Je suis….

un employé!

E’ difficile commentare un evento come quello accaduto venerdi 13 novembre 2015 a Parigi da considerarsi come l’11 settembre 2011 degli Usa, l’11 marzo 2014 della Spagna o il 7 luglio 2005 in Inghilterra.

Di questo si occuperanno i più attenti conoscitori dei fenomeni terroristici, militari, geopolitici e chi più ne ha, più ne metta.

Non vogliamo analizzare questo aspetto.

Vogliamo analizzare un elemento della sicurezza delle nostre città che è rimasto sempre immutato e costante al susseguirsi degli eventi terroristici.

Questo elemento di volta in volta è stato chiamato, nei tavoli provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, a sostituire negli impieghi il personale delle forze di polizia nazionali che dovevano impegnarsi sempre più nelle attività di intelligence.

Questo elemento quindi è stato impiegato, dai piccoli centri urbani fino alla nostra capitale, ad occuparsi di compiti che solo poco tempo fa nessuno si sarebbe sognato di affidargli.

Il problema insormontabile è che questo elemento, definito dalla volgata popolare “vigile urbano“, altro non è che un semplice impiegato comunale. Mai il governo ha voluto cambiargli lo status. Ha solo cambiato il nome. Come se bastasse riverniciare una catapecchia per ammodernarla.

Nel corso del tempo il vigile urbano, anzichè avvicinarsi alle disposizioni che l’Unione Europea ordinava agli stati membri, ha visto peggiorare la sua copertura contrattuale differenziandosi sempre di più dagli altri appartenenti alle forze di polizia nazionali. In peggio.

A questi vigili urbani a Roma, anche ieri sera, è stata chiesta “massima allerta” in servizio.

Attenzione a cosa?

Siamo scarsamente o per niente formati sul come si compila correttamente un verbale di sanzione per una violazione del codice della strada o di un incidente stradale, come possiamo pensare solo lontanamente di essere impiegati nel “fare attenzione”?

Ancora oggi la dotazione che è stata richiesta al personale dei vigili urbani impiegato a Prati nei pressi di San Pietro, luogo indicato come a rischio attentati, è stata quella di avere copia della disposizione su carta del comandante del Corpo. Anche questo è fondamentalismo. Burocratico.

In questi giorni saremo anzi comandati nell’effettuare posti di controllo per il rispetto dei divieti di traffico.

Avremo per le mani decine di documenti di persone che per noi sono dei perfetti sconosciuti. Non possiamo accedere ad un terminale che ci dica :”WARNING – WANTED”. Quella persona che avete davanti la stiamo cercando perchè ricercata per rapina, per stupro, per omicidio, perchè terrorista.

Niente di tutto questo.

A noi, vigili urbani, interessa solo se quella autobomba sia o meno euro 5 altrimenti a Roma, quando c’è il blocco, non può entrare!

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