L’Italia non merita il nostro sangue

Un collega aggredito a Catania perché, pare, ha impedito il transito ad uno scooter per una chiusura di una strada.

Gli “impediti” sono tornati indietro e lo hanno preso a cascate.

Ora lotta con la morte in coma.

Sarà colpa forse della richiesta sinergia di Minniti, ma le strade italiane tornano a macchiarsi del sangue degli impiegati comunali in divisa non riconosciuta dallo stato se non quando gli serve.

Quello stesso sangue che è stato schifato quando lo abbiamo donato.

Quello stesso sangue che trasforma le nostre morti in morti di serie B. Poco meno di un taglio al personale.

Allora questo stato, che non ci riconosce una riforma degna di questo nome, forse  merita che quel ciclomotore sia lasciato passare.

Gli manderemo poi la multa a casa perché non indossava il casco e perché non rispettava le segnalazioni manuali dell’agente preposto. 

L’impedito se ne sarebbe tornato a casa con una multozza. Contento pure il comune magari.

Il collega sarebbe tornato a casa. Semplicemente.

Ora non ci resta che augurarci che ci ritorni davvero.

Annunci

Un pensiero su “L’Italia non merita il nostro sangue

  1. Un collega di Catania aggredito selvaggiamente da un branco mentre svolge (da solo e isolato) un “semplice” servizio di presidio di una strada interrotta al traffico veicolare.
    Il collega è stato accerchiato da un gruppo di facinorosi delinquentelli che dopo essersi facilmente liberati del volenteroso supporto di una figura estranea alla polizia locale che era lì col collega, è stato attaccato alle spalle da uno o due che si sono accaniti colpendolo gravemente e ripetutamente alla testa. Ha subito un intervento chirurgico ed è in coma indotto farmacologicamente. Attendiamo notizie a riguardo.

    Mente mando un abbraccio a Luigi, mille pensieri in testa…

    Uno dei servizi apparentemente più “banali”, quello di tenere un “punto”, è degenerato in delinquenziale aggressione; con buona pace delle anime belle che pensano alla cosa come a un semplice servizio gestibile da una transenna umana, da un volontario, da una “qualsiasi” figura che funga da “viabilista”; con buona pace di chi fa confusione tra viabilità e servizio di polizia stradale; con buona pace di chi inventa figure di “ausiliari” siano essi della della “sosta”, del “traffico” o di “polizia stradale” (sic!).

    Ogni servizio che sia operato da un poliziotto -locale o statale- diventa COMUNQUE servizio di polizia. Anche quando nasce o si immagina come semplice postazione viabilistica.
    Nessun servizio di polizia (e nessun servizio operato da un poliziotto) può immaginarsi che VENGA FATTO SVOLGERE DA SOLO O IN CONDIZIONI DI ISOLAMENTO dalla struttura di polizia operante di appartenenza.

    Occorre necessariamente che i servizi siano in coppia (tra poliziotti, non con altre figure, cui è stata messa uno straccio di uniforme, di dubbia valenza giuridica e sostanziale, fermo restando ogni rispetto a figure umane ed a figure professionali che sono “altro” da noi). Occorre necessariamente che i servizi siano integrati con una centrale operativa e con una (o più, se il caso) pattuglia automontata che possa immediatamente (!) intervenire a supporto o a rafforzo.
    Il servizio non è “dopabile” o “surrogabile” da pur volenterosi volontari, o ausiliari, o altre figure fantasiosamente inventate. I nodi vengono al pettine, ma a soffrire siamo sempre noi.
    Non servono i corsi sulla sicurezza degli ambienti di lavoro (mutati ridicolmente dal lavoro impiegatizio e d’ufficio). Serve lavorare in condizioni di sicurezza e con moduli operativi pensati per gestire interventi che facilmente possono degenerare.

    Auspico che i Sindaci siano degni della fascia tricolore che indossano; che smettano di glissare i veri problemi; che smettano di sfuggire alla vista dei poliziotti locali, evitandone gli uffici e gli sguardi come la peste per evidente “cattiva coscienza”; che smettano di fare i Leoni dietro i tavolini ed i telefoni di un’A.n.c.i. sempre più vuota e sempre più modesta, a cui basta ridicole investiture di “sceriffo” e relative stelle-patacchie. Ci vogliono risorse umane, strumentali e finanziarie, ci vogliono corsi-concorso e nuovi agenti, ci vogliono riforme vere e migliorative PER operare con una Polizia Locale resa finalmente una preziosa risorsa-forza di polizia localmente insostituibile, con pari dignità e con equa considerazione ad ogni altra forza di polizia.

    Mi piace

Rispondi (solo se ti sei accertato di avere connesso il cervello)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...