Senegalesi? Di Maggio non si tocca!

Ci schieriamo senza se e senza ma.

Non è una guerra di posizioni nè razzista ma qualcuno forse ha tutto l’interesse a farla scoppiare con interessi politici e forse anche economici.

Per anni ed anni la Polizia Locale di Roma è stata impiegata, praticamente da sola, in una lotta impari contro gli ambulanti abusivi che assediano Roma.

Per anni il campo operativo è stato sempre il solito: intervenire sull’ultimo anello della catena: il venditore su strada.

Sequestri su sequestri. Tonnellate di merce sequestrate ma il fenomeno non è mai stato sradicato. Anzi. Proliferava.

Ad un certo punto si cambia obiettivo.

Ai primi di dicembre 2016 la Sindaca Raggi, tra le priorità della sua amministrazione, indica che bisogna risalire la filiera del commercio abusivo andando a “stanare” i grossisti.

Chi si sta occupando anche di questo aspetto? Il Vice Comandante Antonio Di Maggio?

Ecco quindi che al primo pretesto scatta la protesta.

Organizzata probabilmente.

In cui compare anche un messaggio chiaro : “Di Maggio si muore”.

Obiettivo chiaro e lampante: colpire Di Maggio.

Perchè? Secondo noi per questo motivo:

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Interessi economici di qualcosa che non dovrebbe essere troppo distante da una specie di Mafia che fattura quasi quanto il bilancio intero del Comune di Roma.

Allora noi che siamo soliti pensare male, anche stavolta non ci esimiamo dal farlo.

Il Vice Comandante Antonio Di Maggio ha pestato qualche piede sbagliato?

Noi diciamo con forza: peggio per quel corpo attaccato a quel piede!

Noi stiamo con Di Maggio !

#iostocondimaggio

Per il ripristino della legalità.

Ieri sera è arrivato anche un messaggio del Comandante Generale Diego Porta:

E’ inaudito prendere spunto da una tragedia dove ha perso la vita una persona – un dramma le cui cause sono ancora da accertare – per portare avanti proteste contro un dirigente della Polizia Locale che si è sempre contraddistinto per la sua professionalità.
Massima solidarietà mie e del Campidoglio al Dott. Di Maggio, valido professionista, e agli agenti tutti che giornalmente operano a garanzia della legalità. Qualsiasi tentativo di sfruttare l’onda emozionale dei fatti avvenuti per tentare di indebolire il nostro lavoro non troverà credito. Auspichiamo da parte di tutti gli organi di stampa una obiettiva e corretta informazione sui fatti avvenuti

Sapete in questi giorni quale voce è mancata?

Quella del rappresentante del Campidoglio delegato alla Sicurezza: Marco Cardilli.

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Che ce lo abbiamo a fare? Che lo paghiamo a fare?

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CAPODANNO: IL TRIBUNALE DA’ RAGIONE AI SINDACATI

Il Tribunale del Lavoro di Roma ieri ha sentenziato (n° 3977 / 2017) che il DiCCAP, multato dalla Commissione di Garanzia per i fatti di Capodanno 2015, lo è stato “senza i riscontri specifici” e “con grave carenza dimostrativa” .

Lo abbiamo detto sin dal primo giorno che abbiamo rispettato le regole, si pensi che in quel Capodanno hanno lavorato persino i nostri dirigenti sindacali, nessuno di noi ha mai detto ai lavoratori di starsene a casa ed infatti il servizio si è svolto regolarmente, senza intoppi o incidenti e tutte le piazze e strade sono state presidiate.” ha dichiarato Stefano Giannini, Coordinatore romano del DiCCAP

Poi dopo un cinguettio dell’allora Presidente del Consiglioha aggiunto Gianninia seguito di un controverso comunicato dell’ex-Comandante della Polizia Locale, ne è nato un caso politico, guarda caso in coincidenza con le modifiche all’art. 18 dello Statuto, del primo Job Acts,  che poi il Parlamento ha approvato tre mesi dopo, nel marzo 2015.

Sono stati strumentalizzati dei dati: si prenda la storia dei 700 malati,” ha proseguito Gianninimica è stato detto che, dati del Campidoglio, ogni anno in quel periodo influenzale e di freddo le statistiche danno per assenti sempre circa 700 poliziotti locali al giorno, cosa normale visto che i vigili lavorano in strada alle intemperie. Si è taciuto infine dei restanti 5000 appartenenti al Corpo che erano stati mandati in ferie senza pensare al capodanno e misteriosamente scomparsi dalla conta né mai citati da chi ci ha attaccati.

