Chi comanda davvero i vigili urbani?

Una risposta che a noi sembrava facile e pronta. Immediatamente abbiamo pensato che il riferimento legislativo non poteva che essere inserito tra le pieghe della legge Quadro della Polizia Municipale (n° 65/1986) dove in particolare all’articolo 9 possiamo leggere:

Il comandante del Corpo di polizia municipale e’ responsabile verso il sindaco dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo.

Quindi, risalendo un poco la piramide di comando , possiamo arrivare a dire che poi alla fine è il sindaco che, come previsto dall’articolo 2 della stessa legge, “impartisce le direttive, vigila sull’espletamento del servizio”.

La risposta alla domanda pertanto poteva essere: il comandante che esegue le direttive del sindaco.

Invece non è proprio così. Pur prendendosi i sindaci ed i comandanti tutti gli scazzi della cittadinanza la risposta sembra non essere proprio questa.

Proviamo a spiegare perchè.

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo quando, anche noi stessi, non avevamo ben capito il piattino che ci stavano cominciando a servire. O meglio. Ne avevamo per primi cominciato a sentire la puzza, ma la pietanza non era ancora stata servita.

Era il 07/08/2013 e ci trovavamo di fronte per la prima volta in un incontro ufficiale l’ex Sindaco Ignazio Marino. Sentite con attenzione cosa gli dicevamo dal minuto 04.12 al minuto 05.30

Quale fu la risposta da parte dell’amministrazione comunale? Prima questa nomina  e poi, a stretto giro di posta, quest’altra.

Provenienza proprio Questura di Roma.

A Roma, dopo i fatti di Mafia Capitale, hanno fatto girare il detto che bisognava seguire il modello Milano,ma in questo caso si è fatto proprio il contrario.

Milano copiò Roma.

Anche a Milano è cambiato il comandante ed indovinate da dove proviene? Eh già. Sempre dai ranghi della Polizia di Stato.

Qualcuno potrebbe obiettare che adesso a Roma non è più come prima. La risposta è parzialmente vera. Vi invitiamo ad andare a leggere il curricum dell’attuale Comandante del Corpo Diego Porta.

Che coincidenza…

Cosa succede invece in un’altra grande città del sud Italia come Taranto? Succede che un sindacato della Polizia di Stato scriva e si rechi a colloquio con il sindaco e si metta a parlare con lui di risorse economiche da destinare a nuove assunzioni nella Polizia Locale e alla organizzazione dei turni della stessa per coprire le intere 24 ore! Si può leggere tutto qui.

Infine torniamo di nuovo a Roma. Sempre in questi giorni la Questura di Roma sembra abbia inviato al gabinetto del sindaco, al delegato del sindaco alla sicurezza ed al comando del corpo , il richiamo ufficiale affinche la stessa Polizia Locale si attenga secondo le ordinanze di servizio della stessa questura indicando orari e località dove collocarsi.

Chi è quindi che ha bisogno della Polizia Locale e chi sono veramente i suoi comandanti?

Secondo noi è in atto uno scientifico e programmato “commissariamento” delle Polizie Locali che possono essere usate come manodopera a costo zero da parte del Ministero dell’Interno, attraverso le questure, senza riconoscerle in alcun modo questo ruolo nella sicurezza delle città. A partire dal nostro status contrattuale più simile a quello degli impiegati che a chi è impegnato a prevenire atti di terrorismo.

Ad alcuni gli onori ad altri gli oneri.

La risposta iniziale quindi non ci pare più così ovvia.

Abbiamo quindi deciso di rivolgerci direttamente a quello che pare essere diventato, obtorto collo, il nostro nuovo comandante del corpo in capo mutuando quanto fatto dal sindacato di polizia.

Abbiamo richiesto pertanto al Questore di Roma un incontro per parlare delle problematiche derivanti dalle sue disposizioni di servizio informando di questo anche il Prefetto di Roma.

Non possiamo consentire che la Polizia Locale sia considerata in questo modo.

