110 milioni di € per riasfaltare Roma!

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E’ questa la cifra monstre che si troverà di fronte, con ogni buona probabilità, la prossima amministrazione capitolina.

Siamo partiti dalla dichiarazione dell’ex assessore alle Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale Paolo Masini: “Le strade di Roma sono in tutto circa 5.500 km pari alla lunghezza di tutte le strade della Lombardia” che comunicava le dimensioni delle strade romane.

Con l’aiuto dei nostri dirigenti sindacali distribuiti sul territorio abbiamo calcolato che circa il 20% delle strade avrebbero necessità di una riasfaltatura dovuta al perdurare della mancanza di ditte incaricate alla manutenzione stradale.

La maggior parte di esse sono con crepe, venature, buche e dissesti vari.

Quindi 1100 km di strade.

Secondo le informazioni in nostro possesso, mediamente, i costi per riasfaltare una strada si aggirano intorno ai 10.000€ ogni 100 metri di strada.

Il conto quindi è presto fatto: 110 milioni di €!

Qualsiasi sarà il prossimo sindaco si troverà ad affrontare da subito quella che potrebbe diventare, con piogge un poco più abbondanti, una vera e propria lotteria del rischio per chi percorrerà le strade romane.

P.s. abbiamo escluso dal conto i marciapiedi, i pedoni ci scuseranno.

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Retribuiamo il lavoro e non il tempo.

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Un ragionamento sulla retribuzione, bassa per molte categorie di lavoratori, prima o poi toccherà farlo.

Specie nel pubblico impiego.

Oggi si viene retribuiti, non tanto per il lavoro che si svolge, ma per il tempo passato all’interno di una struttura.

L’unico riferimento al lavoro del dipendente pubblico è il “timbrare il cartellino”.

Bene che vada, questa procedura, comporta la perdita di ben 4 secondi nella giornata lavorativa, comprensivi dell’estrazione dello stesso badge dalla custodia nella quale viene riposto.

Quale è realmente il risultato prodotto dal lavoratore?

Esistono degli indicatori precisi all’interno delle pubbliche amministrazioni che si dotano di un piano triennale di performance. A questo link  potete trovare il piano 2014-2016 del Comune di Roma.

Una serie di numeri e numeretti che indirizzano sostanzialmente l’attività lavorativa dell’ente condizionandone spesso l’autonomia operativa. Ciò è particolarmente stringente ad esempio per la Polizia Locale con ovvie limitazioni nell’utilizzo e nell’impiego.

Se la somma di tutti questi numeretti alla fine più o meno torna, il Comune potrà definirsi soddisfatto. Ma siamo in pratica alla fuffa algebrica.

Il lavoratore pubblico, tornando al ragionamento iniziale, eroga un servizio difficilmente quantificabile e per questo monetizzabile.

Per questo viene retribuito il tempo della sua messa a disposizione.

Diversamente sarebbe retribuito “a cottimo” a seconda di quanto materialmente produce.

Tra queste pieghe si nasconde il fancazzismo e la meritocrazia. Perchè i risultati che le amministrazioni comunque raggiungono sono dovuti ad entrambi. Ed entrambi però non vengono degnamente presi in considerazione dalla stessa. Il primo non viene scoraggiato il secondo non viene premiato.

La sfida che si deve porre l’amministrazione 2.1 ( non 2.0 perchè è già stata superata) è quella di cominciare a pensare a come retribuire il lavoratore pubblico per il lavoro che svolge e non per il tempo che passa in ufficio.

Questa anche la sfida che lanceremo all’amministrazione in sede di rinnovo del contratto decentrato. Progetti legati alla qualità ed alla quantità del servizio e non solo legati alla semplice presenza, spesso eterea ed effimera. In particolare per la Polizia Locale.

L’era del Badge appartiene al millennio scorso.

Roghi tossici: interviene RLS!

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Era il 23/03/2014 quando proclamammo uno sciopero che aveva tra i suoi punti cardine la mancanza dei Responsabili dei Lavoratori per la sicurezza nel comune di Roma.

Era il 09/11/2015 quando, stanchi dell’inerzia dell’amministrazione e della compagine sindacale che non decideva nulla, rompemmo il ghiaccio e designammo il nostro RLS

E’ il 23/01/2016 quando, il nostro RLS designato, invia questa richiesta di intervento e messa in sicurezza dei colleghi che intervengono, in mezzo a chissà quali fumi tossici, in diversi campi nomadi della capitale senza alcun dispositivo di protezione individuale.

E’ la forza della coerenza.

E’ la forza del SULPL

Tu chiamale se vuoi… rimozioni.

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Nei giorni scorsi il vice comandante del Corpo ha inviato una circolare a tutti i comandanti in cui si informava che, per ogni richiesta di spostamento a vista dovuto a motivi di ordine o sicurezza pubblica,  la stessa potrà essere disposta unicamente dalla Autorità di Pubblica Sicurezza.

Quindi nè Acea, nè Italgas, nè qualsiasi altra società di servizi ma l’autorità di Pubblica Sicurezza che non è neanche la semplice volante della Polizia di Stato.

Questo perchè se fino a poco tempo fa, con i carri attrezzi a  disposizione del comune, lo spostamento a vista ci pare fosse ricompreso nel contratto di servizio e quindi gratuito per il cittadino, ora con la sospensione di questo servizio ci si avvale dei depositi giudiziari individuati dalla Prefettura che, come dovuto, richiedono di essere retribuiti per la loro opera prestata.

Questi soldi abbiamo timore che presto o tardi possano venire richiesti ai colleghi che hanno operato.

