Uno squilibrato col coltello? E mò che famo?

Sulle pagine dei giornali di ieri è rimbalzata ovunque la storia della persona che, dopo avere sguainato un coltello ed avere preso in ostaggio una ragazza puntandoglielo alla gola, è stato fermato dai bravissimi colleghi del GSSU intervenuti sul luogo.

La cronaca dei concitati minuti è descritta ad esempio qui.

Oggi invece è stata pubblicata da un altro quotidiano una intervista ad uno dei testimoni che utilizziamo ed analizziamo per capire come la Polizia Locale di Roma intervenga con altruismo, coraggio ed abnegazione pur con strumenti anacronistici ed inadeguati a fronteggiare la criminalità da strada.

Apprendiamo che innanzitutto è intervenuto sul posto per primo un collega:

È intervenuto prima un vigile, ma era disarmato e ha tentato con le parole di calmarlo. Invano. Quello continuava a gridare come un ossesso e ha tentato di ferirlo alla gola. Questo è stato il momento peggiore di tutti. Ero convinto che quel vigile urbano ci rimettesse la pelle».

Noi siamo convinti della genuinità di queste parole. Ma dalla lettura di queste parole noi ci preoccupiamo di un aspetto importante: solo e disarmato? Come mai un collega in servizio da solo in una strada così importante come Via dei Fori Imperiali? Sappiamo che è possibile fare servizio minimo in 2 persone per il regolamento del Corpo e che è possibile essere disarmati nel corpo in virtù del regolamento dell’armamento che in sede di prima applicazione ha consentito la libera scelta agli operatori. Però lo stesso regolamento prevede la dotazione di altri strumenti di difesa personali che non sono mai stati distribuiti: spray a getto balistico e distanziometro.

Al momento abbiamo a disposizione solo uno spray che oramai ha più di 10 anni come datazione di fornitura. Un abisso temporale rispetto all’evoluzione della società.

Cosa si sarebbe potuto fare con gli strumenti previsti dal regolamento?

Vediamo cosa ha dichiarato il testimone sui fatti immediatamente successivi: «Poi per fortuna è arrivato un suo collega in borghese. Ha estratto la pistola d’ordinanza e l’ha puntata contro al matto che gridava “sparami.., sparami forza se hai il coraggio!»

Un altro collega da solo. In borghese quindi pensiamo con un servizio diverso rispetto al primo intervenuto. La persona armata di coltello, definito matto dal testimone,  poi tanto matto non doveva esserlo perchè sa che la difesa può essere non proporzionata all’offesa se si spara ad un uomo armato di coltello. Il personale, ma in questo caso non soltanto la Polizia Locale di Roma, interviene con grossa difficoltà perchè non è messa in condizione di graduare l’uso della forza rispetto alla minaccia subita.

Le vecchie scuole di pensiero, di agenti oramai in pensione, dicevano: “meglio un brutto processo che un bel funerale” per tentare di giustificare un intervento al limite. Oggi davvero non sapremmo proprio cosa scegliere.

Andiamo avanti con la testimonianza:”

“a un certo punto ha tirato fuori lo spray al peperoncino ma invece di spruzzarlo in faccia a quello ha colpito il mio collega che brandiva ancora il tridente facendoglielo cadere dalle mani. Non ci crederete ma una folata di vento – e oggi ce n’era davvero poco di vento – ha deviato lo spruzzo sul mio collega che ha iniziato a strillare perché non vedeva più niente”

Questi sono i difetti che da anni andiamo denunciando dello spray che abbiamo in dotazione. Non è sicuro nè per gli altri nè per lo stesso operatore perchè la nebulizzazione può rivoltarsi contro lo stesso operatore pregiudicando la sicurezza di tutti.

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spray a getto balistico

Chiediamo la sostituzione del nostro spray con uno a getto balistico come quello indicato nella foto. Veloce, rapido e diretto sul bersaglio senza pericoli di contaminazione di nessuna altra persona.

Chiediamo inoltre la dotazione rapida e non più rinviabile del bastone estensibile già in dotazione ad altri comuni in Italia

Polizia Locale di Milano
Polizia Locale di Milano

Come si usa il bastone estensibile? Ci sono molte tecniche ovviamente anche legate al disarmo ed all’immobilizzamento della persona, ma abbiamo deciso di postare questo video https://www.youtube.com/watch?v=liHIJTtId-0 per far capire a tutti che si chiama anche bastone distanziometro perchè serve a mantenere una distanza di sicurezza tra l’operatore e l’aggressore armato.

Questo purtroppo la politica non vuole capire: bisogna consentire agli operatori di Polizia Locale di poter scegliere la difesa più possibile proporzionata rispetto alla offesa che si riceve.

Ogni giorno di ritardo è un rischio per la nostra fedina penale, ma soprattutto per la nostra vita e quella dei cittadini che dovremmo proteggere.

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