Toc Toc

Comando e Sindaco se ci siete battete un colpo. Di dignità ed autonomia.

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Virginia Raggi fa gli auguri di Ferragosto

Oggi la sindaca di Roma Virginia Raggi si è recata in visita ufficiale nella sala operativa del Comando del Corpo “LUPA” ed ha salutato le pattuglie in servizio in quel momento

Tra le risposte ricevute dopo la comunicazione ne abbiamo evidenziata una.

Ha ricordato a Raggi una mancanza dell’amministrazione.

La ripetiamo insieme tutti quanti in coro fino allo sfinimento. Di chi ascolta.

Siamo in attesa del pagamento della quota B bloccato da Tronca un paio di secondi prima di uscire di scena.

Fa parte della parte di produttività già maturata nel 2015 e facente parte di quello spettacolare e sedicente ultramiracoloso contratto partorito ed approvato in modo unilaterale dal trio Marino-Nieri-Caprioli che invece tanti problemi ha creato.

Ma loro erano quelli bravi… a prova di Mef…

Ora tocca a Virginia Raggi darsi da fare.

Hai voluto la biciletta di Marino?

Lo scandalo degli stipendi dei dipendenti del Comune di Roma!

Nei giorni scorsi in regione Lazio è stato sottoscritto l’accordo per il contratto decentrato dei dipendenti della stessa regione.

La Regione Lazio ha stanziato per i suoi dipendenti un fondo di 32.000.000€

La stessa regione ha circa 3000 dipendenti quindi, con una semplice divisione ci accorgiamo che, in linea puramente teorica, ogni dipendente avrebbe a disposizione in media circa 10.666€.

Attenzione però! In questa cifra vi è inserita anche la parte fissa dello stipendio (pagamento dei turni e delle indennità) non soltanto quella cosiddetta accessoria e legata alla valutazione della produttività. Sono soldi che spettano in base ai contratti nazionali e validati dallo stesso MEF.

Visto che a noi spesso piace dare i numeri e confrontarli, siamo andati a vedere come e quanti invece ne ricevono i dipendenti del Comune di Roma che, ricordiamo, hanno lo stesso tipo di contratto nazionale a cui fare riferimento.

Roma, attraverso i suoi sindaci e/o commissari straordinari ha fissato in 157.000.000€ la cifra a disposizione di tutti i dipendenti.

Parrebbe una cifra monstre. Parrebbe.

Dividiamo la cifra per il numero dei dipendenti che risultano in servizio al 31/12/2015 quindi 23000 (deliberazione n° 73/2016) .

Il risultato è impietoso: 6826€

Ogni dipendente capitolino ha mediamente a propria disposizione circa 4000€ all’anno in meno. Ecco come Roma tratta i suoi dipendenti!

Ma non eravamo stati additati come quelli che rubavano lo stipendio? Chi sta togliendo qualcosa a chi?

vergogna
vergogna

Questo dato è scandalosamente basso in ragione del fatto che con questi soldi, ad esempio, il Comune paga i turni notturni e festivi della Polizia Locale che la Regione invece non ha.Quindi, di fatto, toglie dopo aver già tolto.

Da qui nasce la nostra proposta di base contrattuale che stiamo ripetendo da più di due anni non ascoltati dalle varie gestioni amministrative del comune di Roma: turni notturni e festivi della Polizia Locale finanziati coi proventi delle contravvenzioni.

Altrimenti chiudiamo e risparmiamo soldi. Così il comune è ancora più contento.

Tanto la notte rileviamo qualche incidente e vigiliamo sui sonni sereni degli abitanti dei campi nomadi… Tutte cose che possono fare benissimo anche altri. Come succede in tutta la Regione Lazio.

Famo a capisse…

Ciclicamente esce su un quotidiano la solita litania sulle bellezze della preintesa. Anche oggi il ciclo è arrivato a compimento e puntuale è arrivato il ricordo funebre.

