Persona dell’anno 2017

Il personaggio dell’anno a Roma nel 2017?

Ci siamo chiesti chi mai potesse essere un personaggio romano che nel corso del 2017 si fosse distinto per la sua opera a Roma.

E’ emerso un personaggio comparso agli onori della cronaca soltanto a metà anno. Verso Maggio. Di Maggio non era facile…

Aveva solo metà anno a disposizione.

Invece no.

Queste le motivazioni del premio:

Gli è stato chiesto di chiudere un occhio ma non l’ha mai fatto.

Così come gli è stato chiesto di girarsi dall’altra parte e non l’ha mai fatto.

Gli è stato detto di piegarsi e non l’ha mai fatto.

Non si è mai riposato.

E’ stato punto di riferimento per molti romani e guardato con attenzione.

Chi lo ha visto, ha potuto vedere in lui un punto di riferimento su cui indirizzare il proprio percorso lavorativo, familiare e di svago.

Signore e signori il vincitore è…..

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LA TELECAMERA DI VIA DI PORTONACCIO!!!!

Come è stato ben spiegato in questo articolo   , il nostro occhio-vigile è riuscito a compensare un tracollo.

Quali sono però le motivazioni di questo tracollo che non ha colpito solo il numero delle sanzioni elevate ma tutti gli obietti della Polizia Locale che il comune si era prefissato tramite il PEG tanto da doverli ridurre del 15%?

Ve lo diciamo noi, come al solito.

Quello che proprio ieri sulla carta stampata era stato gridato a pagina piena:

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Sono stati spostati colleghi “giovani” dalla strada e non rimpiazzati da colleghi “anziani” perchè non era possibile per diversi motivi, spesso di salute, la sostituzione .

La strada così è stata svuotata tanto da cambiare in corsa il piano triennale di prevenzione della corruzione bloccando le rotazioni proprio del personale in strada.

Sono stati rasi al suoli diversi edifici specialistici tanto che i colleghi che sono subentrati, senza alcuna formazione professionale, non hanno letteralmente toccato nessuna “pratica in lavorazione” lasciata in sospeso.

Questo è accaduto trasversalemente in tutti i settori.

Anche a questo si è cercato di porre rimedio provando a fare i corsi di formazione prima dei trasferimenti.

In pratica stanno sperimentando il piano anticorruzione sulle spalle dei lavoratori e, principalmente, sulle spalle dei cittadini che vedono bloccarsi i servizi.

A gennaio si ricomincia quindi con un altro 10% di personale che cambierà incarico.

In bocca al lupo cara telecamera.

Sperando che il 2018 ti regali tante altre telecamere in giro per la città insieme ad una cospicua immissione di assunzioni perchè siamo ridotti al lumicino come questo 2017….

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I servizi antiterrorismo all’italiana?

 

Questa foto trovata su internet crediamo raffiguri bene cosa pensiamo dell’impiego della Polizia Locale nei presìdi antiterrorismo nelle nostre città. Vogliono apparenza più che sostanza

Negli ultimi giorni la Prefettura di Roma con nota protocollo 451338 ha chiesto al Comando del Corpo di intensificare i servizi di competenza della Polizia Locale nell’area della fontana di trevi.

8 pattuglie al giorno quindi, tolte da tutti i gruppi municipali per aiutare il 1° Trevi perchè non ne ha a disposizione, si occuperanno di “intensificare” i servizi di competenza della Polizia Locale.

Viabilità e commercio abusivo saranno le attività da intensificare.

Noi sappiamo già che questa è una bugia perchè il gioco poi alla fine sarà quello che “non si fanno prigionieri!”

Cosa significa?

Significa quello che è raffigurato nella foto. Facciamo vedere i muscoli ma non possiamo poi fermare nessuno perchè lasceremmo sguarnite le postazioni assegnate.

La solita corsetta a guardia e ladri romana tanto cara agli youtubers di turno che riprendono i vari ” a soli 50 metri dai vigili!

Se questi, come crediamo, sono i rinforzi di sinergia voluti dal ministro Minniti per prevenire atti di terrorismo, allora gli consigliamo di riguardare la foto.

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Un Corpo di Polizia Locale stremato da anni di blocchi assunzionali, visto che siamo equiparati agli impiegati del catasto, lo hanno portato a ridursi alla soglia dei 5600 anzichè 8450, con una età media più vicina alla pensione che ai 40 anni, nonostante l’aspettativa di vita ( per gli altri, non per la Polizia Locale che ne ha 8 in meno!) ssia stata innalzata per “decreto”.