Abbiamo sempre difeso ed avuto fiducia nel lavoro della  Magistratura,” ha concluso Gianniniconvinti che i processi si debbano fare nelle aule dei Tribunali e non su Twitter o nei salotti della Tv. Purtroppo in questo Paese la stalla si chiude sempre dopo che i buoi sono usciti: la Polizia Locale, già antipatica di suo perché fa le multe, è stata demonizzata e ci vorranno anni affinchè tutte queste tossine messe in circolo siano smaltite.”

E’ un macello!

Che le strade di Roma fossero, come abbiamo più volte denunciato, un vero e proprio “macello” lo sapevamo e lo abbiamo come detto più volte pubblicato su questo blog.

Buche, incidenti, olio, detriti. Di Tutto un po’ l’impiego quotidiano delle pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale.

Quello che si sono trovati però davanti i colleghi del IV Tiburtino stamattina alle 05.45 in via Leofreni supera ogni fantasia.

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Chiamati a rilevare un incidente stradale si sono trovati davanti a quintali di carne caduta sull’asfalto dopo l’incidente che ha visto coinvolto il camion che la trasportava.

Nessun ferito ma come al solito siamo rimasti col cerino in mano in attesa di qualcuno che pulisca la strada.

Abbiamo sempre il solito problema: che sia olio, detriti, terra o altro non sappiamo mai a chi appellarci per pulire la strada. Nessuno, secondo lui, deve farlo.

Questo cerino quindi resta in mano a noi e stavolta neanche è utile per un bel barbecue!

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Roma sporca e Ciampino pulisce!

Siamo all’incredibile!

Vi raccontiamo una storia avvenuta oggi che descrive come a Roma si sia superato ogni limite al paradosso.

Alle ore 15,40 avviene un grave incidente in Via di Ciampino.

Un frontale.

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Si scontrano una Alfa Romeo 147 e una Volkswagen Passat.

Una ferita è stata trasportata al PTV in codice rosso.

Sul posto per i rilievi scientifici e la chiusura di Via di Ciampino tre pattuglie del VII Gruppo Tuscolano della Polizia Locale di Roma. Intervenuta anche la Polizia Locale di Ciampino per la chiusura di Via di Ciampino dall’altro lato della strada.

Al termine dei rilievi succede che la strada si deve riaprire ma è cosparsa di detriti derivati dall’incidente.

La Polizia Locale di Roma contatta l’AMA che informa la nostra centrale operativa che non interverrà, come purtroppo molte volte accade,  a pulire la strada.

Allora cosa succede?

Succede che la ditta privata incaricata di pulire le strade per il comune di Ciampino, sembra proprio che si chiami Sicurezza ed Ambiente, quella cacciata dal Comune di Roma (ma che interviene ancora se è coinvolto un mezzo dell’atac…), provveda alla pulizia della strada in assenza di intervento del comune di Roma!

Chiediamo allora al Comune ed al Comandante Porta come sia possibile accettare una situazione del genere. A Roma siamo davvero costretti ad elemosinare l’intervento da coloro i quali abbiamo in fretta e furia “cacciato dal tempio“?

Roma ha sbagliato prima o ha sbagliato oggi?

Vi avvisiamo che noi la sporcizia per strada non possiamo nasconderla sotto al tappeto stradale: uscirebbe dalle buche!

Cosa ha fatto la Polizia Locale nel 2016?

Abbiamo svolto un lavoro di ricerca insieme ai dirigenti sindacali dei gruppi e siamo riusciti a raccogliere un po’ di dati relativi agli interventi che la Polizia Locale di Roma ha svolto nel corso del 2016.

Il dato è sicuramente sottostimato perchè non tutti gli interventi trovano poi traccia in produzione di atti, di verbali, di relazioni ecc.

I numeri sono riferiti al solo lavoro esterno della Polizia Locale e lascia sfuggire tutto il lavoro interno derivante dalla produzione degli atti derivanti da questo lavoro esterno e tutti quegli atti che provengono da altri enti (notifiche, verifiche anagrafiche, deleghe di indagine dalla procura ecc).

Possono esserci delle discrepanze tra i numeri dovuti al fatto che su uno stesso intervento possono intervenire più di una pattuglia contemporaneamente (appiedata o non).

La Polizia Locale nel 2016 ha effettuato 360085 interventi. Nel 2015 invece 317226. Quindi il 2016 si è chiuso con un incremento percentuale di oltre un 10% pari ad oltre 40.000 interventi in più, ma con oltre 100 colleghi in meno a disposizione nell’organico.

L’effetto negativo lamentato da molti dovuto al cambio al vertice non sembra avere provocato un danno relativo all’impiego della Polizia Locale. Anzi.