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Con questo “coccodrillo” viene evidenziato questo: l’atto unilaterale, spacciato da Nieri e Marino non era così meraviglioso così come volevano presentarlo alla stessa stampa che oggi ne canta il de profundis.

Di più.

La stessa stampa scrive che una sua immediata modifica avrebbe posto in salvo il “tesoretto”.

Inconsapevolmente rafforza ancora una volta la scelta fatta dai dipendenti di rifiutare un prelievo forzoso sulle risorse a loro disposizione invece di procedere recuperando altrove i danari.

Eh si perchè bisognerebbe andarsi a leggere le norme che qui, comodamente, riportiamo:

Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 2 maggio 2014, n. 68 

Art. 4 
 
Misure conseguenti al mancato rispetto di  vincoli  finanziari  posti
alla contrattazione integrativa e all'utilizzo dei relativi fondi. 
 
  1. Le regioni e gli enti locali che non hanno rispettato i  vincoli
finanziari posti  alla  contrattazione  collettiva  integrativa  sono
obbligati  a  recuperare  integralmente,  a  valere   sulle   risorse
finanziarie  a  questa  destinate,   rispettivamente   al   personale
dirigenziale e  non  dirigenziale,  le  somme  indebitamente  erogate
mediante il graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e
per un numero massimo di annualita' corrispondente a quelle in cui si
e' verificato il superamento di tali vincoli. Nei predetti  casi,  le
regioni devono  obbligatoriamente  adottare  misure  di  contenimento
della spesa per  il  personale,  ulteriori  rispetto  a  quelle  gia'
previste dalla vigente normativa, mediante l'attuazione di  piani  di
riorganizzazione   finalizzati   alla   razionalizzazione   e    allo
snellimento   delle   strutture   burocratico-amministrative,   anche
attraverso accorpamenti di uffici con la contestuale riduzione  delle
dotazioni  organiche  del  personale  dirigenziale  in   misura   non
inferiore al 20 per cento e della spesa complessiva del personale non
dirigenziale nella misura non inferiore al 10  per  cento.  Gli  enti
locali  adottano  le  misure   di   razionalizzazione   organizzativa
garantendo in ogni caso la riduzione delle dotazioni organiche  entro
i parametri definiti dal decreto di cui all'articolo  263,  comma  2,
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Al fine di conseguire
l'effettivo  contenimento  della  spesa,  alle  unita'  di  personale
eventualmente risultanti in soprannumero all'esito dei predetti piani
obbligatori di riorganizzazione si applicano le disposizioni previste
dall'articolo 2, commi 11 e 12, del decreto-legge 6 luglio  2012,  n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
nei  limiti  temporali  della  vigenza  della  predetta   norma.   Le
cessazioni dal servizio conseguenti alle misure di cui al  precedente
periodo  non  possono  essere  calcolate  come  risparmio  utile  per
definire l'ammontare delle disponibilita'  finanziarie  da  destinare
alle assunzioni o il numero delle unita'  sostituibili  in  relazione
alle limitazioni  del  turn  over.  Le  Regioni  e  gli  enti  locali
trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della funzione pubblica, al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della Ragioneria generale dello  Stato  e  al  Ministero
dell'interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali, ai
fini del relativo monitoraggio, una  relazione  illustrativa  ed  una
relazione  tecnico-finanziaria  che,  con  riferimento   al   mancato
rispetto dei vincoli finanziari, dia conto  dell'adozione  dei  piani
obbligatori di riorganizzazione e delle  specifiche  misure  previste
dai medesimi per il contenimento della spesa per il personale. 
  2. Le regioni e gli enti locali che hanno rispettato  il  patto  di
stabilita' interno possono compensare le somme da recuperare  di  cui
al primo  periodo  del  comma  1,  anche  attraverso  l'utilizzo  dei
risparmi effettivamente derivanti dalle misure  di  razionalizzazione
organizzativa di cui al secondo e terzo periodo del comma  1  nonche'
di quelli derivanti dall'attuazione dell'articolo 16, commi  4  e  5,
del  decreto-legge  6   luglio   2011,   n.   98,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 
  3. Fermo restando quanto previsto dai commi 1 e 2, non si applicano
le disposizioni di  cui  al  quinto  periodo  del  comma  3-quinquies
dell'articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165  agli
atti di utilizzo dei fondi per la contrattazione decentrata  adottati
anteriormente ai termini di adeguamento previsti dall'articolo 65 del
decreto  legislativo  27  ottobre  2009,  n.  150,  che  non  abbiano
comportato  ne'  il  superamento  dei  vincoli  finanziari   per   la
costituzione dei medesimi  fondi  ne'  il  riconoscimento  giudiziale
della responsabilita' erariale, adottati dalle regioni e  dagli  enti
locali che hanno  rispettato  il  patto  di  stabilita'  interno,  la
vigente disciplina in materia di spese  ed  assunzione  di  personale
nonche' le disposizioni di cui all'articolo 9  del  decreto-legge  31
maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30
luglio 2010, n. 122.

