Gabrielli incontra il SULPL

Il segretario di Roma Stefano Giannini insieme al Prefetto
Il segretario di Roma Stefano Giannini insieme al Prefetto

Dopo la nostra lettera successiva al funerale del Casamonica e la pronta risposta del prefetto pubblicata qui, siamo stati oggi stati ricevuti dallo stesso Prefetto Gabrielli in incontro privato.

L’incontro è stato molto cordiale ed amichevole; senza i bizantinismi di rito che troppo spesso caratterizzano certi incontri.

Ci ha di nuovo espresso la sua totale vicinanza al Corpo della Polizia Locale apprezzando come nella nostra lettera avevamo perfettamente capito le sue intenzioni di volere sottrarre proprio il Corpo da colpe che non aveva e non poteva avere.

Gli abbiamo detto in totale sincerità che noi sappiamo che dice queste parole per far si che il personale sia rasserenato per gli impieghi difficili che affronterà da qui a breve soprattutto pensando all’evento giubilare. Gli abbiamo però confessato che il nostro ruolo di cuscinetto, come sindacato, è stato completamente esautorato da chi non si apre all’ascolto delle critiche che sono state sempre proposte con intenzioni propositive e migliorative.

Ciò ha portato un assoluto distacco tra le parti difficilmente sanabile.

Pertanto tale obiettivo sarà veramente difficile da raggiungere.

Il Prefetto si è detto pienamente consapevole di questa situazione, ma vuole lavorare per riavvicinare l’istituzione alla città perchè non siamo i responsabili di ogni cosa di negativo che accade in una città che si sta invece rovinando col “tafazzismo“.

A questo punto abbiamo puntualizzato che in questi giorni il Governo si sta predisponendo per approvare delle modifiche alla pubblica amministrazione. Alla luce di tali modifiche e dall’approssimarsi all’evento giubilare, abbiamo richiesto che si impegni formalmente a richiedere al Governo che la Polizia Locale non sia più considerata contrattualmente analoga ad un impiegato ma che sia più vicina alle altre forze di polizia con apposite modifiche contrattuali che possano garantire il migliore impiego possibile.

Il Prefetto si è trovato d’accordo manifestando in particolare la sua insoddisfazione al fatto che, ad esempio, la Polizia Locale sia esclusa dagli accertamenti telematici (precedenti, ricercati ecc) cosa prevista per le altre forze di polizia.

Ci ha chiesto un nostro documento a tal proposito da inviare insieme ad una sua lettera al Governo. A breve glielo invieremo.

Ci ha congedato infine esprimendo la sua vicinanza al momento di cordoglio che andremo ad esprimere sabato 12/09/2015 a Napoli durante la manifestazione per la commemorazione dei colleghi di Napoli Bruner e Cinque brutalmente ammazzati.

Ringraziamo il  Prefetto per la grande attenzione che oggi ha prestato alle problematiche di una categoria in estrema in sofferenza. Speriamo di avere cominciato insieme un nuovo percorso utile a tutti.

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Quello che Cantone non dice…

Nei giorni scorsi a Roma vi è stato uno dei tanti incidenti mortali che ha attirato l’attenzione dei giornalisti forse per le scene drammatiche riprese dai fotografi sul posto.

Stiamo parlando dell’incidente in cui ha perso la vita Claudio Salini.

Dalla stampa apprendiamo invece un’altra notizia: sono cominciati i lavori per il ripristino del manto stradale sul luogo del sinistro.

Il pensiero dell’avvocato della famiglia Salini alimenta quello che sospettiamo da tempo e cioè che la Polizia Locale si trova ad avere come “padrone” l’ente proprietario della strada su cui si stanno facendo indagini e che non sia considerato come elemento terzo ed estraneo.

L’ Ente proprietario della strada che dichiara in questo articolo come i lavori  siano stati “eseguiti soltanto dopo aver accertato l’ultimazione dei controlli ordinati dalla Procura“.

Ci spiace ma non basta. Esistono anche le indagini difensive. Comandare un servizio di Polizia Locale per consentire che si effettuino dei lavori di ripristino del manto stradale sul luogo del sinistro

http://img3.ilmessaggero.it/MsgrNews/PANORAMA/20150906_a2.jpg

può esporre quei lavoratori ad essere considerati “di parte”. E non lo siamo! E’ un rischio che il Corpo non può permettersi.

Tutto questo non va per niente bene per le esigenze di terzietà e giustizia che ogni cittadino richiede.

La Polizia Locale interviene anche per i rilievi e le indagini su altri beni di cui il proprio datore di lavoro è proprietario, come ad esempio in questo caso sempre sulla Via Cristoforo Colombo che vide coinvolto un mezzo dell’Ama o come in questo caso che vide coinvolto un mezzo Atac ed in cui un Assessore si affrettò addirittura a dichiarare alla stampa la propria versione dei fatti ancora prima che il Pubblico Ministero potesse prendere in mano il coordinamento delle indagini!

Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione non può non esserne a conoscenza in quanto glielo abbiamo già fatto sapere tempo fa con questa lettera. La Polizia Locale si trova sempre tra l’incudine ed il martello.

Dal Comando del Corpo non arrivano novità anzi veniamo mandati a rilevare addirittura gli incidenti che vedono coinvolte le stesse nostre pattuglie in gruppi municipali diversi! Con evidente disagio da parte dei cittadini.

Il Presidente Cantone in quasi 9 mesi, non è riuscito a dare una risposta semplice domanda: siamo impiegati del comune che instillano “dubbi o illazioni” avendo il datore di lavoro parte in causa degli incidenti che rileviamo?

 E’ così difficile come domanda?