Anche la distribuzione degli interventi nel corso dei mesi pare confermare il trend in crescita fatta la tara dei mesi comprendenti ferie e festività che di fatto riducono le richieste di intervento della PL ed il personale in servizio.

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Che tipo di risposta hanno avuto gli interventi?

Il 5,22% degli interventi è rimasto inevaso

Il 29,24% è risultato essere negativo al momento del nostro arrivo

Il 3,44% degli interventi è stato passato ad una programmazione successiva per interventi più mirati oppure ad uffici competenti per materia

Il 62% dell’attività ha avuto un riscontro positivo.

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Come è distribuito il lavoro?

Il lavoro svolto dalla Polizia Locale è distribuito in modo abbastanza omogeneo in considerazione del personale assegnato agli stessi Gruppi. In particolare si evidenziano i picchi di Trevi e del Gpit che hanno, proporzionalmente, il maggior numero di personale e di interventi. Più o meno uguali appaiono i numeri del GSSU e dello SPE pur quest’ultimo con meno personale. A nostro parere questo è dovuto al fatto che gli interventi che contraddistinguono questi gruppi hanno una durata lunga nel tempo( un intervento dura più ore) in quanto comprendono molti fermi ed arresti. Da evidenziare anche il picco del PICS in ragione del numero del personale assegnato. Tintoretto e Parioli hanno i numeri più alti tra i cosiddetti “gruppi normali territoriali” che comunque tutti insieme svolgono i 2/3 del lavoro del 2016.

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Quali sono gli interventi?

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Possiamo notare come gli interventi disposti, che sono quelli ordinati sul modello di servizio giornaliero (ricomprendono street control, pattuglioni, posti di viabilità fissi, piantonamenti ai campi nomadi ecc ecc) sono il 32% della nostra attività. Questo significa che per un terzo del nostro lavoro non possiamo fare altro se non quanto ordinato e disposto.

Il 20% del nostro lavoro è dedicato a prestare ausilio ad altri enti ( polizia, carabinieri, vvf, atac, ama, acea, italgas ecc ecc).

Il 25% del lavoro riguarda gli interventi di polizia stradale come il controllo delle soste e la repressione dei relativi illeciti.

Il 12% del lavoro se ne va invece per la rilevazione degli incidenti stradali.

Come possiamo notare da questi numeri, e come abbiamo ricordato alla Sindaca nei giorni scorsi, la Polizia Locale è di fatto immobile ed ha poco o nulla come spazio per l’iniziativa operativa.

Conclusioni

E’ un lavoro oscuro quello della Polizia Locale di Roma che non sempre trova il giusto risalto se non in occasione rare.

Verrebbe facile la risposta a chi ci considera sempre al bar in quanto i numeri, davanti a cornetto e cappuccino, un poco li smentiscono.

E’ però evidente che tutto questo lavoro, anche se aumentasse nel 2017 di un altro 10%, agli occhi dei cittadini di Roma sarebbe considerato sempre poco o nulla.

Allora dobbiamo cercare di intervenire dove le nostre energie si disperdono.

Quando siamo fermi ad attendere interventi altrui che potrebbero sicuramente liberare risorse e far si che, magari, quei 120.000 interventi negativi e/o inevasi possa ridursi ed andare ad aumentare invece il numero degli interventi positivi avendo sul territorio pattuglie più mobili e meno…

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Oltre alla ovvia conclusione dell’iter concorsuale che veda la cospicua immissione in servizio di nuovo personale.

Fuori i vigili dagli uffici!

Sembra essere stato immediatamente messo in pratica il diktat impartito da certa stampa e certe trasmissioni poco propense ad approfondire ma piuttosto a scandalizzare.

Il 13′ Gruppo Aurelio è di fatto mezzo chiuso quando, da stamattina, una copiosa perdita di acqua ha invaso stanze e corridoi.


In attesa di capire da dove provenga la perdita di acqua, la stessa è stata precauzionalmente chiusa rendendo di fatto inagibili tutti i bagni ed i servizi idrici della struttura.

Quindi cari cittadini, se avete intenzione di recarvi presso il Gruppo Aurelio, portatevi la bottiglietta di acqua e fate prima pipì.

Poi non date la colpa ai vigili se vi scappa e non ve la fanno fare.

Non sappiamo quanto ci vorrà a ripristinare il gruppo, ma dobbiamo ringraziare il Comandante Bracci per come si è adoperato per gestire la situazione garantendo, per quanto possibile, sia il lavoro dei colleghi sia la continuità dei servizi al pubblico che a quanto pare non verranno in alcun modo interrotti.

Ora aspettiamo domenica a pranzo una bella trasmissione di approfondimento in tv che si occupi della situazione delle sedi della Polizia Locale a Roma.