Quindi, se ancora non si è ben capito, i soldi li devono trovare altrove e non prendendoli, col consenso dei sindacati, dalle tasche dei dipendenti.

In ultimo, poniamo una semplice domanda a cui ancora nessuno ha osato dare una risposta: chi ha certificato il non rispetto dei vincoli della contrattazione?

Al momento solo gli ispettori del MEF? Aspettiamo allora un qualsiasi atto formale che sia contestabile in tribunale dai lavoratori (dove le legnate sui denti negli ultimi tempi non si sono risparmiate per il comune), perchè, al momento, “ve la sete sonata e cantata da soli”!

Anche lo stesso Comune chiede oggi di rifare i conti, prima o poi si accorgerà che sono tutti sballati?

Suggeriamo una inchiesta giornalistica su quante osservazioni di questi preziosi osservatori e dirette ai dirigenti capitolini siano state realmente osservate. Restiamo ad osservare se accadrà…

Con osservanza.

Cadeeeeee

Oggi pomeriggio verso le 16 in Via Appia nuova all’altezza del civico 1246 in direzione del GRA è stata chiusa dalla Polizia Locale dei Gruppi Tintoretto e Tuscolano per permettere l’intervento di messa in sicurezza di un albero pericolante da parte dei Vigili del Fuoco.

Il video delle operazioni :

Al termine entrambi i corpi dei vigili, quelli del fuoco e quelli urbani, come se fossero le storiche “cohortes urbanae”  create da Augusto per proteggere l’antica Roma, si sono dedicati alla pulizia della strada per renderla sicura al transito dei veicoli.

La strada rende vicini e collaboratori nel campo della sicurezza quello che invece le leggi ancora non prevedono. Abbiamo un contratto da impiegati che, nel Lazio, al momento non ci vede neanche inseriti nel numero unico europeo di soccorso 112.

A quando una riforma del nostro contratto cari politici?

Tornerete solo ad affacciarvi per le campagne elettorali?

Madia ha firmato!

Si è arrivati alla fine di un lungo percorso?

Il Ministro della Pubblica Amministrazione ha dato il via libera, con questo atto di indirizzo all’Aran, alla suddivisione in 4 nuovi comparti di tutti i dipendenti che dovrebbero essere i seguenti:

  • Sanità – Regioni e Autonomie locali;
  • Funzioni centrali-Stato,
  • Enti pubblici non economici – Agenzie fiscali;
  • Scuola, Università, Ricerca e Afam

Il Ministro ha dato mandato di chiudere la trattativa con le Organizzazioni Sindacali quindi, a breve si dovrebbe superare quel blocco dei contratti che dura dal 2010 risolvendo, si spera, anche tutte le problematiche dei contratti decentrati.

