Avviso per esclusi concorso PL

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Da un primo esame degli elementi ad oggi acquisiti, sono emersi diversi profili di criticità circa lo svolgimento del concorso per la selezione pubblica di nuovi agenti della Polizia Locale da impiegare presso il comune di Roma Capitale che potranno formare oggetto di un ricorso da presentare avanti al Tribunale Amministrativo Regionale competente per territorio.

Al fine di fornire maggiori ragguagli sulla fattibilità dell’azione e sull’iter giudiziario che si intende intraprendere, si invitano gli interessati a partecipare ad un incontro con gli avvocati che si terrà il prossimo giovedì 25 giugno, alle ore 15.30, presso la sede del S.U.L.P.L. di Roma, sita in Via Festo Porzio n. 10/A (fermata metro Giulio Agricola)

Per motivi organizzativi gli interessati potranno inviare una e-mail di conferma della partecipazione all’incontro da inviare al seguente indirizzo email: roma@sulpl.it

Coloro i quali non potessero presenziare all’incontro – ma fossero ugualmente interessati ad aderire all’azione legale – riceveranno istruzioni sulle modalità di partecipazione attraverso il sito web del sindacato all’indirizzo http://www.sulplroma.com e sulla pagina Facebook del SULPL Roma https://www.facebook.com/sulpl.roma

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ME Fai pena 

 
È passato solo un anno dalla oceanica manifestazione in piazza dei dipendenti capitolini che lanciavano un grido di dolore misto a preoccupazione per il taglio dei propri stipendi.

Stipendi che viaggiano a cifre di 1300 € ben che vada. 

A distanza di un anno, sempre quando si deve andare a ridiscutere il contratto decentrato, si riaffaccia il MEF che sostanzialmente richiede indietro 350 milioni di € al comune di Roma. 

Tranquilli che questi soldi non li sborserà il comune ma verranno richiesti ai dipendenti. E sarà un furto.

Sarà un furto perchè quella cifra era stata inserita nel fondo dei soldi spendibili per i dipendenti e neanche un € è stato speso in più di quello che si doveva spendere rispettando tutti i vincoli di legge.

Il MEF contesta che quei soldi , ripetiamo spettanti ai dipendenti, non siano stati erogati nel modo giusto.

Facciamo un esempio per chiarire perchè si tratta di furto: tu lettore che leggi hai diritto a ricevere, ad esempio 1000€. Allora io ti faccio un assegno di 1000€. Poi arriva il sig. MEF che dice, secondo lui :”Non dovevi fargli l’assegno ma un bonifico. Ridammi i 1000€”.

Abbiamo fatto due conti sulle cifre che sono cominciate a trapelare non grazie alla cristallinità ed alla trasparenza di quella casa delle ombre che è ormai il Campidoglio.

350.000.000€ non sono altro che la somma dei fondi messi a disposizione nei 5 anni compresi tra il 2008 ed il 2013. Alla faccia della irretroattività della legge in quanto quella a cui si fa riferimento è la legge 150/2009 che dava tempo ai comuni di adeguarsi entro il 31/12/2012.

Questi 350.000.000 €, se come pensiamo verranno richiesti ai dipendenti, dovranno essere divisi per circa 25.000 persone calcolando anche coloro i quali nel frattempo sono morti, dimessi o andati in pensione. Si potranno rateizzare per una durata massima uguale al periodo di osservazione.

Viene fuori una cifra di circa 233€ al mese a dipendente!

Questo vuol dire che, visto che il salario non è mai stato erogato a pioggia ma a prestazione, visto che ci sono differenze notevoli tra un dipendente ed un altro, potremmo trovarci davanti a colleghi che subiscono decurtazioni di 400€ ed altri di 100€ ad esempio.

Potrebbe esserci una seconda strada per il comune: quella di togliere la parte variabile del salario ai dipendenti per i prossimi cinque anni realizzando così quello che andavamo dicendo già dal febbraio 2014 e cioè che verranno tagliati i servizi ai cittadini perchè è proprio con quei soldi che si finanziano.

A questo punto ci poniamo qualche interrogativo: visto che esiste una norma denominata “salva roma” del 2014 ma che in realtà è la “salva Firenze di Renzi ” che di fatto sana queste irregolarità, visto che nel giugno del 2014 è stato costituito un tavolo interministeriale di coordinamento che doveva descrivere le linee guida che dovevano seguire i comuni e che ci risulta abbondantemente inattivo, visto che ogni volta che si parla di mafia romana gli stipendi dei dipendenti fanno calare una cortina fumogena anche sugli interessi delle aziende partecipate, a chi giova tutto questo?

Aggiungiamo infine che questi sono ancora dei pareri di tecnici e che ancora nessun giudice si è espresso. In pratica con la risposta alle contro deduzioni è come se il comune avesse chiesto all’oste se il vino è buono!.

Solo i giudici, in caso di trattenute sugli stipendi passati o futuri, diranno chi sta mentendo.

Apprendiamo che il vice sindaco si schiera dalla parte dei dipendenti ed è quello che gli chiediamo dall’inizio di questa vertenza.

Ora cominci da qui: la Polizia Locale svolge il servizio dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 15.00 e dalle 14 alle 21.00. 

Il resto, se serve, lo copra lo Stato. Se c’è.

No alla cens…

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E’ vergognoso come il comportamento del comune miri a colpire tutte le voci di dissenso.
Ci fossero ancora i gulag verremmo confinati li?
Esprimiamo la solidarietà ad una rsu del comune di Roma colpita, dopo quelli degli autobus, solo per avere espresso il proprio pensiero tra l’altro costituzionalmente garantito.

Continueremo a far sentire la nostra voce!

State sereni.

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