Per questo abbiamo chiesto di escluderci da questo servizio in quanto, se la richiesta deve essere fatta dalla autorità di P.S., allo stesso modo possono pure chiamarsi i carri attrezzi necessari senza coinvolgerci.

Se prima aveva un senso, ora, dopo questa circolare questo senso non c’è più!

Percentuale sulle multe? Ci stiamo!

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Dopo l’interessante ed illuminante articolo pubblicato sulle pagine de “Il Messaggero” nel quale si paventa la possibilità “di istituire un “bonus multe”. In pratica, a seconda del numero di accertamenti effettuati, i vigili otterranno un’indennità extra specifica” noi rispondiamo che CI STIAMO.

D’altronde più volte dalle stesse colonne dello stesso giornale si è affrontato il problema che non si possono dare indennità non previste dal contratto nazionale. Ora si paventa questa nuova indennità? Bene. Sai che diciamo? Ci stiamo. Anzi.

Rilanciamo!

Pubblichiamo qui di seguito un elenco di proposte che potremmo fare e che lo stesso giornale potrebbe rilanciare tra le sue colonne:

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  1. “bonus informazioni”: il vigile otterrà 0,50€ per ogni informazione che rilascerà al cittadino ( se in lingua straniera 1€);
  2. “bonus buca” : il vigile otterrà 1,50€ per ogni buca rattoppata in sostituzione del comune;
  3. “bonus adozioni” il vigile otterrà 150€ una tantum per l’adozione di un animale randagio (cane, gatto, pitone,cocorita) in sostituzione del comune:
  4. “bonus incidente” il vigile otterrà 10€ per la rilevazione di un incidente con danni alle sole cose se risolvibile attraverso il modello CAI ( ex CiD);
  5. “bonus telefonata amica” il vigile otterrà 2 € per rispondere al telefono allo sfogo di un cittadino contro le inefficienze della Pubblica amministrazione ( se si aggiunge una parolaccia il bonus sarà di 4€) con addebito direttamente sulla bolletta della luce insieme al canone RAI;
  6. “bonus lei non sa chi sono io” il vigile otterrà 2,50€ per ascoltare il cittadino che pronuncia questa frase ;
  7. “bonus offesa internet” il vigile otterrà 0,10€ per ogni offesa ricevuta sul web da parte del Corpo;

Queste sono i “magnifici 7” bonus che si aggiungono a quello delle multe.

Non pensiamo che il MEFsaggero sia contrario. O no?

Chi siamo?

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Abbiamo avuto conferma che le rotazioni anticorruzione andranno avanti e presto arriveranno i prossimi trasferimenti.

Ci è stato inoltre inviata l’ informativa del piano anticorruzione che vi mettiamo a disposizione.

Una delle rimostranze che, giustamente, molti lavoratori ripetono è quella della quasi nulla trasparenza relativamente a coloro i quali sono dirigenti sindacali.

Per questo abbiamo deciso di pubblicare, nel giorno in cui alcuni festeggiano un pareggio, il nominativo di tutti i nostri dirigenti sindacali. Lo potete trovare a questo link.

Questo ci serve per evitare nomine di dirigenti sindacali dell’ultima ora che possano far pensare a “salvataggi” in extremis per evitare le rotazioni.

Ci serve, egoisticamente, anche per un altro motivo: segnalateci coloro i quali non si comportano coerentemente rispetto alle aspettative del sindacato. Servirà solo a farci crescere ed a migliorare il servizio verso di voi.

La trasparenza e la coerenza. Sempre.

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La grande attesa

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Dopo la riunione di venerdi, in cui il Sub Commissario Rolli aveva preannunciato la preparazione di una busta paga priva del salario accessorio per i dipendenti capitolini, è stato pubblicato quell’atto amministrativo che consente agli uffici che se ne occupano di predisporre gli stipendi decurtati.

Nessuna particolare sorpresa, solo la conferma dell’amarezza del periodo letta in queste fredde righe “sospensione per il mese di gennaio 2016 dell’erogazione degli istituti del trattamento economico finanziati sul fondo per il trattamento accessorio fatti salvi gli emolumenti connessi alle progressioni economiche orizzontali, indennità di comparto, indennità di docenza insegnanti scuola dell’infanzia, indennità di docenza educatori asilo nido, indennità tempo potenziato“.

Mancherebbe, da quanto leggiamo, la famosa TURNAZIONE. Prevista dal contratto nazionale non sembra essere stata retribuita.

Domani la Dott.ssa Rolli, se la riunione venisse confermata, ci informerebbe della riuscita mediazione col governo. Ci dirà in sostanza che Tronca è riuscito a trovare una sponda a quella delibera ponte che riuscirà solo a spostare la turnazione dalla parte variabile dello stipendio alla parte fissa.

In pratica ci stabilizzerebbero i turni. Sempre con la stessa scusa: la legge regionale 1/2005 del Lazio.

Dalla nostra noi abbiamo la stessa risposta per entrambe le soluzioni della vertenza, ve lo diciamo il giorno prima: non ci importa se la risposta del governo possa essere positiva o negativa, in entrambi i casi per noi si aprirebbe immediatamente la trattativa per la riduzione dei servizi.

A taglio del fondo deve corrispondere taglio dei servizi, perchè comunque riduzione di salario l’avremo in considerazione del fatto che il fondo che paga i servizi del 2016 ancora non è stato neanche pensato, figuriamoci costituito.

Ora siamo al 50%  e 50% come esito. Se il governo darà la sponda è perchè vorrà far vedere quanto buono sia nei confronti dei dipendenti capitolini (ci credete?), se darà la sponda negativa è perché vorrà far cadere tutta la responsabilità su colui il quale ha osato candidarsi alle primarie contro Giachetti (l’unto dalla signoria): Ignazio Maria Marino.