Incidente mortale in Via del Foro Italico

Poco prima delle 5,30 incidente mortale su Via del Foro Italico 605. 


Una ragazza di 27 anni, alla guida di una Hyundai sembra che abbia urtato un muretto, ed è poi deceduta nonostante i tentativi dei sanitari di rianimarla. 

Intervenuta in un primo momento la pattuglia del II Parioli per competenza, è stata poi raggiunta per i rilievi dalla pattuglia infortunistica mortali di Sapienza per i rilievi scientifici.

 Sono inoltre intervenute altre tre pattuglie di Parioli per la chiusura del Foro Italico in direzione dello stadio da Via Salaria. 

La strada è stata riaperta alle 8,35. 
I colleghi sono stati molto rapidi nel rilevare l’incidenteNei giorni scorsi la Sindaca Raggi ha chiesto al Corpo di migliorare nelle modalità e nei tempi la rilevazione degli incidenti mortali. Poi ruota coloro i quali sono specializzati in questi rilievi e garantivano quanto da lei richiesto. Allora la mano destra della sindaca lo sa quello che fa la sinistra oppure no?”

IV Gruppo Tiburtino sfrattato?

Abbiamo appreso stamattina una notizia che, se fosse confermata, sarebbe l’ennesima conferma della mala gestione della macchina amministrativa nei confronti della Polizia Locale di Roma.

Stamattina alcuni colleghi sembrerebbe che siano stati avvicinati dal curatore degli interessi della proprietà nella quale trova la sede il IV Gruppo tiburtino che gli avrebbe comunicato l’avvio della procedura di sfratto dalla stessa sede.

Abbiamo richiesto immediatamente notizie e conferme sia al Comandante del Corpo sia al Comandante del IV Gruppo direttamente coinvolto.

Non vogliamo davvero immaginare la scena coi colleghi del GSSU e dello SPE chiamati a sgomberare il locale occupato dal IV Gruppo Tiburtino.

Saremmo davvero al 1° posto nella  fiera dell’assurdo, altro che 88° posto nella qualità della vita…

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Cani e gatti dopo il terremoto: chi se ne occupa?

Il lato oscuro del lavoro della Polizia Locale di Roma sui luoghi colpiti dal terremoto è anche questo:

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Moltissimi animali domestici e semi domestici anche loro hanno perso tutto. Hanno perso le loro case e chi si prendeva cura di loro.

Ed è per questo che, dopo avere terminato il proprio turno di lavoro, alcuni componenti delle varie squadre della Polizia Locale di Roma nel tempo inviate sul posto, si prendono cura di questi animali portandogli acqua e cibo spesso acquistati con i propri soldi.

Fa sicuramente meno notizia di quando acciuffiamo qualche sciacallo, ma non è di sicuro meno importante per noi che svolgiamo il nostro lavoro con cuore e professionalità.

Bravi colleghi.

Segnalato, individuato e preso!

Il 14 settembre alle ore 12.00 circa in Via Palmiro Togliatti all’altezza di Via Castore Durante una pattuglia del V Gruppo Casilino veniva fermata da un cittadino il quale gli denunciava il tentato borseggio a bordo della linea 556.

Lo stesso cittadino descrive ai colleghi come era vestito il borseggiatore e che direzione di fuga aveva preso dopo essere sceso dall’autobus.

La pattuglia effettua una rapida battuta di ricerca ed individua il sospetto davanti alla sede del V Municipio in Via Prenestina 510.

Alla richiesta di documenti la persona straniera negava di averli con sé.

La persona veniva quindi fermata per accertamenti e portata negli uffici del V Gruppo Casilino dove la vittima del tentato borseggio lo riconosceva.

Il fermato a questo punto veniva sottoposto agli accertamenti sull’identità presso il Gabinetto scientifico della Questura di Roma dove lo stesso risultava essere un cittadino romeno del 1985, con divieto di dimora a Roma dal 2007  e con precedenti di furto, furto aggravato e rapina.

Tutto questo lo abbiamo saputo in quanto ci siamo dovuti rivolgere ad altra struttura non avendone una a nostra disposizione per effettuare accertamenti sulla persona.

Come dicevamo l’altro giorno, in pratica c’è personale della Polizia di Stato che è costretto a lavorare per noi perchè non vogliono riconoscerci l’accesso agli accertamenti telematici in quanto siamo dei semplici impiegati comunali.

Chissà se quel cittadino che ha chiesto aiuto, quando ha visto una divisa, ha pensato che fossimo non una forza di Polizia ma semplici impiegati?

La realtà supera la buropazzia dei nostri governanti.