Il Colosseo è sicuro?

Nei giorni scorsi ha destato molto scalpore “l’impresa” dello youtuber tedesco che, con sprezzo del pericolo e dei rischi a cui sarebbe andato incontro (…), ha violato ogni sistema di sicurezza predisposto per la messa a tutela del forse più importante monumento di Roma: l’anfiteatro flavio (colosseo per gli amici)

Il monumento, inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO insieme a tutto il centro storico di Roma, ricade sotto la competenza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Territorio con una Soprintendenza Speciale come avevamo avuto modo di  constatare qualche tempo fa .

Quindi, se per la sicurezza interna del monumento il Ministero si rivolge a Polizia, Carabinieri ed esercito, l’area esterna risulta essere di competenza del Comune di Roma.

In virtù di ciò l’area perimetrale esterna risulta “coperta” anche dalla Polizia Locale di Roma non però in orario notturno per assoluta mancanza di personale.

Una volta però che si arriva a ridosso del monumento il danno potrebbe essere già bello che fatto senza neanche tentare lo scavalco.

Perchè non prevenire quindi tenendo a distanza le persone con una opportuna protezione fissa?

Più o meno in questa area?

Colosseo

Si entrerebbe solo se si passano varchi di sicurezza e muniti di biglietto.

Eviteremmo forse anche la presenza di poco folkloristici personaggi che gravitano tutti intorno e che necessitano di specifiche ordinanza dei sindaci per allontanarli.

Una soluzione del genere a bassissimo impatto visivo

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con magari un logo al centro del vetro che rilanci il marchio di Roma nel mondo, in materiale antisfondamento e non aggredibili dalle vernici dei writers.

Lo stesso potremmo immaginarlo per la tutela delle fontane di Roma per evitare bagni indesiderati e cercare di guadagnarci qualcosa.

Immaginiamo la fontana di Trevi con la stessa soluzione:

Cattura
fontana di Trevi

Una soluzione che, tra l’altro, è già stata utilizzata durante i lavori di restauro.

6
restauro fontana di Trevi

Si potrebbe entrare a gruppi e per un tempo contingentato pagando l’ingresso, magari 5€, che turisti provenienti da tutto il mondo sarebbero ben lieti di pagare per fotografarsi davanti al monumento senza quei “fastidiosi” vetri con loghi che penalizzerebbero chi rimane fuori.

I proventi potrebbero finanziare la sicurezza e la vigilanza di questa e delle altre aree ad opera della Polizia Locale coi più moderni strumenti a disposizione.

Siamo attaccati al denaro?

Si. Lo siamo.

Anche perchè adesso per il comune vi sono solo costi (vigilanza e manutenzioni ordinarie e straordinarie) mentre, ovunque nel mondo, valorizzano i propri tesori che, ci piace ripeterlo, non sono paragonabili ai nostri.

Tutto per tutti, ci spiace, non possiamo più permettercelo.

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