A questo punto pensiamo, visto che la colpa è sempre dei vigili, che innalzino l’aspettativa di vita per non mandarci in pensione perchè se ci andassimo, magari, si sconfesserebbero le idee del Ministro Minniti di avere a disposizione manodopera a costo zero per lo stato.

Senza una riforma seria, che riconosca il ruolo e la natura pubblica del contratto, ogni impiego della Polizia Locale non potrà che essere una sceneggiata a spese dei comuni.

Caro Babbo Natale ci è andata bene

Caro Babbo Natale,

sappiamo che in questo periodo sei molto indaffarato nel cercare di esaudire i desideri dei bimbi.

Volevamo chiederti di voler fare una piccola eccezione e di prestare attenzione anche ad un cospicuo numero di “vecchietti in progress “.

Come ben saprai, ieri, un collega “stradalino” ci ha lasciato un po’ più soli proprio prima delle feste natalizie.

Una brutta notizia soprattutto per i familiari, gli amici e colleghi. Meno per qualche unineurodotato ma ci siamo abituati.

Alcuni dicono che sono i rischi del mestiere e, pur maledicendoli, dobbiamo dargli ragione.

Poi pensiamo a chi sulla strada svolge un lavoro pressoché simile come la categoria di vecchietti in progress di chi parlavamo prima.

Alcuni dicono che non corriamo gli stessi rischi delle Polizie Statali quando svolgiamo i nostri compiti di istituto quando ci negano le parificazioni che andiamo chiedendo da tempo.

Allora ti raccontiamo cosa ci è accaduto proprio stanotte, a poche ore dall’incidente del nostro caro collega stradalino (vezzeggiativo per gli appartenenti alla polizia stradale).

All’ una di notte, mentre la pattuglia del VI Gruppo Torri era impegnata in ausilio del mezzo Ama che stava spargendo il sale in via di Rocca Cencia vicino all’inceneritore, i colleghi venivano violentemente tamponati da un altro veicolo che sopraggiungeva e sbalzati addosso alla banchina.

Mentre cercavano di evitare incidenti e per evitare che qualcuno si facesse del male.

Una collega è stata trasportata presso il Policlinico Tor Vergata e, seppur malconcia, sembra che non si sia fatta nulla di grave.

A lei mandiamo un caldo abbraccio e le auguriamo la pronta guarigione.

Stavolta è andata bene.

Arrivati a questo punto della letterina ti chiediamo di farci questo regalo per Natale: una seria riforma che ci equipari nel contratto alle forze di polizia statali e non, con tutto il rispetto, agli impiegati del catasto comunale.

Caro Babbo Natale, magari anche con l’aiuto della Befana, intercedi per noi col Governo Italiano per far si che rispetti le direttive impartite anche dall’Unione Europea.

Latte caldo e biscotti ti aspetteranno nei nostri comandi la notte di Natale se vorrai rifocillarti un pochino.

Vai piano con le renne però.

Corri piano.

Ci teniamo a te.

70.000 volte:pronto polizia locale? No ha sbagliato numero

Siamo venuti in possesso di una risposta data dalla Regione Lazio al Consigliere Regionale Fabrizio Santori relativa ad una interrogazione sul funzionamento del 112 NUE in rapporto all’impiego della Polizia Locale di Roma.

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Da questa risposta emergono alcune conferme alle nostre supposizioni ed altri dubbi che rimangono non ancora risolti.

Il dato che emerge grande e fragoroso è il numero di interventi che viene passato alla Polizia Locale di Roma e riguarda solo gli incidenti stradali senza feriti: oltre 70.000!

In due anni.

Diciamo che secondo noi questo è un dato “bugiardo” perchè gli incidenti mortali o con feriti vengono assegnati come competenza all’inizio, ovviamente, al personale sanitario dell’ex 118 oppure ai Vigili del Fuoco. Ma poi tocca a noi il lavoro su strada per i rilievi scientifici e di questo non c’è traccia nei dati forniti dalla Regione Lazio.

Secondo le nostre stime dovremmo attestarci alla fatidica cifra di 100.000 chiamate al NUE per la Polizia Locale solo per gli incidenti stradali.

E le altre chiamate? Mica ci chiamano solo per gli incidenti.

Secondo noi possiamo trovarlo nei dati resi pubblici dalla regione Lazio .

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Come possiamo notare la maggior parte delle chiamate “filtrate” per Carabinieri e Polizia non finisce a loro.

Secondo noi, attendiamo smentite che in questa lettera della Regione al momento non appaiono indicate, la maggior parte di queste deviazioni finisce al centralino della Polizia Locale di Roma.

Il tanto bistrattato 0667691. Con spesso un solo operatore alla risposta.

Quindi finisce in un imbuto.