In assenza di una riforma per la Polizia Locale resta solo la “salvaguardia dei settori che sono caratterizzati da una spiccata specificità sotto i profili funzionale e professionale e che presentano una significativa rilevanza in termini numerici di addetti e di amministrazioni

Siamo circa 55.000 in oltre 8000 comuni.

Speriamo che basti in trattativa riuscire ad ottenere qualche briciola.

Altro che manifestare per rinnovare questo contratto.

Bisogna lottare ancora per una vera e completa riforma!

Manifestazione triplice: ecco le nostre indicazioni

Manifestate per la Polizia Locale per la prima volta?

Vi abbiamo preceduto per molte volte ecco perchè ci sentiamo di fornirvi le seguenti indicazioni

5

per raggiungere il luogo della manifestazione.

Il 23 Febbraio in piazza tutti insieme per chiedere un contratto di tipo pubblico ai sensi dell’articolo 3 del D.Lgs 165/2001.

Non possiamo avere più questo contratto di tipo privatistico.

Tutti insieme a chiedere questo!

Forza!

Non deludiamo la categoria.

Ce lo chiede l’Europa?

Guardate qui:

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Fate bene attenzione. Siamo in Spagna.

Guardate il numero che compare sul parafango posteriore sinistro dell’auto: 112.

Ora chiamate il 112 , numero di sicurezza unico, e chiedete se c’è la Polizia Locale.

Vi rispondiamo noi: NO!

Ci sono tutti tranne la Polizia Locale.

Siamo andati a ricordarglielo in Europa che abbiamo ancora un contratto di natura privato:

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Retribuiamo il lavoro e non il tempo.

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Un ragionamento sulla retribuzione, bassa per molte categorie di lavoratori, prima o poi toccherà farlo.

Specie nel pubblico impiego.

Oggi si viene retribuiti, non tanto per il lavoro che si svolge, ma per il tempo passato all’interno di una struttura.

L’unico riferimento al lavoro del dipendente pubblico è il “timbrare il cartellino”.

Bene che vada, questa procedura, comporta la perdita di ben 4 secondi nella giornata lavorativa, comprensivi dell’estrazione dello stesso badge dalla custodia nella quale viene riposto.

Quale è realmente il risultato prodotto dal lavoratore?

Esistono degli indicatori precisi all’interno delle pubbliche amministrazioni che si dotano di un piano triennale di performance. A questo link  potete trovare il piano 2014-2016 del Comune di Roma.

Una serie di numeri e numeretti che indirizzano sostanzialmente l’attività lavorativa dell’ente condizionandone spesso l’autonomia operativa. Ciò è particolarmente stringente ad esempio per la Polizia Locale con ovvie limitazioni nell’utilizzo e nell’impiego.

Se la somma di tutti questi numeretti alla fine più o meno torna, il Comune potrà definirsi soddisfatto. Ma siamo in pratica alla fuffa algebrica.

Il lavoratore pubblico, tornando al ragionamento iniziale, eroga un servizio difficilmente quantificabile e per questo monetizzabile.

Per questo viene retribuito il tempo della sua messa a disposizione.

Diversamente sarebbe retribuito “a cottimo” a seconda di quanto materialmente produce.

Tra queste pieghe si nasconde il fancazzismo e la meritocrazia. Perchè i risultati che le amministrazioni comunque raggiungono sono dovuti ad entrambi. Ed entrambi però non vengono degnamente presi in considerazione dalla stessa. Il primo non viene scoraggiato il secondo non viene premiato.

La sfida che si deve porre l’amministrazione 2.1 ( non 2.0 perchè è già stata superata) è quella di cominciare a pensare a come retribuire il lavoratore pubblico per il lavoro che svolge e non per il tempo che passa in ufficio.

Questa anche la sfida che lanceremo all’amministrazione in sede di rinnovo del contratto decentrato. Progetti legati alla qualità ed alla quantità del servizio e non solo legati alla semplice presenza, spesso eterea ed effimera. In particolare per la Polizia Locale.

L’era del Badge appartiene al millennio scorso.