Obama a Milano: che caduta di stile!

Ai più è apparso chiaro ed evidente come il Comune di Milano, attraverso la sua Polizia Locale, abbia avuto una caduta di stile nell’accogliere la visita dell’ex Presidente degli USa Obama già premio Nobel per la pace.

Alla vista di questa foto molti, specie a Roma, sono rimasti esterrefatti ed hanno reagito più o meno in questo modo:

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La Polizia Locale viene impiegata in compiti di sicurezza nello scortare un ex presidente americano e si presenta con quel cappellino da baseball, un “giumbotto” smanicato, ed una tutaccia stile squadraccia del nostro GSSU?

Ma dai.

Ma fateci il piacere.

Moda Roma altro che modello Milano!

Volete mettere come operatività, vestibilità e sicurezza una bella giacca e cravatta?

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Stiamo sempre un passo avanti a Milano!

P.s. per coloro i quali magari ci avessero dato ragione in quel che scriviamo vi diciamo che stavamo scherzando. Il nostro vestiario andava bene, forse neanche, tanto, nel millennio scorso… W il modello Milano!

P.S.2 Per qualcuno che magari reputa “strane” le nostre richieste tanto da farci magari un bell’articolo polemico su di un quotidiano, anticipiamo che stiamo combinati come vestiario come se questo giornalista scrivesse il suo bell’articolo con calamaio, pergamena e piuma d’oca. Te capì?

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Senegalesi? Di Maggio non si tocca!

Ci schieriamo senza se e senza ma.

Non è una guerra di posizioni nè razzista ma qualcuno forse ha tutto l’interesse a farla scoppiare con interessi politici e forse anche economici.

Per anni ed anni la Polizia Locale di Roma è stata impiegata, praticamente da sola, in una lotta impari contro gli ambulanti abusivi che assediano Roma.

Per anni il campo operativo è stato sempre il solito: intervenire sull’ultimo anello della catena: il venditore su strada.

Sequestri su sequestri. Tonnellate di merce sequestrate ma il fenomeno non è mai stato sradicato. Anzi. Proliferava.

Ad un certo punto si cambia obiettivo.

Ai primi di dicembre 2016 la Sindaca Raggi, tra le priorità della sua amministrazione, indica che bisogna risalire la filiera del commercio abusivo andando a “stanare” i grossisti.

Chi si sta occupando anche di questo aspetto? Il Vice Comandante Antonio Di Maggio?

Ecco quindi che al primo pretesto scatta la protesta.

Organizzata probabilmente.

In cui compare anche un messaggio chiaro : “Di Maggio si muore”.

Obiettivo chiaro e lampante: colpire Di Maggio.

Perchè? Secondo noi per questo motivo:

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Interessi economici di qualcosa che non dovrebbe essere troppo distante da una specie di Mafia che fattura quasi quanto il bilancio intero del Comune di Roma.

Allora noi che siamo soliti pensare male, anche stavolta non ci esimiamo dal farlo.

Il Vice Comandante Antonio Di Maggio ha pestato qualche piede sbagliato?

Noi diciamo con forza: peggio per quel corpo attaccato a quel piede!

Noi stiamo con Di Maggio !

#iostocondimaggio

Per il ripristino della legalità.

Ieri sera è arrivato anche un messaggio del Comandante Generale Diego Porta:

E’ inaudito prendere spunto da una tragedia dove ha perso la vita una persona – un dramma le cui cause sono ancora da accertare – per portare avanti proteste contro un dirigente della Polizia Locale che si è sempre contraddistinto per la sua professionalità.
Massima solidarietà mie e del Campidoglio al Dott. Di Maggio, valido professionista, e agli agenti tutti che giornalmente operano a garanzia della legalità. Qualsiasi tentativo di sfruttare l’onda emozionale dei fatti avvenuti per tentare di indebolire il nostro lavoro non troverà credito. Auspichiamo da parte di tutti gli organi di stampa una obiettiva e corretta informazione sui fatti avvenuti

Sapete in questi giorni quale voce è mancata?

Quella del rappresentante del Campidoglio delegato alla Sicurezza: Marco Cardilli.

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Che ce lo abbiamo a fare? Che lo paghiamo a fare?

CAPODANNO: IL TRIBUNALE DA’ RAGIONE AI SINDACATI

Il Tribunale del Lavoro di Roma ieri ha sentenziato (n° 3977 / 2017) che il DiCCAP, multato dalla Commissione di Garanzia per i fatti di Capodanno 2015, lo è stato “senza i riscontri specifici” e “con grave carenza dimostrativa” .

Lo abbiamo detto sin dal primo giorno che abbiamo rispettato le regole, si pensi che in quel Capodanno hanno lavorato persino i nostri dirigenti sindacali, nessuno di noi ha mai detto ai lavoratori di starsene a casa ed infatti il servizio si è svolto regolarmente, senza intoppi o incidenti e tutte le piazze e strade sono state presidiate.” ha dichiarato Stefano Giannini, Coordinatore romano del DiCCAP

Poi dopo un cinguettio dell’allora Presidente del Consiglioha aggiunto Gianninia seguito di un controverso comunicato dell’ex-Comandante della Polizia Locale, ne è nato un caso politico, guarda caso in coincidenza con le modifiche all’art. 18 dello Statuto, del primo Job Acts,  che poi il Parlamento ha approvato tre mesi dopo, nel marzo 2015.

Sono stati strumentalizzati dei dati: si prenda la storia dei 700 malati,” ha proseguito Gianninimica è stato detto che, dati del Campidoglio, ogni anno in quel periodo influenzale e di freddo le statistiche danno per assenti sempre circa 700 poliziotti locali al giorno, cosa normale visto che i vigili lavorano in strada alle intemperie. Si è taciuto infine dei restanti 5000 appartenenti al Corpo che erano stati mandati in ferie senza pensare al capodanno e misteriosamente scomparsi dalla conta né mai citati da chi ci ha attaccati.

Abbiamo sempre difeso ed avuto fiducia nel lavoro della  Magistratura,” ha concluso Gianniniconvinti che i processi si debbano fare nelle aule dei Tribunali e non su Twitter o nei salotti della Tv. Purtroppo in questo Paese la stalla si chiude sempre dopo che i buoi sono usciti: la Polizia Locale, già antipatica di suo perché fa le multe, è stata demonizzata e ci vorranno anni affinchè tutte queste tossine messe in circolo siano smaltite.”