioni dimostrano quanto conosce bene la realtà che vuole andare ad amministrare, dove l’età media degli operatori è di oltre 53 anni.

Le dobbiamo ricordare che il governo di cui lei era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio aveva promesso una riforma della Polizia Locale per trasformarla da impiegati a polizia di prossimità?

Dobbiamo ricordarle che fine ha fatto la promessa del suo governo?

Altro che marines…

Proviamo con questo?

Magari riesce meglio

Case occupate: la soluzione

5

Le cronache degli ultimi giorni parlano del problema affittopoli nel comune di Roma.

Un problema fisso e ricorrente che ciclicamente si affaccia alla ribalta delle luci della cronaca.

Non possiamo dire che il comune non sia a conoscenza dei problemi nella gestione del suo immenso, e forse neanche tutto conosciuto, patrimonio immobiliare.

6

Era il 3 novembre 2005 (10 anni fa…) quando denunciammo pubblicamente che il comune ignorava le segnalazioni sulle irregolarità riscontrate dalla allora chiamata Polizia Municipale (ora Polizia Locale).

Conosciamo bene queste problematiche perchè la Polizia Locale viene chiamata ad intervenire per decine di chiamate che vanno dalla lampadina rotta nell’androne delle scale condominiali, ai danni delle tubazioni all’interno degli appartamenti. Oltre alle occupazioni illegali. Siamo sempre sul campo insomma.

Il comune è quindi storicamente incapace di mantenere e curare il proprio patrimonio immobiliare che dovrebbe servire per essere d’aiuto a chi la casa ha difficoltà ad averla.

I canoni di locazione diventano una barzelletta per coloro i quali vivono nella consapevolezza di essere “amici di qualcuno” o semplicemente professionisti dell’inadempienza.

Allora la soluzione è una sola: trasformare gli inquilini in proprietari!

Il canone di locazione, piccolo o grande che sia non ci interessa, diventi la rata del mutuo che contraggono con il comune per l’acquisto dell’immobile.

Solo al termine del pagamento la casa diventa di proprietà effettiva.

Se oggi abbiamo picchi di menefreghismo degli inquilini nella conservazione di un bene che non considerano proprio perchè pubblico (da veri e propri parassiti) con elevatissime spese di manutenzione spettanti al comune, domani, diventando proprietari del bene, avrebbero tutto l’interesse a conservarselo.

Finirebbe tutta insieme l’epoca di costosi macchinoni parcheggiati nei giardini condominiali delle case comunali.

Finirebbe l’epoca dei passaggi di “proprietà” tra familiari degli appartamenti che per decenni occupano lo stesso immobile.

I soldi risparmiati dalle costose manutenzioni andrebbero a coprire se non a superare tutti i tagli ai servizi sociali che sono stati effettuati nel corso di questi anni.

Finalmente decine di Poliziotti Locali sarebbero liberati da incombenze inconcludenti e potrebbero essere impiegati in altri incarichi di sicurezza urbana in città.

Retribuiamo il lavoro e non il tempo.

4

Un ragionamento sulla retribuzione, bassa per molte categorie di lavoratori, prima o poi toccherà farlo.

Specie nel pubblico impiego.

Oggi si viene retribuiti, non tanto per il lavoro che si svolge, ma per il tempo passato all’interno di una struttura.

L’unico riferimento al lavoro del dipendente pubblico è il “timbrare il cartellino”.

Bene che vada, questa procedura, comporta la perdita di ben 4 secondi nella giornata lavorativa, comprensivi dell’estrazione dello stesso badge dalla custodia nella quale viene riposto.

Quale è realmente il risultato prodotto dal lavoratore?

Esistono degli indicatori precisi all’interno delle pubbliche amministrazioni che si dotano di un piano triennale di performance. A questo link  potete trovare il piano 2014-2016 del Comune di Roma.

Una serie di numeri e numeretti che indirizzano sostanzialmente l’attività lavorativa dell’ente condizionandone spesso l’autonomia operativa. Ciò è particolarmente stringente ad esempio per la Polizia Locale con ovvie limitazioni nell’utilizzo e nell’impiego.

Se la somma di tutti questi numeretti alla fine più o meno torna, il Comune potrà definirsi soddisfatto. Ma siamo in pratica alla fuffa algebrica.

Il lavoratore pubblico, tornando al ragionamento iniziale, eroga un servizio difficilmente quantificabile e per questo monetizzabile.

Per questo viene retribuito il tempo della sua messa a disposizione.

Diversamente sarebbe retribuito “a cottimo” a seconda di quanto materialmente produce.

Tra queste pieghe si nasconde il fancazzismo e la meritocrazia. Perchè i risultati che le amministrazioni comunque raggiungono sono dovuti ad entrambi. Ed entrambi però non vengono degnamente presi in considerazione dalla stessa. Il primo non viene scoraggiato il secondo non viene premiato.

La sfida che si deve porre l’amministrazione 2.1 ( non 2.0 perchè è già stata superata) è quella di cominciare a pensare a come retribuire il lavoratore pubblico per il lavoro che svolge e non per il tempo che passa in ufficio.

Questa anche la sfida che lanceremo all’amministrazione in sede di rinnovo del contratto decentrato. Progetti legati alla qualità ed alla quantità del servizio e non solo legati alla semplice presenza, spesso eterea ed effimera. In particolare per la Polizia Locale.

L’era del Badge appartiene al millennio scorso.