Chi ha sottovalutato la richiesta dei cittadini di Polizia Locale di Roma nel 112 NUE?

  1. La Regione Lazio amministrata da Zingaretti?
  2. L’amministrazione Comunale uscente con la coppia Marino-Clemente?
  3. L’amministrazione prefettizia con la coppia Tronca – Clemente?
  4. L’amministrazione attuale con la coppia Raggi – Porta?

Poco ci importa adesso. Bisogna correggere la direzione che si è scelto di percorrere.

A chi amministra attualmente il Corpo e la città chiediamo semplicemente una cosa: mettere un disco audio che avverta chi ci chiama che deve restare in linea in quanto l’operatore è già impegnato in altra telefonata.

Magari aggiungendo registrazione delle telefonate così come avviene in molte altre città italiane.

A tutela di tutti.

 

50000 le persone scomparse. Sulpl e Penelope insieme per ritrovarle

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FENOMENO

Sono quasi 50 mila in Italia le “persone scomparse” al 30 giugno 2017,  numero impressionante ed in crescita costante dal 2012, quando erano poco meno della metà.

Nel totale sono compresi stranieri ed italiani, minori ed adulti, persone malate e persone disperate (in aumento le “scomparse” che poi si rivelano suicidi per ragioni economiche). Dentro c’è anche il dato terribile che talvolta sfocia nel femminicidio.

C’è un numero enorme di bambini scomparsi che poi alimenta prostituzione giovanile, commercio di organi, riduzione in schiavitù. Molte meno sono le persone allontanatasi volontariamente alla ricerca di paradisi fiscali e di una seconda vita con rottura dei precedenti legami.

Purtroppo invece  c’è molto lavoro delle organizzazioni internazionali criminali e schiaviste dedite alla tratta degli esseri umani.

PRIMI INTERVENTI

All’inizio la cosa sembrava interessare solo i familiari toccati dal dramma e pionieristiche trasmissioni televisive, poi si è passati alla risposta istituzionale del Commissariato straordinario per le persone scomparse, sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da dieci anni guidato dal prefetto Vittorio Piscitelli.

Ancora “artigianale”, in molti casi però la risposta delle forze di polizia che solo da poco sono consce della dimensione e rilevanza del problema e solo da poco si stanno attrezzando per gestirlo adeguatamente: una necessità che finalmente trova la sua risposta affinché si arrivi al ritrovamento, affinché si arrivi alla identificazione di poveri resti che qua e là si ritrovano ogni tanto.

PERCHE’ LA POLIZIA LOCALE

La Polizia Locale, che è in prima linea per tante cose, lo è anche in questo. Diffusione territoriale, presenza in quasi tutti gli 8100 comuni italiani (la più diffusa in assoluto tra le forze di

polizia), dialogo con le persone,naturalezza ad essere polizia di prossimità e di comunità.

Questi i punti di forza che investono la PL della “mission”.

E’ inoltre direttamente chiamata in causa proprio all’articolo 1 della legge N° 203/2012 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/11/28/012G0225/sg) nella quale per la prima volta si indica con chiarezza il diretto coinvolgimento sin dalla fase di denuncia della scomparsa della persona.

INIZIATIVA SULPL-PENELOPE

Adesso c’è un punto di forza in più, col forte impegno della associazione Penelope in prima linea sulla questione da tempo e del Sulpl, il principale sindacato della polizia locale, che da sempre si muove non solo in materia sindacale, ma anche per l’ambito sociale e di rivalutazione professionale dei poliziotti locali italiani.

Infatti dalla collaborazione nazionale  tra Penelope e Sulpl nasce una iniziativa specifica e forte. Da mesi le due associazioni curano assieme una formazione accurata di poliziotti locali sul tema ed adesso tale “competenza aggiuntiva” è pronta per dispiegarsi sul territorio. Per professionalizzare la ricerca. Per ridare gli”scomparsi” ai loro familiari o almeno per consentire una dignitosa sepoltura. Una iniziativa che mira a creare una rete di esperienze,di informazioni, di”intelligence” che sappia affrontare il problema terribile e crescente.

Ancora una volta la polizia locale ed i poliziotti locali di tutta Italia sono pronti per una sfida che ha raggiunto numeri altissimi e colpisce drammaticamente migliaia di persone e di loro cari.

L’iniziativa del Sulpl  e di Penelope colma un vuoto nella risposta pubblica e nella risposta delle forze di polizia.

Si spera che riesca a passare anche dal ritrovamento alla prevenzione del fenomeno.

I colleghi o i loro familiari interessati al progetto possono contattare direttamente la nostra struttura locale o nazionale.